Permesso Legge 104 di 2 ore: non sempre è dovuto
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29 Set 2016
 
L'autore
Noemi Secci
 


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Permesso Legge 104 di 2 ore: non sempre è dovuto

I permessi orari retribuiti per l’assistenza di un familiare con handicap grave sono dovuti solo se il disabile è il figlio minore del lavoratore.

 

I cosiddetti permessi Legge 104 [1], cioè i permessi retribuiti per chi assiste un familiare con handicap grave, possono ammontare a 2 ore giornaliere soltanto se il disabile assistito è il figlio minore o il minore affidato: in caso contrario, il lavoratore può fruire dei permessi soltanto nella misura di 3 giorni al mese. È quanto stabilito da una recente sentenza della Corte di Cassazione [2].

Il diritto ai permessi orari per l’assistenza del familiare, difatti, spetta soltanto ai genitori del disabile (o a coloro che lo hanno in affido) al posto del prolungamento del congedo parentale.

Chi, invece, assiste un familiare che non è il figlio minore o il minore affidato, ha diritto a fruire di 3 giorni di permesso mensile retribuito, a condizione che la persona sia portatrice di handicap grave certificato e non sia ricoverata a tempo pieno.

 

 

Permessi Legge 104: a chi spettano

I permessi retribuiti mensili Legge 104 spettano al lavoratore dipendente, pubblico o privato, se il familiare assistito è:

  • il coniuge o il convivente;
  • un parente o affine entro il secondo grado;
  • un parente o affine entro il terzo grado, qualora i genitori o il coniuge della persona con handicap in situazione di gravità abbiano compiuto 65 anni di età oppure siano anche essi affetti da patologie invalidanti o siano deceduti o mancanti.

 

 

Permessi Legge 104 e congedi parentali a ore

Come appena esposto, i permessi Legge 104 sono fruibili nella modalità oraria pari a 2 ore giornaliere soltanto per i genitori o gli affidatari del disabile minore. Questi permessi sono alternativi al prolungamento del congedo parentale. Al contrario, quando è il congedo parentale a essere fruito in modalità oraria, questo è compatibile con i permessi Legge 104 fruiti per il lavoratore stesso (se disabile) o per l’assistenza di altri familiari, anche se minori.

 

 

Permessi Legge 104 frazionati a ore

La fruizione dei permessi Legge 104 nella misura di 2 ore al giorno, in alternativa al prolungamento del congedo parentale, non va confusa con la frazionabilità a ore dei normali permessi per l’assistenza del familiare disabile, pari a 3 giorni mensili.

Nel dettaglio, per la frazionabilità oraria delle assenze deve essere calcolato un monte ore massimo: la formula di calcolo è diversa a seconda che l’orario di lavoro sia fissato su base settimanale  o su cicli plurisettimanali.

Nel caso in cui l’orario sia settimanale, la formula da utilizzare è:

  • (orario ordinario di lavoro settimanale/numero dei giorni lavorativi settimanali)x 3.

Il risultato corrisponde alle ore mensili di permesso fruibili.

 

Ad esempio, se l’orario lavorativo è pari a 36 ore settimanali in 5 giorni di lavoro, il lavoratore può fruire di 21,6 ore di permesso mensile. Se l’orario è pari a 40 ore di lavoro in 6 giorni settimanali, le ore di permesso mensile ammontano a circa 20 ore.

Se l’orario è pari a 40 ore in 5 giorni, le ore di permesso mensile ammontano a 24.

 

Dagli esempi fatti, salta subito all’occhio la differenza con i permessi pari a 2 ore giornaliere; consideriamo il caso in cui le giornate lavorative mensili siano 26:

  • basandoci un orario di lavoro pari a 40 ore su 6 giorni, le ore di permesso orario frazionato mensile ammontano a 20;
  • con lo stesso orario di lavoro, prendendo a riferimento i permessi di 2 ore giornalieri, il totale delle ore di permesso ammonta a 52 ;
  • la differenza resta notevole anche se le 40 ore settimanali di lavoro sono articolate su 5 giorni, in quanto le ore di permesso mensile ammontano a 24.

 

Ad ogni modo, bisogna osservare che le ore di permesso giornaliero sono dimezzate, quindi spetta una sola ora di permesso al giorno, se l’orario di lavoro è inferiore alle 6 ore giornaliere.

Se l’orario di lavoro è plurisettimanale, la formula per calcolare le ore di permesso mensile fruibili è la seguente:

  • (orario normale di lavoro medio settimanale/numero medio dei giorni lavorativi settimanali) x 3.

Anche in questo caso, la differenza con i permessi di 2 ore al giorno resta notevole.

 

Va infine ricordato che i permessi in modalità oraria, nell’ammontare di 2 ore al giorno, possono essere richiesti  anche dal lavoratore portatore di handicap grave, per sé stesso.


La sentenza

Corte di Cassazione, sez. Lavoro, sentenza 5 magio – 27 settembre 2016, n. 18950

Presidente Napoletano – Relatore Tricomi

Svolgimento del processo

  • La Corte d\’Appello di Roma, con la sentenza n. 6950 del 2010, rigettava l\’impugnazione proposta da C.F., nei confronti dei MIUR e dell\’Ufficio scolastico per il Lazio, avverso la sentenza emessa tra le parti dal Tribunale di Tivoli.
  • Il Tribunale aveva respinto la domanda avanzata dal C., assistente amministrativo con contratto a tempo determinato, volta a far dichiarare il diritto del medesimo ad usufruire di due ore di permesso giornaliero ex art. 33, comma 2, della legge n. 104 del 1992, in relazione all\’assistenza prestata in via esclusiva e continuativa alla madre con handicap in situazione di gravità, con il medesimo convivente, oltre al risarcimento del danno esistenziale e morale.
  • Non veniva accolta neppure la subordinata, concernente la fruizione di tre giorni di permesso mensile frazionabile.

  • La Corte d\’Appello premetteva che la situazione fattuale descritta in ricorso, circa la prestazione di assistenza in via esclusiva e continuativa alla madre con handicap in situazione di gravità e non ricoverata, era incontroversa in giudizio.
  • Dopo avere richiamato la disciplina di settore, il giudice di appello affermava che la

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    [1] L. 104/1992.

    [2] Cass. sent n. 18950/2016.

     


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