Troppo rumore in casa: cosa fare?
Lo sai che?
2 Ott 2016
 
L'autore
Carlos Arija Garcia
 


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Troppo rumore in casa: cosa fare?

Il vicino che urla, il cane che abbaia di notte. Dove dialogo e tolleranza non arrivano, c’è la legge in grado di imporre un po’ di quiete. Pena una multa.

 

La scena è facilmente immaginabile, per non dire scontata: un vicino guarda un film, quello di sopra la partita. Ogni azione mancata o ogni gol è un urlo-barra-imprecazione che al vicino di sotto fa perdere il filo del discorso. Porta pazienza. La partita va ai supplementari. La moglie del vicino di sopra di pazienza non ne ha e chiede al marito di andare a letto. “Non se ne parla”. “Meglio il calcio di me, allora?” Ecco che arriva la litigata. Il vicino di sotto, ormai, ha scelto di guardare il film anche con i sottotitoli per non perdere una battuta. Di sopra si è scatenato l’inferno. C’è troppo rumore in casa, ma cosa fare? E’ mezzanotte passata. Quello di sotto, ormai, è andato a dormire. Quelli di sopra stanno facendo pace (ha vinto la squadra giusta). Ecco, stanno facendo pace. Quello di sotto se n’è accorto. E se ne accorgerà fino alle 5 del mattino, almeno (a meno di tempi supplementari anche lassù…).

Così tante di quelle sere. Per un motivo o per un altro: sedie o tavoli spostati in continuazione, il cane troppo agitato, il volume del televisore che, talmente è alto, potrebbe risparmiarci di pagare il canone alla Rai. Troppo rumore in casa: cosa fare?

Di solito, nei regolamenti del condominio si stabilisce il “coprifuoco”, cioè: quali sono le ore di quiete, in cui stare calmi e lasciare riposare i vicini. Se questo orario non fosse precisato nel regolamento condominiale, ci pensa quello comunale a indicare quando scatta il silenzio e tocca ai Vigili Urbani garantire la pace dei sensi nella zona di competenza perché c’è troppo rumore.

Ciò non bastasse, se ancora ci fosse troppo rumore in casa, cosa fare? Aprire, per esempio il Codice civile e cercare di capire cosa dice la legge. Ci dice che un vicino non può impedire ad un altro di fare rumore sempre ché non venga superata la soglia di tollerabilità [1]. Cioè, un po’ va bene, ma quando si esagera è troppo. Inoltre si deve considerare se il troppo rumore in casa arriva dal vicino o dallo stabilimento industriale collocato a 50 metri da casa. Ma non si tratterebbe più di una zona residenziale, bensì di una zona industriale, e qui la cosa cambia.

 

 

A chi rivolgersi quando c’è troppo rumore in casa?

Restiamo in ambito condominiale. Il concetto della tollerabilità è relativo. Se un vicino che sta guardando la partita sul satellite con gli amici festeggia un gol alle 22.30, magari fa un favore a chi il satellite non ce l’ha ma voleva sapere il risultato. Può anche infastidire, però, a chi non sopporta il calcio e si deve alzare alle 5 del mattino per andare al lavoro. Lo stesso vale per chi vive in un condominio in cui abita anche un musicista che fa le prove fino a tardi con il suo complesso. A questo punto servono dei criteri, per così dire “neutri”, per stabilire quando si fa troppo rumore in casa e fino a che punto il vicino che odia il calcio o la musica del vicino, magari pure stonato, deve portare pazienza. Questi criteri confluiscono in uno solo: il livello di decibel riscontrato nel luogo in cui si avverte troppo rumore. Il modo più corretto per stabilirlo è quello di rivolgersi al Comune di appartenenza e presentare una segnalazione di inquinamento acustico in cui vengano dettagliati orari e tipologia del rumore e si chieda l’intervento dell’Arpa, l’Agenzia Regionale per la Protezione dell’Ambiente. I tecnici arriveranno a casa con un fonometro, un apparecchio che misura i decibel, e che stabilisce, senza ombra di dubbio se c’è troppo rumore oppure poca tolleranza.

 

Ammesso che il vicino che non riesce a dormire abbia ragione, è possibile presentare causa sia nei confronti del proprietario dell’appartamento sia nei confronti del locatario, ma non nei confronti dell’amministratore del condominio. A meno che l’assemblea gli dia mandato per farlo perché l’eccessivo rumore proviene da un altro edificio e non è una questione tra due vicini dello stesso immobile.

 

Se il richiedente ottenesse la ragione, cioè se ha ragione a lamentarsi del fatto che c’è troppo rumore in casa, il giudice può obbligare il vicino esuberante a prendere degli accorgimenti che facciano rientrare il disturbo entro il criterio di tollerabilità (insonorizzare meglio l’appartamento, ad esempio, se non si riesce proprio ad abbassare la voce), oppure può stabilire una multa, cioè una somma da versare al danneggiato come indennizzo. Ovvio che sarebbe meglio evitare tutto questo attraverso il dialogo. Magari a casa di uno di loro, prima della partita.


[1] Art. 844 cod. civ.

 


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