Investimento di pedone e omicidio colposo
Lo sai che?
30 Set 2016
 
L'autore
Sabina Coppola
 


Leggi tutti gli articoli dell'autore
 

Investimento di pedone e omicidio colposo

È colpa del pedone solo se l’auto lo investe perché lui ha attraversato la strada in modo imprevisto ed imprevedibile.

 

Ti trovavi su una strada buia ed, anche se non stavi correndo, hai investito un pedone che attraversava la strada fuori delle strisce pedonali? Potrebbe non essere colpa tua! È quanto ha stabilito la Cassazione con una recentissima sentenza [1] nella quale ha precisato che, in caso di omicidio colposo, il conducente dell’auto non è responsabile se il pedone ha attraversato la strada:

  • in modo eccezionale ed atipico;
  • in modo imprevisto ed imprevedibile.

Ma andiamo per ordine.

 

 

Cos’è l’omicidio colposo?

Si parla di omicidio colposo [2] ogni volta che qualcuno cagiona la morte di una persona, involontariamente, per mera negligenza, imprudenza o imperizia.

Tale condotta costituisce reato ed è punita con la pena da sei mesi a cinque anni di carcere.

La pena è aumentata

  • da due a sette anni di carcere, se l’omicidio è causato dalla violazione di norme del codice della strada (o, nel caso di omicidio colposo sul luogo di lavoro, dalla violazione delle norme a tutela dei lavoratori);
  • da tre a dieci anni di carcere, se la persona che non rispetta le norme del codice della strada, prima di porsi alla guida dell’auto, era ubriaca o aveva fatto uso di sostanze stupefacenti.

 

 

Chi viene punito per omicidio colposo?

I casi di omicidio colposo più diffusi sono quelli automobilistici e, di solito, la responsabilità è sempre del conducente.

Chi guida un’auto, infatti, deve farlo con molta prudenza:

  • rispettando i limiti di velocità;
  • rallentando in presenza delle strisce pedonali o in caso di scarsa visibilità (in particolare di sera);
  • e facendo maggiore attenzione in quei posti nei quali è prevedibile che, all’improvviso, possa sbucare qualcuno.

 

 

Un esempio di omicidio colposo

Se è sera, stai percorrendo una strada costeggiata da alcuni bar o paninoteche, ed un ragazzo esce improvvisamente da uno dei bar e lo investi: è sempre colpa tua.

La Cassazione, infatti, ritiene che, in un caso come questo, tu potevi (e dovevi) aspettarti che, da un momento all’altro, qualcuno potesse attraversare la strada.

 

 

Quando, allora, la colpa è del pedone?

Il pedone sarà responsabile qualora attraversi improvvisamente la strada in una zona completamente buia, priva di esercizi commerciali o di punti di ristoro.

In quel caso, infatti, se il conducente ha osservato tutte le norme di prudenza previste dal codice della strada e dal buon senso (ovvero ha guidato a velocità consentita ed ha rispettato tutti i segnali stradali e semaforici), potrà essere assolto.

Ciò in quanto, in una strada disabitata e priva di luce, dalla quale il conducente non poteva prevedere sbucasse qualcuno all’improvviso, è il pedone a dover fare maggiore attenzione prima di attraversare.


La sentenza

Corte di Cassazione, sez. IV Penale, sentenza 16 febbraio – 23 settembre 2016, n. 39474
Presidente Ciampi – Relatore Savino

Ritenuto in fatto

Con sentenza emessa in data 17 aprile 2010 il Tribunale di Mantova assolveva perché il fatto non costituisce reato B.G. imputato del reato di cui all’art. 589 co. 1 e 2 c.p. perché, quale conducente della vettura Fiat Marea tg. (…), percorrendo la SS XX in direzione (omissis) , giunto in prossimità del KM (omissis), investendo il pedone S.L. mentre attraversava la strada, ne cagionava la morte per le gravi lesioni riportate a seguito dell’urto (lo stesso urtato dal lato sinistro dell’autovettura veniva sbalzato nell’opposta corsia di marcia e qui investito da altra autovettura). Ciò in violazione delle norme sulla circolazione stradale ed in particolare omettendo di percepire tempestivamente la presenza del pedone, omettendo di porre in essere una tempestiva manovra eversiva verso destra in modo da evitare l’impatto e/o omettendo di tenere una velocità di guida adeguata.
In particolare, il giudice di primo grado ha pronunciato sentenza assolutoria perché il fatto non costituisce reato sulla base delle seguenti considerazioni. La CTU espletata durante le indagini non ha potuto accertare il momento in cui l’automobilista ha percepito la presenza del S. – che uscito

Mostra tutto

[1] Cass., sent. n. 39474 del 16.2 – 23.9.2016.

[2] Art. 589 cod. pen.

 


richiedi consulenza ai nostri professionisti

 
 
Commenti