Mediazione, funziona davvero? Le statistiche
Miscellanea
3 Ott 2016
 
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Mediazione, funziona davvero? Le statistiche

Solo un tentativo di mediazione su 4 ha successo, mentre nella metà dei casi una delle parti non si presenta neanche al primo incontro obbligatorio.

 

Mai come con la mediazione obbligatoria si è registrato tanto disaccordo, tra gli operatori del diritto, su un istituto giuridico. Tra detrattori e difensori strenui, un’idea forse più precisa circa l’utilità della procedura la si può avere leggendo le statistiche pubblicate dal Ministero della Giustizia, che dipingono la mediazione come non certo quel toccasana che si sperava fosse. Secondo, infatti, gli ultimi dati aggiornati, dal 2014 al primo semestre 2016, il 78% delle controversie finisce ugualmente in tribunale nonostante il previo tentativo di mediazione. Difatti, il numero di mediazioni che ha portato un accordo tra le parti, evitando che la lite sfoci in causa, oscilla tra il 21 e il 23% con un picco del 23,8% nell’ultimo trimestre 2015. Il dato, però, più allarmante è che nella metà dei casi, una delle parti che dovrebbe presentarsi davanti all’organismo di mediazione, non compare affatto neanche al primo incontro (di norma si tratta della parte convenuta). E ciò nonostante il rischio delle sanzioni che, dunque, a quanto sembra, non costituisce ancora un vero e proprio deterrente. Quanto alle sanzioni – lo si ricorda – esse scattano nei confronti della parte che, senza giustificato motivo, non partecipa personalmente alla mediazione e consistono:

  • nel pagamento delle spese processuali, a fine causa, anche in caso di vittoria;
  • e nella possibilità che il giudice ravvisi, in tale comportamento omissivo, argomenti di prova.

 

Se però si escludono i tentativi di mediazione in cui le parti hanno partecipato solo al primo incontro, la percentuale di intese sale al 43,2%. Ed è proprio quest’ultimo dato che dovrebbe far riflettere maggiormente. Perché sta a significare: quando ci si sforza e si “prova davvero” la mediazione, in quattro casi su dieci ci si accorda. Un atto di accusa soprattutto per gli avvocati: il 50% delle cause va a finire in tribunale solo per via dell’incapacità dei rispettivi difensori a realizzare un vero e proprio colloquio diretto e personale tra i propri assistiti e a rappresentare loro i rischi e le effettive possibilità del giudizio. Quando, invece, quest’attività è svolta da un soggetto terzo e imparziale, l’accordo riesce. Evidentemente, in tutti questi anni di esperienza giudiziale, la semplice lettera di diffida del legale e, magari, nei casi migliori, la telefonata al collega di controparte per tentare una transazione, non è stata sufficiente per porre fine alla lite: è necessario che i clienti si vedano di persona e parlino. E del resto la filosofia classica ci insegna che è proprio nel colloquio che si trovano le migliori soluzioni…


 


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Commenti
4 Ott 2016 LAURA GALIMBERTI

Mediazione conclusa a gennaio 2013 senza accordo e non ho ancora ricevuto il credito d’imposta dallo Stato!!! Motivo della medizione: danno odontoiatrico.