Anatocismo bancario: in vigore le nuove regole
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1 Ott 2016
 
L'autore
Carlos Arija Garcia
 


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Anatocismo bancario: in vigore le nuove regole

Dopo la conferma del Cicr, cambiano conteggio ed esigibilità degli interessi debitori e di mora sui contratti con le banche: verranno separati dal capitale.

 

Sono entrate in vigore le nuove regole in materia di anatocismo bancario sui contratti con gli istituti di credito. Riguardano, pertanto, finanziamenti, mutui, scoperti e aperture di credito.

Ricordiamo che quando si parla di anatocismo bancario si parla della capitalizzazione di interessi resi produttivi (anche se scaduti o non pagati) su un certo capitale. Sono quelli che le banche chiamano interessi composti (il calcolo dell’interesse attivo su un conto di deposito o quello dell’interesse passivo di un mutuo, ad esempio).

Le banche devono per forza adeguarsi a quanto disposto dal Ministero dell’Economia [1], che attua l’articolo 120 del Testo unico bancario. Il Tub contiene le direttive che disciplinano l’anatocismo bancario, confermate dalla regolamentazione approvata dal Cicr (Il Comitato Interministeriale per il Credito ed il Risparmio) il 3 agosto 2016. Vediamo quali sono le nuove regole in vigore.

 

 

Nuove regole su interessi debitori e di mora

In base alle regole entrate in vigore sull’anatocismo bancario, gli interessi debitori non possono produrre altri interessi se non quelli di mora. Questo, in sostanza, vieta ogni tipo di anatocismo bancario. Anche se, sugli interessi di mora, le nuove regole non chiariscono se decorrano automaticamente per inadempienza del risparmiatore oppure se, trattandosi di interessi su interessi, si produce l’anatocismo.

 

 

Nuove regole su contabilizzazione ed esigibilità

Le regole entrate in vigore sull’anatocismo bancario stabiliscono sui conti correnti e conti di pagamento quanto segue:

  • gli interessi debitori e creditori devono avere la stessa periodicità, mai inferiore a un anno;
  • gli interessi vanno conteggiati entro il 31 dicembre di ogni anno o entro il termine del rapporto per cui sono dovuti se questo termine è fissato durante l’anno. La regola vale anche per i contratti iniziati in corso d’anno;
  • gli interessi debitori non devono essere conteggiati separatamente dal capitale per quanto riguarda le aperture di credito regolate in conto corrente o conto di pagamento e per gli sconfinamenti rispetto al fido accordato o su conti non affidati; in questo modo gli interessi continueranno ad essere calcolati sul capitale e non sull’insieme di capitale e vecchi interessi (cioè attuando l’anatocismo bancario);
  • gli interessi maturati diventano esigibili il 1 marzo dell’anno successivo da parte del creditore (e il debitore è tenuto a pagarli). In caso di chiusura definitiva del rapporto, gli interessi sono immediatamente esigibili. In questo caso, il cliente può autorizzare l’addebito sul conto e la somma addebitata è considerata sorte capitale. L’autorizzazione può essere revocata in ogni momento. Sui contratti in corso dopo l’entrata in vigore delle nuove regole, l’autorizzazione deve essere chiesta al cliente;
  • gli interessi debitori non pagati possono diventare interessi moratori. La banca ed il cliente possono, però, accordare all’inizio del rapporto, e quindi alla firma del contratto, che i fondi accreditati sul conto vengano automaticamente utilizzati per estinguere il debito.

[1] DM 343/2016.

 


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