Riscossione e rimborso del contributo unificato
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1 Ott 2016
 
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Riscossione e rimborso del contributo unificato

Processo tributario: procedure di riscossione in caso di omesso/parziale versamento del contributo unificato; il rimborso del contributo unificato.

 

Per l’espletamento delle attività preliminari alla riscossione del contributo unificato, l’art. 247 dello stesso TUSG, dispone che «… l’ufficio incaricato della gestione del- le attività connesse alla riscossione è quello presso il magistrato dove è depositato l’atto cui si collega il pagamento o l’integrazione del contributo unificato.» Il successivo art. 248 del TUSG, nei casi di omesso o insufficiente pagamento del contributo unificato, prevede l’emissione dell’invito al pagamento da parte dell’Ufficio indicato nel succitato art. 247. Pertanto, spetta alle Segreterie delle Commissioni tributarie provinciali e regionali presso le quali è stato depositato l’atto:

 

—   il recupero del contributo unificato il cui pagamento sia omesso o insufficiente, ovvero quello derivante dall’applicazione della maggiorazione prevista dal comma 3bis dell’art. 13 del TUSG, mediante comunicazione dell’invito al pagamento;

 

—   l’irrogazione e l’intimazione al pagamento della sanzione;

 

—   il calcolo degli interessi e l’iscrizione a ruolo delle somme dovute. Come già chiarito, l’art. 248 del TUSG dispone che, nei casi di omesso o insufficiente pagamento del contributo unificato «…entro trenta giorni dal deposito dell’atto cui si collega il pagamento o l’integrazione del contributo, l’ufficio notifica alla parte…l’invito al pagamento dell’importo dovuto, quale risulta dal raffronto tra il valore della causa ed il corrispondente scaglione … con espressa avvertenza che si procederà ad iscrizione a ruolo, con addebito degli interessi al saggio legale, in caso di mancato pagamento entro un mese. L’invito è notificato alla parte nel domicilio eletto o, nel caso di mancata elezione di domicilio, è depositato presso l’ufficio. Nell’invito sono indicati il termine e le modalità per il pagamento ed è richiesto al debitore di depositare la ricevuta di versamento entro dieci giorni dall’avvenuto pagamento.»

 

Per il combinato disposto degli artt. 16 e 248 del TUSG, la Segreteria della Commissione tributaria, entro trenta giorni dal deposito del ricorso o altro atto processuale, notifica al debitore, ai sensi dell’art. 137 c.p.c. o mediante altro mezzo di comunicazione equivalente, l’invito al pagamento dell’importo dovuto con espressa avvertenza che, in caso di inadempienza, si procederà all’irrogazione della sanzione prevista dall’art. 16, comma 1bis, del TUSG, nonché all’iscrizione a ruolo del contributo unificato dovuto, con addebito degli interessi al saggio le- gale, decorrenti dalla data di deposito dell’atto. L’invito di cui al comma 2 dell’art. 248, è notificato alla parte nel domicilio eletto o, nel caso di mancata elezione di domicilio, è depositato presso l’Ufficio di Segreteria. In conformità all’art. 7 della legge n. 212/2000 (Statuto del contribuente), l’invito stesso deve contenere la motivazione della richiesta del pagamento del contributo unificato, nonché il nominativo del responsabile del procedimento. Il debitore deve depositare presso la Segreteria la ricevuta del versamento effettuato, utilizzando il modello F23, entro 10 giorni dall’avvenuto paga- mento. Il codice tributo, da indicare nel suddetto modello al punto 11, è il «750T» «contributo unificato — D.P.R. n. 115/2002 — a seguito di invito al pagamento da parte dell’ufficio giudiziario e non sono dovuti interessi e sanzioni».

 

Trascorsi i sopraindicati trenta giorni, il debitore può, comunque, effettuare il pagamento del contributo unificato, unitamente agli interessi legali, da calcolarsi a decorrere dalla data di deposito dell’atto assoggettato a contributo unificato. In tal caso il codice tributo da inserire nel modello F23 è il «941T» «Contributo unificato di iscrizione a ruolo nei procedimenti giurisdizionali inclusi gli interessi».

Per la riscossione del contributo unificato omesso o insufficiente, l’art. 16, commi 1 e 1bis del TUSG, rinvia agli artt. da 247 a 249 (Parte VII, Titolo VII) e prevede l’applicazione degli interessi al saggio legale sull’im- porto iscritto a ruolo, nonché l’irrogazione della sanzione amministrati- va dal cento al duecento per cento della maggiore imposta dovuta, così come prescritto dall’art. 71 del D.P.R. n. 131/1986, in materia di imposta di registro.

 

L’entità della sanzione, tenuto conto del combinato disposto degli artt. 7 e 16, comma 3, del D.Lgs. 18 dicembre 2007, n. 472, è commisurata ai giorni di ritardo nel pagamento del contributo unificato, nelle seguenti percentuali:

 

—   33% dell’importo dovuto e non versato, qualora il pagamento del con- tributo unificato avvenga oltre la scadenza del termine per l’adempimento indicato nell’invito al pagamento ma entro il sessantesimo giorno dal- la notifica dell’invito;

 

—   150% dell’importo dovuto e non versato, se il pagamento avviene tra il sessantunesimo e il novantesimo giorno dalla notifica dell’invito al pagamento;

 

—   200% dell’importo dovuto e non versato, se il pagamento avviene successivamente al novantesimo giorno ovvero non venga effettuato. L’irrogazione della sanzione va effettuata mediante apposita intimazione di pagamento con l’indicazione della misura della sanzione applicata in funzione dei giorni di ritardo nel pagamento del contributo unificato. L’ufficio competente all’espletamento della procedura di cui sopra, in base al combinato disposto degli artt. 16 e 247 del TUSG, è quello presso il giudice dove è depositato l’atto cui si collega il pagamento o l’integrazione del contributo unificato.

 

Decorsi inutilmente i termini per l’adempimento (30 giorni), che devono es- sere calcolati dal giorno dell’avvenuta notifica dell’invito al pagamento, e a cui devono aggiungersi ulteriori dieci giorni per il deposito della ricevuta di pagamento, il predetto Ufficio procede all’iscrizione a ruolo della sanzione. Trascorsi i sopraindicati trenta giorni, il debitore può, comunque, effettuare il pagamento della sanzione, utilizzando il modello F23, indicando il codice:

«699T» «Sanzione – art. 16, c.1bis, d.P.R. n. 115/2002».

 

Per quanto concerne la riscossione coattiva del contributo unificato, per la parte privata, qualora il debitore non provveda al pagamento entro il termine stabilito nell’invito al pagamento, l’ufficio di segreteria, presso cui è depositato l’atto con- nesso al pagamento o all’integrazione del contributo unificato, procederà coattivamente, mediante iscrizione a ruolo, al recupero del contributo unificato e dei relativi interessi legali. Relativamente al recupero delle spese prenotate a debito, nel processo di cui è parte l’Amministrazione pubblica, si fa presente che l’art. 158, comma 3 del TUSG ne individua le modalità di riscossione ed il soggetto competente al recupero delle stesse, prevedendo che: «Le spese prenotate a debito e anticipate dall’erario sono recuperate mediante iscrizione a ruolo dall’amministrazione, insieme alle altre spese anticipate, in caso di condanna dell’altra parte alla rifusione delle spese in proprio favore». Pertanto — in conformità a quanto precisato dal Ministero della Giustizia con nota del 3 luglio 2011 e con circolare n. 9 del 26 giugno 2003 — la riscossione delle spese prenotate a debito dovrà essere curata dalla singola Amministrazione risultata vittoriosa nel processo tributario, nei confronti delle controparti processuali.

 

Al fine di consentire alle amministrazioni interessate il recupero del dovuto, gli uffici di segreteria dovranno trasmettere all’amministrazione o alle amministrazioni parte del processo — con apposita nota, previamente firmata dal responsabile del procedimento di cui deve essere conservata copia — il foglio notizie previsto dall’art. 280 del TUSG. Resta inteso che, se l’amministrazione pubblica, ammessa alla prenotazione a debito, risultasse parte soccombente, non dovrà essere effettuata alcuna comunicazione.

 

 

Rimborso del contributo unificato

La procedura di rimborso del contributo unificato (versamento di somme eccedenti lo scaglione di riferimento, duplicazione dei versamenti, versamento al quale non ha fatto seguito il deposito del ricorso) è contenuta nella circolare n. 33 del 26 ottobre 2007 della Ragioneria Generale dello Stato. Come prescritto dall’articolo 21, comma 2, del D.Lgs. 31 dicembre 1992, n. 546, il diritto al rimborso deve essere esercitato, a mezzo di apposita istanza, entro il termine di decadenza di due anni, decorrente dal giorno in cui è stato eseguito il versamento.

 

Conseguenze dell’introduzione del contributo unificato e della soppressione dell’imposta di bollo, nel processo tributario

Come più volte chiarito, il secondo periodo del comma 1 dell’art. 18 del TUSG stabilisce che l’imposta di bollo non si applica, altresì, agli atti e provvedimenti nel processo tributario soggetti al contributo unificato. Infatti, l’art. 260 del TUSG, che stabiliva l’applicazione dell’imposta del bollo al processo tributario, è stato abrogato dall’art. 37, comma 6, lettera c), del d.l. 98/2011. L’imposta di bollo non si applica, inoltre, alle copie autentiche, comprese quelle esecutive, degli atti e dei provvedimenti, purché richieste dalle par- ti processuali.

Il successivo comma 2 precisa che la disciplina sull’imposta di bollo rimane invariata per le istanze e domande presentate dai terzi con qualsiasi mezzo (fax, e-mail, ecc…).

Resta, altresì, ferma la disciplina sul bollo per gli atti non giurisdizionali compiuti dagli Uffici di segreteria, compreso il rilascio di certificati, con esclusione degli atti configurabili come antecedenti, funzionali e necessari al processo tributario.

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