Assicurazione: dopo l’incidente il premio non aumenta in automatico
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2 Ott 2016
 
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Assicurazione: dopo l’incidente il premio non aumenta in automatico

Assicurazione e incidenti stradali: con la formula bonus-malus, il peggioramento della classe di merito scatta solo se l’automobilista è effettivamente responsabile.

 

Immaginiamo che una persona faccia un incidente stradale e che, pur ritenendo di avere pienamente ragione e nessuna responsabilità per l’urto, accetti dalla propria assicurazione un risarcimento parziale. Lo fa per evitare i costi di una lunga causa e perché, tutto sommato, l’importo che gli viene offerto è sufficiente a fare le riparazioni essenziali alla propria auto. Senonché, poi, di punto in bianco, si ritrova con una classe di merito aumentata e un premio dell’assicurazione più alto. Questo perché, secondo la sua assicurazione, l’aver egli accettato un risarcimento in percentuale implica anche una tacita ammissione di co-responsabilità dell’assicurato nel sinistro.

 

Ebbene, questo comportamento, secondo la Cassazione, è illegittimo. Secondo infatti una recente sentenza [1], solo un effettivo accertamento delle responsabilità concrete dell’automobilista può portare a un peggioramento della sua classe di rischio secondo la formula bonus-malus.

 

Insomma, il risarcimento integrale o parziale del danno non rileva ai fini del declassamento nella scala delle classi di merito; detto declassamento può scattare solo se l’assicurato ha causato in tutto o anche in parte, per propria colpa, un incidente stradale. Pertanto l’assicurazione non può aumentare, per altre valutazioni, il premio della rc auto e, se lo fa, viola la legge [2]. Non rileva il fatto che l’assicurato abbia accettato, dalla propria assicurazione, un risarcimento parziale: un comportamento del genere non può essere visto né come una ammissione di responsabilità, né come un concorso di colpa.

 

Il che è in linea con i principi che regolano le formule tariffarie delle assicurazioni, basate sul principio che, quanto più l’assicurato è imprudente, tanto più aumenteranno i costi che lui causa al suo assicuratore, e quindi il premio da lui dovuto.

 


La sentenza

Corte di Cassazione, sez. VI Civile – 3, ordinanza 18 maggio – 28 settembre 2016, n. 19058

Presidente Armano – Relatore Rossetti

Svolgimento del processo

  • Il consigliere relatore ha depositato, ai sensi dell’art. 380 bis c.p.c., la seguente relazione:
  • “1. G.B. convenne dinanzi al Giudice di pace di Castellammare di Stabia la società UnipolSai s, p. a. , deducendo che quest’ultima aveva illegittimamente aumentato il premio assicurativo da liti dovuto in virtù di una polizza assicurativa stipulata a copertura dei rischi derivanti dalla circolazione del veicolo Ford Fiesta targato (…).

    Deduceva che la compagnia aveva aumentato il premio in virtù della formula tariffaria bonus-malus, sul presupposto che il suddetto veicolo fosse rimasto coinvolto in due sinistri ascrivibili a w 45a concorsuale dell’assicurato, soggiungeva che tuttavia nessuno dei due sinistri suddetti era ascrivibile a sua colpa.

    Chiedeva pertanto la condanna della società convenuta alla restituzione (qualificata dall’attore “risarcimento”) del maggior premío indebitamente pagato.

  • Il Giudice di pace rigettò la domanda.
  • Il Tribunale di Torre annunciata, adito dal soccombente, con sentenza 17.7.2014 n. 1879 rigettò il gravame proposto dai soccombente.

    Il Tribunale ritenne che

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    [1] Cass. ord. n. 19058/16 del 28.09.2016.

    [2] Art. 134 cod. ass.

     


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