Quattordicesima raddoppiata per le pensioni minime
Lo sai che?
1 Ott 2016
 
L'autore
Maura Corrado
 


Leggi tutti gli articoli dell'autore
 

Quattordicesima raddoppiata per le pensioni minime

Pensioni e non solo: Renzi a Quinta Colonna snocciola i punti principali della prossima Legge di Stabilità. Tra queste la quattordicesima raddoppiata per le pensioni minime.

 

 

Pensioni: possibili novità in arrivo

Uno degli obiettivi della prossima Legge di Stabilità riguarda le pensioni minime: l’intenzione è quella di dare vita a una sorta di quattordicesima di 40 euro al mese, 480 euro all’anno. Ma la somma potrebbe anche essere doppia, di 80 euro al mese, 960 euro all’anno.

Ne ha parlato il premier Matteo Renzi nei giorni scorsi Quinta Colonna, su Rete 4, concentrandosi sulla volontà del Governo di aumentare gli assegni fino ai mille euro. A tal fine, è in vista di un accordo con i sindacati che riguarderà anche le pensioni dei lavoratori precoci (cioè coloro che hanno cominciato a lavorare prima dei 20 anni di età e che hanno, quindi, raggiunto i 42 anni di contributi ma non i 62 anni d’età) e la pensione anticipata a 63 anni [1].

 

 

Pensioni: cos’è la quattordicesima?

Per chi non è pratico di tali questioni, la quattordicesima viene erogata dall’Inps ai pensionati di 64 anni o più, aventi un reddito annuo sotto i 10.000 euro circa: per l’anno in corso, ammonta a una cifra compresa tra i 336 e i 504 euro in base ai contributi versati e a seconda che si sia lavoratore di pendente o autonomo.

 

 

Pensioni: quattordicesima raddoppiata per quelle minime

Nel dettaglio, come dicevamo, il premier Matteo Renzi ha annunciato un aumento della quattordicesima per le pensioni minime: gli attuali 40 euro al mese che contribuiscono all’importo finale dell’assegno supplementare per i pensionati verranno raddoppiati, passando da 40 ad 80 euro. Conti alla mano, quindi, chi oggi prende la quattordicesima, coloro cioè che percepiscono come assegno fino a 750 euro mensili, potranno godere di una quattordicesima raddoppiata, fino ad un massimo di 960 euro, contro i 480 attuali.

 

 

Renzi: non solo pensioni

Oltre all’intervento sulle pensioni minime, il capo dell’esecutivo ha ufficializzato anche il provvedimento riguardante l’introduzione della pensione anticipata, la cosiddetta Ape. Tradotto significa che sarà possibile il prepensionamento a 63 anni di età, 3 anni e 7 mesi in meno rispetto alla soglia prevista dall’attuale riforma Fornero, con un taglio intorno al 5%: in pratica, chi sceglierà di anticipare l’uscita dal lavoro, andrà in pensione con il 95% dello stipendio, fatta eccezione per alcune classi più disagiate – disoccupati, invalidi e coloro che svolgono attività usuranti o che hanno parenti disabili a carico – per le quali il taglio dello stipendio sarà intorno all’1% (ciò significa che andranno in pensione con il 99% dell’ultima busta paga).


[1] La pensione anticipata è il trattamento pensionistico erogato nei confronti dei lavoratori iscritti all’assicurazione generale obbligatoria, ai fondi sostitutivi, esonerativi ed esclusivi della stessa e agli iscritti presso la gestione separata dell’Inps (cioè verso la generalità dei lavoratori dipendenti del settore privato o pubblico e dei lavoratori autonomi e parasubordinati), che può essere raggiunto al perfezionamento del solo requisito contributivo indipendentemente dall’età anagrafica del beneficiario.

 


richiedi consulenza ai nostri professionisti

 
 
Commenti