Rinuncia all’eredità: chi subentra agli eredi?
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21 Ott 2016
 
L'autore
Maura Corrado
 


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Rinuncia all’eredità: chi subentra agli eredi?

La rinuncia all’eredità permette agli eredi di restare estranei agli effetti dell’apertura della successione, non acquisendo le quote loro devolute dal defunto. Vediamo come.

 

 

Rinuncia all’eredità: cos’è?

Tizio muore ma gli eredi non intendono acquistare l’eredità loro spettante: è possibile grazie a un atto apposito, la rinuncia all’eredità. È più frequente di quanto si pensi: pensiamo a quei casi in cui i debiti del defunto sono superiori ai crediti.

Rinunciando, si fanno cessare nei confronti di chi lo fa gli effetti dell’apertura della successione, rimanendo completamente estranei alla stessa: significa, quindi, nell’esempio prima fatto, che i creditori non potranno rivolgersi all’erede che rinuncia pretendendo il pagamento dei debiti.

 

Ma se gli eredi rinunciano chi prenderà il loro posto? A chi va l’eredità? Scopriamolo leggendo oltre.

 

 

Rinuncia all’eredità: come farla?

Per rinunciare all’eredità, occorre fare una dichiarazione ricevuta da un notaio o dal cancelliere del tribunale del circondario in cui si è aperta la successione. La dichiarazione, per non essere nulla (e, quindi, affinché produca i suoi effetti):

  • non deve contenere condizioni del tipo: «Rinuncio all’eredità a condizione che Tizio mi ceda la sua auto»;
  • non deve prevedere un termine del tipo: «Rinuncio all’eredità per i prossimi due anni»;
  • non deve prevedere limitazioni del tipo: «Rinuncio all’eredità, ma solo alla casa in campagna di Tizio mentre accetto quella al mare»;
  • non deve essere fatta dietro corrispettivo a favore di altri soggetti chiamati all’eredità, producendo altrimenti l’effetto contrario. Ad esempio, gli eredi sono tre: Caio, Sempronio e Mevio. Se Caio decide di rinunciare all’eredità ma solo previo pagamento di 1000 euro da parte di Sempronio e Mevio, con questo suo comportamento, in realtà, Caio accetta l’eredità.

 

 

Rinuncia all’eredità: quando farla?

Si può rinunciare all’eredità (o, detto al contrario, accettarla) entro dieci anni dal giorno della morte del soggetto [1]. Tale termine, tuttavia, può essere abbreviato su richiesta di chi vi ha interesse: pensiamo a un creditore del chiamato all’eredità. A tal fine, è necessario chiedere al Tribunale del luogo dove si è aperta la successione che sia fissato un termine entro il quale il chiamato dichiari se accetta o meno l’eredità (si parla di azione interrogatoria), trascorso inutilmente il quale si perde il diritto sia di accettare che di rifiutare.

 

 

Rinuncia all’eredità: chi subentra agli eredi?

Veniamo, ora, al problema centrale della tematica di cui parliamo: se l’erede rinuncia, a chi spettano i beni?

Occorre distinguere due ipotesi:

  1. nella successione legittima (cioè, in quella che non avviene sulla base di un testamento ma secondo quanto stabilito dalla legge), se vi sono altri eredi legittimi oltre a quelli che hanno rinunciato, la parte di colui che rinuncia viene equamente suddivisa tra questi; se non ci sono altri eredi legittimi, l’eredità di devolve a coloro ai quali spetterebbe nel caso in cui egli mancasse. Ricordiamo che gli eredi legittimi sono nell’ordine: il coniuge, i discendenti (i figli), i genitori, gli ascendenti (i genitori e i figli), i collaterali (ad esempio, il nonno) entro il sesto grado, lo Stato;
  2. nella successione testamentaria (in tal caso il defunto ha fatto testamento prima di morire) la parte di colui che rinuncia viene suddivisa equamente tra gli altri coeredi testamentari, a meno che lo stesso defunto non abbia disposto una sostituzione. Se non ve ne sono, si spartisce tra gli eredi legittimi.

 

Facciamo alcuni esempi di rinuncia:

  • Rita muore senza testamento, lasciando le figlie Beatrice, Elena e Silvia. Se Beatrice rinuncia all’eredità della madre, la sua quota (33,3%) si aggiunge alle quote di Elena e Silvia, che otterranno quindi il 50% ciascuna.
  • Cristiano muore senza testamento, lasciando solo la figlia Elisabetta. Quest’ultima a sua volta ha un figlio, Edoardo. Se Elisabetta rinuncia all’eredità del padre Cristiano, l’eredità passa a Edoardo.
  • Giulio muore con testamento, lasciando i suoi averi a Fabiana e Daniela. Nel proprio testamento, Giulio non ha stabilito cosa fare nel caso in cui Fabiana e Daniela rinuncino all’eredità. Se Fabiana rinuncia all’eredità, la sua quota passa a Daniela.

[1] Art. 480 cod. civ.

 


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