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Lo sai che? Pubblicato il 29 settembre 2016

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Lo sai che? Escursioni in vacanza, risarcisce l’agenzia viaggi

> Lo sai che? Pubblicato il 29 settembre 2016

Anche se l’escursione è gestita da un terzo, il tour operator paga i danni ai turisti per il pacchetto.

 

L’Agenzia viaggi deve risarcire qualsiasi danno subito dal turista a causa del pacchetto turistico e, quindi, anche per l’organizzazione di escursioni guidate: non rileva il fatto che la responsabilità sia solo di un altro prestatore di servizi (colui che materialmente ha organizzato e predisposto l’escursione), salvo il diritto di rivalersi nei confronti di costui. È quanto chiarito dal Tribunale di Firenze con una recente sentenza [1]. Condizione per citare ai danni il tour operator è l’aver scelto il servizio tra quelli da quest’ultimo suggeriti e consigliati (non così, quindi, se il turista si rivolge a soggetti differenti, scegliendoli tra l’offerta locale). Ad esempio, è il caso in cui il rappresentante della società che ha organizzato il viaggio si presenti in hotel, dove i turisti sono alloggiati, e presenti – ad inizio vacanza – il ventaglio delle escursioni organizzate, con richiesta di pagamento anticipato direttamente nelle mani di quest’ultimo.

La vicenda

La vicenda vede una coppia, in vacanza a Sharm El Sheik, che aveva subito lesioni a causa di un incidente d’auto durante un’escursione turistica nel deserto. La società che aveva organizzato il viaggio si era difesa sostenendo di non aver organizzato l’escursione, ma solo di aver pubblicizzato un servizio offerto da una agenzie locale egiziana. Al giudice, però, non era passato inosservato un dettaglio importantissimo: nel volantino pubblicitario compariva il logo del tour operator. Inoltre, ad avvalorare la tesi della responsabilità del tour operator vi erano due elementi che si verificano spesso in ipotesi del genere: il prezzo dell’escursione era stato pagato direttamente nelle mani del personale facente capo a quest’ultimo, il quale peraltro aveva consegnato al turista il cosiddetto voucher, ossia «un biglietto attestante il pagamento». Peraltro, sempre il delegato del tour operator aveva fornito alla coppia di turisti ogni informazione sull’organizzazione dell’escursione (orari, tempi, luoghi da visitare, soste, consegna di depliants), in tal modo «palesandosi come effettivo organizzatore anche della escursione nel deserto».

Viaggio “tutto compreso”

Il tribunale di Firenze sottolinea che «nel contratto di viaggio vacanza “tutto compreso” l’organizzatore e il venditore di pacchetti turistici sono [2] tenuti ad una prestazione improntata alla diligenza professionale». Il tour operator deve, pertanto, impiegare la perizia ed i mezzi tecnici adeguati allo standard professionale della sua categoria: non quelli richiesti a qualsiasi comune cittadino, ma a chi – facendo questa professione da anni – si presume avere maggiore esperienza e, quindi, deve fare di tutto per evitare danni ai propri clienti, prevenendoli per tempo. «Può allora distinguersi – si legge ancora nella sentenza – tra una diligenza professionale generica e una diligenza professionale variamente qualificata, giacché chi assume un’obbligazione nella qualità di specialista, o un’obbligazione che presuppone una tale qualità, è tenuto alla perizia che è normale della categoria».

Per ottenere il risarcimento, il turista deve solo conservare ed esibire il contratto e dimostrare di aver subito il danno, ma non deve provare la colpa del tour operato e la relativa gravità. Spetterà piuttosto a quest’ultimo dimostrare il contrario ossia di aver predisposto tutte le misure necessarie per evitare infortuni e danni (ossia che il risultato “anomalo” … dipende da fatto ad esso non imputabile, in quanto non ascrivibile alla condotta mantenuta in conformità alla diligenza dovuta) [3].

Risultato: il tour operator è personalmente responsabile tutte le volte in cui il danno risulti derivante anche da una condotta di un terzo soggetto (nel caso, conducente di jeep) della cui attività comunque si sia avvalso, salvo in ogni caso il suo diritto di rivalsa nei confronti di quest’ultimo.

note

[1] Trib. sent. n. 2145/16 del 7.06.2016.

[2] Ex art. 1176 cod. civ.., comma 2 e art. 2236 cod. civ.

Più in generale, la responsabilità del venditore di pacchetti turistici si fonda sulla regola generale di cui agli articoli 1228 e 2049 cod. civ., in base alla quale «il debitore che nell’adempimento dell’obbligazione si avvale dell’opera di terzi risponde anche dei fatti dolosi o colposi di costoro, ancorché non siano alle sue dipendenze».

Autore immagine: Pixabay.com

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1 Commento

LUCIANO PAPARELLI

1 ottobre 2016 alle 09:44

quanto riportato è impreciso, come spesso la conoscenza in materia dei giudici. Dare un’informazione è parte della professionalità ma non può avere vincoli di responsabilità. Se l’escursione è prenotata-pagata al TO o ad un suo rappresentante nelle vesti del TO è un conto, ma se il cliente la prenota in loco con sua scelta anche utilizzando il corrispondente del TO (non in veste del TO) solo un giudice tendenzioso o ignorante puo’ far comunque ricadere la responsabilità sul TO. A questo punto non si da nessuna informazione…..

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