Ho diritto agli arretrati della pensione col riscatto?
Lo sai che?
23 Ott 2016
 
L'autore
Noemi Secci
 


Leggi tutti gli articoli dell'autore
 

Ho diritto agli arretrati della pensione col riscatto?

Riscatto di periodi scoperti da contributi: se la pensione matura in anticipo si ha diritto agli arretrati?

 

Il riscatto dei contributi previdenziali, cioè il versamento della contribuzione per coprire periodi senza accrediti, ha efficacia retroattiva: questo significa che i contributi riscattati sono considerati come se fossero stati versati «nel passato», cioè nel momento in cui sono collocati temporalmente (ad esempio, se Tizio riscatta 5 anni di laurea dal 1980 al 1985, i versamenti si considerano effettuati in quegli anni). Lo ha chiarito la Corte di Cassazione con una nota sentenza [1] e lo ha ribadito più volte l’Inps, con circolari e messaggi [2].

L’efficacia retroattiva dei contributi può comportare, in molti casi, l’anticipo della maturazione dei requisiti per la pensione: questo avviene soprattutto quando la prestazione maturata è la pensione anticipata (che sostituisce la pensione d’anzianità), ma può comunque capitare anche con la pensione di vecchiaia, nell’ipotesi in cui non siano raggiunti, senza il riscatto, i contributi minimi richiesti, pari a 20 anni.

Ci si chiede, dunque, se in queste situazioni sorga automaticamente il diritto agli arretrati della pensione.

 

 

Arretrati della pensione di vecchiaia e riscatto

Se il riscatto comporta che i requisiti per ottenere la pensione di vecchiaia siano maturati in anticipo, l’interessato  ha diritto di percepire gli arretrati sin dalla data di maturazione dei requisiti.  La decorrenza della pensione di vecchiaia, difatti, parte dalla data in cui il lavoratore raggiunge i requisiti per il trattamento, a prescindere dalla data di domanda della pensione: tuttavia, perché la decorrenza della prestazione sia retroattiva, è necessario che l’interessato abbia cessato l’attività lavorativa. Diversamente, la decorrenza della pensione di vecchiaia parte dalla data di cessazione dell’attività.

Lo stesso principio (esclusa la necessità che l’attività lavorativa sia terminata) si applica anche alle pensioni ai superstiti, cioè alle pensioni di reversibilità e indirette.

 

 

Arretrati della pensione anticipata

Per quanto riguarda, invece, la pensione anticipata e la vecchia pensione di anzianità, la data di decorrenza della prestazione è collegata alla data di presentazione della relativa domanda: precisamente, la pensione deve essere liquidata il 1° giorno del mese successivo alla presentazione della domanda, a prescindere dalla data in cui l’interessato ha raggiunto i requisiti utili (attualmente, 42 anni e 10 mesi di contributi per gli uomini e 41 anni e 10 mesi per le donne).

Di conseguenza, anche se, grazie al riscatto dei contributi, il diritto al trattamento risulta maturato anni prima della presentazione della domanda, non è possibile domandare gli arretrati.

Lo stesso principio vale anche per le pensioni d’invalidità e inabilità.

 

 

Rigetto della domanda di pensione e successivo riscatto

Un’ipotesi particolare può verificarsi se l’interessato:

  • inoltra la domanda di pensione prima di aver perfezionato il riscatto;
  • la domanda viene rigettata per carenza dei requisiti;
  • successivamente al rigetto, è perfezionato il riscatto;
  • a seguito del riscatto, la maturazione dei requisiti risulta precedente all’invio della domanda di pensione.

In questo caso, nonostante il riscatto faccia «retroagire» gli effetti dei contributi e faccia maturare i requisiti della pensione prima della data di rigetto della vecchia domanda, non è possibile presentare ricorso.

L’Inps, difatti, rigettando la domanda, valuta gli elementi sussistenti all’epoca e non può basare la sua decisione sulla maturazione dei requisiti se, per quanto retroattiva, non è ancora verificata: anche se il riscatto dei contributi è ancora in corso, difatti, questo si perfeziona soltanto col pagamento dell’ultima rata.

Ad ogni modo, anche se non è possibile ricorrere, l’interessato, una volta maturati i requisiti, può presentare una nuova domanda di pensione ed ottenere il trattamento.

 


[1] Cass. sent. n. 367/1995.

[2] Inps Mess. 23655/2004.

 


richiedi consulenza ai nostri professionisti

 
 
Commenti