Diario della settimana: Pane, amore e carabinieri
Editoriali
3 Ott 2016
 
L'autore
Massimiliano Palumbo
 


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Diario della settimana: Pane, amore e carabinieri

Perché i carabinieri non possono portare l’ombrello? A chi va l’eredità senza testamento? Ecco il meglio degli ultimi sette giorni di La Legge per Tutti.

 

Pane, amore e… curiosità. Gli italiani sono fantasiosi, gelosi, non sono andalusi e confermano lo stretto legame con l’Arma dei carabinieri. Un po’ come la serie «Pane, amore e fantasia», «Pane, amore e gelosia» e «Pane, amore e Andalusia».

 

Gelosia e fantasia sono alcuni dei tratti che caratterizzano il popolo italiano. Un altro è la curiosità. Ce ne accorgiamo tutti giorni. Ce ne accorgiamo anche osservando le statistiche di La Legge per Tutti. Questa settimana, caratterizzata da argomenti importanti per il nostro futuro come l’accordo tra Governo e sindacati sulle pensioni, l’articolo più letto è stato invece Perché i carabinieri non possono portare l’ombrello?

 

Questo conferma il forte legame che c’è tra l’Arma e gli italiani. Un rapporto che comincia dalle circa 4600 stazioni distribuite sul territorio nazionale, prosegue poi in tv, sui libri e su La Legge per Tutti. Ogni giorno i carabinieri sono vicini alle persone e rappresentano quasi una istituzione a sé rispetto all’andazzo che c’è nel resto del Paese. Ma il pezzo di Maura Corrado ci dice anche quanto sia forte la curiosità, della gente comune, di conoscere il funzionamento dell’Arma e quanto sia forte la curiosità in genere.

 

Osservando le statistiche di lettura viene spontaneo chiedersi: è più importante conoscere il futuro pensionistico del Paese o sapere perché un carabiniere non porta l’ombrello? Vince la seconda scelta. Segno, forse, di una certa disillusione nei confronti della politica e del tentativo di esorcizzare un futuro assai precario. Oppure segno di una certa predisposizione nel rincorrere frivolezze anche nei momenti più delicati? Difficile conoscere l’intenzione personale dei migliaia di lettori che hanno cliccato su questo pezzo. Di sicuro c’è solo il dato registrato dai nostri sistemi.

 

Un altro dato certo è il secondo articolo più letto. Ancora una volta Giovanni Garro individua un argomento caro al popolo del web che poi è sempre lo stesso popolo, quello italiano. Il pezzo in questione è: Bloccare un messaggio di WhatsApp dopo averlo inviato. Un argomento inossidabile dal momento che è ancora sul podio da due settimane. Ed anche questa volta è opportuno sottolineare la soluzione finale: «Una volta che il messaggio è stato ricevuto dal destinatario, anche se ancora non lo ha letto, l’unico modo per impedirglielo è impossessarsi del suo telefonino». Insomma, mettiamoci l’animo in pace. Se abbiamo sbagliato non ci resta che prenderci le nostre responsabilità.

 

È consuetudine chiudere la rubrica del lunedì con il solito sguardo rivolto al futuro. In genere lo si fa dopo aver svelato il terzo articolo più letto. Questa volte facciamo uno strappo alla regola e partiamo proprio dal terzo pezzo, quello di Francesca Romana Riili: Senza testamento a chi va la tua eredità? Ma come, parliamo di futuro partendo da un articolo che riguarda i defunti? Sì, lo facciamo perché colpisce un criterio. Come scrive Riili «la legge destina il patrimonio ereditario al coniuge, ai figli, ai parenti più stretti e infine allo Stato, in modo che il parente più vicino escluda il più lontano». Per la legge, quindi, famiglia e comunità sono il fondamento su cui si basa tutto. Questo dice, giustamente, la legge. Lo dovremmo capire anche noi perché, eredità a parte, non siamo solo responsabili della nostra vita, ma anche di quella di chi ci vive accanto. E lo dovrebbe capire lo Stato, il quale a parte un paio di pessime campagne pubblicitaria, per la famiglia sta facendo davvero poco.


 


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