Infortuni sul lavoro: di chi è la colpa?
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4 Ott 2016
 
L'autore
Sabina Coppola
 


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Infortuni sul lavoro: di chi è la colpa?

Se il lavoratore si ferisce, è responsabile il datore di lavoro se non ha attivato tutte le misure necessarie ad evitarlo.

 

Stavi lavorando e, per tua distrazione, sei caduto e ti sei rotto una gamba? Devi stare più attento, ma sappi che la responsabilità potrebbe essere del datore di lavoro.

È quanto ha stabilito una recentissima sentenza con la quale la Cassazione [1] ha chiarito che il lavoratore, che subisce un danno sul luogo di lavoro, è responsabile solo se il suo comportamento sia stato completamente anomalo ed estraneo alle mansioni che gli sono attribuite.

In tutti gli altri casi, anche se il lavoratore è stato imprudente, la colpa è del datore di lavoro.

Mi spiego meglio.

 

 

Quali doveri ha il datore di lavoro?

Il  datore di lavoro ha l’obbligo di adottare tutte le misure di prevenzione (tecniche, organizzative e procedurali), che, a seconda della tipologia di lavoro, dell’esperienza e della tecnica, siano necessarie a tutelare l’integrità fisica e morale dei lavoratori [2].

Egli, pertanto, ricopre (personalmente o con l’ausilio di altra figura professionale) una posizione di garanzia.

 

 

Quali responsabilità ha il datore di lavoro?

Capita che il datore di lavoro non adotti le misure (di prevenzione dagli infortuni sul lavoro) previste dalla legge.

Ed in questo caso egli sarà, senza dubbio, responsabile di eventuali infortuni subiti dal lavoratore.

La situazione si complica se il lavoratore si sia ferito a causa di una propria disattenzione.

È evidente, infatti, che:

  • se da un lato, il datore di lavoro deve porre in essere tutte le cautele idonee a scongiurare il pericolo di infortuni;
  • dall’altro, il lavoratore deve svolgere le proprie mansioni con molta attenzione e concentrazione.

 

 

Cosa accade se il lavoratore è stato disattento?

Quando il lavoratore subisce un infortunio per una sua disattenzione, bisogna verificare se quella sua imprudenza potesse essere prevista (ed evitata) dal datore di lavoro.

Su questo punto, la Cassazione ha chiarito che:

  • se l’imprudenza del lavoratore è stata commessa nel normale svolgimento di una sua mansione, allora poteva essere prevista dal datore di lavoro che è il solo responsabile della mancata predisposizione di mezzi efficienti ed efficaci per lo svolgimento del lavoro;
  • se, invece, la disattenzione è stata macroscopica, ed è avvenuta nel corso di un’attività anomala ed imprevedibile svolta dal lavoratore, allora egli sarà il solo responsabile del suo infortunio.

In pratica

Se rispetti tutte le norme antinfortunistiche e di igiene previste dalla legge, e subisci un incidente per semplice imprudenza, dovuta anche alle condizioni non ottimali di lavoro,  potrai dimostrare che la responsabilità è del tuo datore di lavoro.

La sentenza

Corte di Cassazione, sez. IV Penale, sentenza 6 luglio – 23 settembre 2016, n. 39494
Presidente Blaiotta – Relatore Menichetti

Ritenuto in fatto

  • La Corte d’Appello di Trieste, in accoglimento dell’impugnazione dei Procuratore Generale, riformava la sentenza di assoluzione resa nei confronti di V.O. e ne pronunciava la condanna per il reato di lesioni colpose commesso ai danni di Ve. M..
    Era stato contestato all’imputato, nella sua qualità di responsabile per la sicurezza ed igiene dei lavoro delle Acciaierie Bertoli Safau Spa, di aver omesso di adottare, attraverso specifica procedura di sicurezza, norme comportamentali volte a ridurre al minimo il rischio di interferenza tra l’attività dei gruista del parco rottami e quella del personale a terra addetto alla campionatura.
    Era così avvenuto che il giorno 16 settembre 2010, mentre il Ve. stava svolgendo le proprie mansioni di classificatore dei rottami di ferro, era stato agganciato, insieme al carico di acciaio, dal macchinario elettro-magnete collegato al carroponte che movimentava i rottami e poi rilasciato a terra, riportando gravi lesioni.
    2. Il Tribunale di Udine era pervenuto all’assoluzione per insussistenza del fatto sul rilievo che il rischio connesso alla movimentazione dei rottami ed alla presenza eventuale di
  • Mostra tutto

    [1] Cass. sent. n. 39494/16 del 23.09.2016.

    [2] Art. 2087 cod.civ.;  D. Lgs. 81 del 2008.

     


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