Tech Pubblicato il 2 ottobre 2016

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Tech Hacker: attacco alla casa

> Tech Pubblicato il 2 ottobre 2016

L’Internet delle cose potrebbe trasformare le nostre abitazioni in “case da incubo”: televisori, lavatrici, frigoriferi e riscaldamento si potranno ribellare contro il loro “padrone”? Ne abbiamo parlato con Alessandro Curioni, esperto in sicurezza informativa.

Tra qualche anno il detto “casa, dolce casa”, potrebbe trasformarsi in “casa da incubo”. Le nuove tecnologie promettono di regalarci un’abitazione smart con televisori, lavatrici, frigoriferi, impianti di riscaldamento, aspirapolvere e tutto quanto possiamo immaginarci, magari anche qualcosa di più, grazie alla connessione di questi oggetti alla Grande Rete. Attività noiose come fare la spesa, pagare bollette, pulire i pavimenti potrebbero non assillarci mai più. Tecnicamente si chiama Internet of Things (Internet delle Cose) e sembra un sogno che sta per avverarsi. Ma sarà “tutto oro”? Abbiamo fatto qualche domanda ad Alessandro Curioni, esperto di sicurezza informatica e presidente di DI.GI. Academy.

 

 

La casa del futuro sarà ancora più dolce?

“Per il momento sognare non costa nulla ed è vero che oggetti smart ci potrebbero semplificare di gran lunga la vita. Un frigorifero che verifica il proprio contenuto e ordina quello che manca o è scaduto è di certo comodo. Anche un televisore che sulla base dei nostri gusti registra le trasmissioni che ci interessano senza nemmeno importunarci può essere una comodità. Sulla soddisfazione di questi bisogni le aziende di tutto il mondo stanno investendo montagne di soldi e le stime più prudenti parlano di 5 miliardi, ma altre si spingono fino a 24 miliardi, di oggetti connessi alla Rete entro il 2020. Tuttavia dobbiamo pensare che ognuno di essi sarà raggiungibile da remoto e avrà un software che lo gestisce; di conseguenza sarà molto simile a un qualsiasi personal computer o cellulare. A questo punto la rosa mostra le sue spine perché non dobbiamo usare troppo la fantasia per capire che questi oggetti saranno esposti agli stessi rischi dei nostri PC.

Potresti farci qualche esempio?

Provate a immaginare di tornare a casa dopo una faticosa giornata lavorativa. Cercate di aprire la porta, ma non c’è modo di disabilitare l’antifurto. Non capite cosa sta succedendo fino a quando non guardate con attenzione il display del sistema in cui appare una scritta inquietante: “Il tuo antifurto è stato infettato da un virus informatico e se vuoi riprenderne il controllo dovrai pagare un riscatto.” Diciamo che in qualche modo, forse da un finestra, entrate in casa. È inverno, ma l’impianto di riscaldamento è spento. Andate a controllare il termostato e il display vi propone un annuncio non diverso a quello dell’antifurto. A questo punto avete bisogno di un bicchiere d’acqua, così raggiungente il frigorifero: la macchina vi comunica che era finito il latte; lo ha ordinato, ma forse 200 bottiglie sono un po’ troppe. Vi gettate sul divano e accendete la televisione, ma accade qualcosa di molto strano: su tutti i canali appare la vostra immagine, come se vi guardaste allo specchio. Siete al culmine dello sconforto, quando il vostro tv vi mostra un laconico messaggio: “La tua casa è sotto il nostro controllo se vuoi tornarne in possesso devi ricomprarla da noi.” Si tratta ovviamente di un’estremizzazione, ma credo possa servire a comprendere quali possano essere i rischi potenziali.”

Possiamo sperare che si tratti per il momento di fantascienza?

“Si e no. Certo, una casa con quel livello di automazione non esiste, ma il fatto che ognuno di quei dispositivi sia stato compromesso è già una realtà. Lo scorso agosto si è svolto a Las Vegas il DefCon, una convention di hacker e ricercatori in materia di sicurezza informatica, durante la quale è stato dedicato uno spazio al tema dell’Internet delle Cose. In una serie di dimostrazioni sono state svelate 47 falle nella sicurezza in 23 sistemi messi in commercio da 21 differenti produttori. I ricercatori sono riusciti, in vari modi, a prendere il controllo e sabotare gli oggetti più stravaganti. Per esempio, sono stati violati i termostati di un impianto di climatizzazione domestico, riuscendo a installare un virus che ne invertiva il funzionamento. Altri hanno sabotato un impianto di controllo di un sistema di pannelli fotovoltaici. Sistemi antifurto domestici e baby monitor sono andati incontro alla stessa sorte. Alcuni “burloni” hanno dimostrato come sia possibile acquisire il controllo di un vibratore, semplicemente craccando la app che ne permetteva la gestione da smartphone. Tuttavia c’è di peggio.

In che senso?

“L’Internet delle Cose non riguarda soltanto apparati domestici. Molti sistemi industriali si stanno avviando a farne parte. Televisori e frigoriferi sono seccature, ma dighe e centrali elettriche fanno disastri se sabotate. Nel mio libro “Come Pesci nella Rete – Guida per non essere le sardine di Internet” dedico il capitolo finale proprio a queste tematiche.”

 

Stai dicendo che criminali informatici potrebbero causare un black out?

“Purtroppo è già successo nel dicembre 2015, quando un gruppo di hacker russi ha violato i sistemi di un operatore del settore elettrico ucraino. Il virus utilizzato, in seguito denominato “Black Energy”, ha spento tre centrali elettriche, lasciando al buio 80 mila utenti per sei ore.”

Quindi cosa possiamo fare?

“Sicuramente dobbiamo avere consapevolezza di questi rischi. Guardare con interesse, ma con attenzione a tutte le novità tecnologiche per considerare, nel momento in cui vogliamo acquistarle, anche gli aspetti legati alla sicurezza. Come consumatori, in generale, dobbiamo iniziare a fare pressione su aziende e sul governo perché vengano rispettate delle regole e imposti degli standard che ci mettano al riparo da simili rischi.”

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Autore immagine: 123rf com

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