Prendere appartamento in affitto a mesi: si può?
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29 Set 2016
 
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Redazione
 


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Prendere appartamento in affitto a mesi: si può?

Affitto solo per qualche mese: è possibile un contratto di locazione che non abbia durata 4+4 o 3+2?

 

Esiste un contratto di affitto solo per qualche mese? Cosa devi fare se ti serve un appartamento e non ci devi stare dentro otto anni così come invece prevede il tipico contratto di locazione a canone libero? Di certo non puoi firmare un contratto di affitto 4+4 o 3+2 con l’intenzione, già in partenza, di disdirlo prima della scadenza (ti abbiamo spiegato il perché nell’articolo Posso disdire l’affitto quando voglio?).

 

Per chi vuole prendere un appartamento in affitto solo per qualche mese esiste uno specifico contratto, pienamente regolare e disciplinato dalla legge. Si chiama contratto di locazione a uso transitorio (o, anche, locazione per esigenze abitative transitorie) e, come tutti i contratti di affitto, per essere valido (o meglio, esistente) deve essere sia scritto che registrato all’Agenzia delle Entrate.

 

In generale, questo tipo di contratto può essere utilizzato quando una delle due parti ha una necessità solo temporanea di locare o di prendere in locazione un immobile senza impegnarsi per un lungo periodo di tempo. Infatti, sia il padrone di casa che l’inquilino possono avere l’esigenza transitoria di concludere un contratto di locazione di questo tipo. Ad esempio, il locatore può avere interesse a concludere la locazione per breve periodo, perché progetta di destinarlo a breve ad abitazione o ad attività propria o dei familiari o perché lo vuole vendere o vuole eseguirvi a breve lavori. Invece, il conduttore potrebbe avere tale interesse perché è stato trasferito per lavoro temporaneamente oppure gli sono necessarie cure o assistenza per sé o a familiari in luogo diverso dalla propria residenza; oppure ancora deve eseguire lavori nella propria casa che la rendano temporaneamente inutilizzabile.

Deve comunque trattarsi di un’esigenza specifica collegata ad un evento certo a data prefissata.

 

 

Come redigere un affitto a uso transitorio

Il contratto di locazione a uso transitorio deve essere predisposto utilizzando il modello ministeriale predefinito [1].

 

È necessario indicare esplicitamente nel contratto le ragioni che spingono le parti ad accordarsi per l’uso transitorio. In altre parole, bisogna riportare la causa per cui l’abitazione può essere utilizzata solo per qualche mese, allegando al contratto apposita documentazione (ad esempio certificato del datore di lavoro che attesti il trasferimento, certificati medici, ecc.).

 

La durata minima della locazione a uso transitorio è un mese; invece la durata massima è di 18 mesi. Alla scadenza pattuita il contratto cessa senza bisogno di disdetta, ma può essere rinnovato.

Prima della scadenza del termine stabilito nel contratto, la parte interessata deve confermare il permanere dell’esigenza transitoria tramite lettera raccomandata. In caso di mancato invio della lettera oppure del venire meno delle condizioni che hanno giustificato la transitorietà, il contratto si intende ricondotto alla durata di 4 anni con rinnovo automatico di altri 4 anni dei contratti di locazione a canone libero.

 

Il locatore non può sublocare l’immobile.

 

 

A quanto ammonta il canone di affitto 

Se l’immobile si trova nelle aree metropolitane di Roma, Milano, Venezia, Genova, Bologna, Firenze, Napoli, Torino, Bari, Palermo e Catania, nei Comuni con esse confinanti e negli altri Comuni capoluogo di provincia, le parti devono determinare l’ammontare del canone entro un limite minimo e un limite massimo fissato nei singoli accordi territoriali a seconda della fascia in cui rientra l’immobile, come nel caso della locazione a canone concordato.

Negli altri casi sono libere di determinare il canone di locazione.

 

 

Registrazione

Le regole sulla registrazione del contratto sono quelle del contratto ordinario 4+4.

 

Se però il contratto ha durata non superiore a 30 giorni complessivi nell’anno esso non va registrato.

 

È possibile optare per la cedolare secca.


[1] Per le proprietà individuali: Allegato C – DM 30 dicembre 2002; per la grande proprietà: Allegato D – DM 30 dicembre 2002.

 


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