Ztl: multe e ricorsi
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2 Ott 2016
 
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Redazione
 


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Ztl: multe e ricorsi

Zone a traffico limitato: come fare ricorso contro la multa e contestare il verbale notificato a casa del conducente per il passaggio con il Varco attivo.

 

Varco attivo o non attivo: al di là di quello che dice il cartello stradale, è latente in molti automobilisti la paura che, nella concitazione del traffico, tra una macchina che ti bussa dietro, la fretta e la distrazione, si possa entrare inavvertitamente in una delle cosiddette aree Ztl (ossia zone a traffico limitato), prendere una multa e poi essere costretti a fare ricorso. Ma quando è possibile opporsi e quando, invece, conviene pagare?

 

Una cosa è certa: le multe sulle Ztl sono tra le più insidiose e difficilmente contestabili, perché – a differenza dell’autovelox, del photored e degli altri strumenti elettronici di controllo della velocità – qui l’apparecchio non deve valutare ed elaborare un dato tecnico (appunto la velocità), ma un fatto storico incontestabile: il transito con l’auto. Dunque, la telecamera non è chiamata a fare calcoli, ad avere complicati sistemi di bilanciamento e taratura, ma deve solo fotografare una targa.

Ciò nonostante, diverse sentenze della giurisprudenza hanno individuato una serie di ipotesi in cui le multe per passaggio sulle Ztl sono nulle ed è, quindi, possibile far ricorso.

 

 

Ci deve essere un provvedimento

Se fai ricorso contro una multa Ztl, l’ente locale, nel costituirsi, deve produrre il provvedimento amministrativo che dispone, su detta area, l’accesso a traffico limitato. Non basta la fotocopia, ma è necessaria la copia autentica. Non è necessario che il Comune abbia adottato anche il Piano Urbano del Traffico (Put).

 

 

La multa per Ztl deve indicare il provvedimento

Il primo aspetto che viene in rilievo, per fare ricorso contro una multa sulle Ztl, è la mancata indicazione, all’interno del verbale, del provvedimento che ha disposto la limitazione della circolazione. Questo, infatti, può essere adottato sia dal sindaco che con atto della giunta [1]. Ebbene, il verbale deve specificare all’automobilista in quale delle due ipotesi si verte. Diversamente scatta la nullità. Ciò al fine di dare al trasgressore la possibilità di verificare, facendo un accesso agli atti amministrativi, che effettivamente sussiste il divieto e che sia stato adottato in conformità con le norme sul procedimento amministrativo. Di norma, comunque, i provvedimenti che disciplinano la viabilità nelle Ztl  sono atti aventi natura tipicamente gestoria ed amministrativa: pertanto, spettano di norma alla giunta e non certo sono atti di governo rientranti tra le attribuzioni del sindaco [2].

 

 

L’uso delle telecamere sulle Ztl va ben segnalato

La segnaletica è spesso di difficile individuazione, coperta da altri segnali o dalla vegetazione, a volte rovinata dalle bombolette spray, in altri casi spostata dai temporali e non correttamente indirizzata verso il senso di marcia. Invece, la legge prescrive che i cartelli siano chiaramente e facilmente visibili.

Ci sono cartelli solo a ridosso della Zona a traffico limitato, peraltro con pannelli rettangolari indicanti una serie lunghissima di eccezioni, di altrettanto complessa lettura.

 

 

Se ci sono più multe, ma il passaggio sulle Ztl è unico

Secondo la giurisprudenza [3], in caso di multe per passaggio nelle zone a traffico limitato, si può procedere a una distinta contravvenzione non già ad ogni singola rilevazione, ma per ogni accesso alla Ztl. Pertanto, in presenza di rilevazioni pressoché simultanee, prima di poter notificare una pluralità di multe (anziché una sola) è necessario prima verificare se il trasgressore sia entrato nella Ztl una sola volta e vi si sia trattenuto, o se vi sia entrato una volta per ciascuna rilevazione.

 

 

Se l’accesso alle Ztl è a pagamento

Secondo una sentenza del Consiglio di Stato [4], il Comune può subordinare l’ingresso o la circolazione dei veicoli a motore, all’interno delle zone a traffico limitato, anche al pagamento di una somma di denaro, ma l’esercizio di tale potere è condizionato: a) all’istituzione di una Ztl (zona a traffico limitato); b) all’adozione del Piano urbano del traffico [5]; c) all’introduzione della tariffazione degli accessi alla Ztl all’interno del Piano urbano del traffico (cosiddetto Put), avendo verificato che tale provvedimento (che costituisce una ulteriore misura di selezione rispetto alla limitazione dell’accesso ad ore prestabilite o a particolari categorie di utenti e di veicoli a motore) si rende effettivamente necessario per il raggiungimento degli obiettivi del Piano urbano del traffico.

 

Secondo il Tar Lazio (Roma) [6], l’aumento delle tariffe per l’accesso e il transito nelle zone a traffico limitato comporta logicamente e necessariamente, in un momento storico come quello attuale di perdurante grave crisi economica di un intero Paese, un’immediata e rilevante contrazione della domanda di rilascio dei permessi Ztl. Pertanto, è necessaria l’individuazione di un preciso obiettivo perseguito da parte dell’Amministrazione al riguardo, ossia essenzialmente in termini di benefici per l’ambiente, nonché l’analisi dell’impatto della misura prescelta ai fini del raggiungimento del predetto obiettivo. Insomma, la previsione di un pagamento per l’accesso alle Ztl non deve essere una misura per fare cassa, ma solo per tutelare l’ambiente.

 

 

Ztl non fuori dal centro

È possibile istituire le Ztl solo laddove le ragioni di tutela dell’ambiente e del patrimonio urbano lo richiedano. Insomma, le Ztl non possono essere usate per scopi differenti, come quello di tentare di elevare multe e rimpinguare le casse comunali.

Secondo il Tar Roma [6], la circostanza che l’Amministrazione detenga un potere discrezionale nella determinazione delle tariffe della Ztl non comporta che la stessa sia completamente libera di procedere al riguardo, atteso che, comunque, l’azione dell’Amministrazione deve essere ispirata ai criteri generali della ragionevolezza e della proporzionalità. Proprio attraverso la verifica dell’adeguatezza e della completezza dell’istruttoria posta in essere da parte della stessa, è possibile in maniera compiuta verificare in sede giurisdizionale la non illogicità ed irragionevolezza o ancora la proporzionalità delle scelte effettuate da parte della stessa le quali, per loro natura, vengono ad incidere in concreto in maniera pregnante sulla sfera giuridica dei destinatari.

La parziale compressione della libertà di locomozione e di iniziativa economica è sempre giustificata quando scaturisce dall’esigenza di tutela rafforzata di patrimoni culturali ed ambientali di assoluto rilievo mondiale o nazionale, tenendo presente che la gravosità delle limitazioni trova comunque giustificazione nel valore primario ed assoluto riconosciuto dalla Costituzione all’ambiente, al paesaggio ed alla salute.

 

Solo la l’irragionevolezza del provvedimento di costituzione di un’area Ztl può essere contestata dall’automobilista. Secondo il Tar Napoli [7], rientra nel potere discrezionale della Pubblica amministrazione l’emanazione di provvedimenti limitativi della circolazione stradale nei centri abitati ed istituitivi di zone a traffico limitato (Ztl) e, pertanto, tali provvedimenti non sono suscettibili di vaglio in sede giurisdizionale salvo che non presentino vizi da un punto di vista formale e di procedura, ovvero non emerga una manifesta irragionevolezza.

 

 

La buona fede del trasgressore

Secondo la Cassazione [8], in tema di violazioni di Ztl, la mera tolleranza, ovvero la mancanza di controlli od altri interventi da parte della Pa non possono essere invocate dall’utente della strada per affermare l’errore incolpevole circa l’illiceità della sua condotta. Per provare la sua buona fede ed escludere l’elemento soggettivo dell’illecito, occorre che l’utente provi la sussistenza di circostanze di fatto positive atte ad ingenerare la convinzione della liceità della sua condotta; e che lo stesso non sia stato negligente od imprudente, ossia che abbia fatto tutto quanto possibile per osservare la legge.

 

 

Niente multe Ztl col contrassegno invalidi

Il cosiddetto contrassegno invalidi autorizza la circolazione e la sosta del veicolo adibito al trasporto di una persona con capacità di deambulazione sensibilmente ridotte anche all’interno delle zone urbane a traffico limitato, su tutto il territorio nazionale, con il solo onere di esporre tale contrassegno. Pertanto, al disabile che sia transitato in Ztl non può essere contestata la multa [9].


[1] Art. 7 Cod. str.

[2] Tar Bologna sent. n. 199/2016.

[3] Trib. Pisa, sent. n. 854/2016.

[4] Cons. St. sent. n. 2359/2015.

[5] Ai sensi dell’art. 36 del nuovo cod. str.

[6] Tar Roma, Lazio, sent. n. 3666/2015.

[7] Tar Napoli, sent. n. 5744/2013.

[8] Cass. sent. n. 4251/2015.

[9] GdP. Bolzano, sent. n. 47/2015.

 


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