Pensione 2017 lavoratori precoci, quota 41 per tutti
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3 Ott 2016
 
L'autore
Noemi Secci
 


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Pensione 2017 lavoratori precoci, quota 41 per tutti

Pensione con soli 41 anni di contributi e nessuna penalizzazione per chi ha iniziato a lavorare prima dei 19 anni di età, se appartiene a determinate categorie.

 

Nessun bonus contributivo, ma quota 41 e nessuna penalizzazione per chi si pensiona prima dei 62 anni di età, per tutti i lavoratori precoci appartenenti a categorie svantaggiate: sono queste le principali novità annunciate dal Governo in tema di pensione anticipata.

Peraltro, sono considerati lavoratori precoci non soltanto coloro che hanno iniziato a svolgere la propria attività da minorenni, ma anche coloro che hanno iniziato a lavorare prima del compimento di 19 anni di età.

Ma andiamo per ordine e cerchiamo di fare chiarezza sulle ultime novità che riguardano il pensionamento dei lavoratori precoci.

 

 

Lavoratori precoci, quota 41 per la pensione anticipata

Per quota 41 si intende il possesso di 41 anni di contributi: ciò vuol dire che i lavoratori precoci, ossia quelli che hanno iniziato la propria attività prima di aver compiuto 19 anni, possono pensionarsi con requisiti più leggeri rispetto a quelli previsti nella pensione anticipata ordinaria.

Per quanto riguarda la pensione anticipata ordinaria, difatti, i requisiti attualmente previsti sono:

  • il possesso di 42 anni e 10 mesi di contributi, per gli uomini;
  • il possesso di 41 anni e 10 mesi di contributi, per le donne.

 

 

Lavoratori precoci, penalizzazione nella pensione anticipata

La pensione anticipata, a partire dal gennaio 2018, comporterà una penalizzazione dell’assegno per coloro che usciranno dal lavoro senza aver compiuto 62 anni di età.

La penalizzazione sarà pari:

  • all’1% per ogni anno mancante al compimento del 62esimo anno di età, se l’interessato ha compiuto almeno 60 anni;
  • al 2% per ogni anno mancante al compimento del sessantesimo anno di età.

Nessuna penalizzazione, invece, sarà prevista per i lavoratori precoci, che potranno uscire dal lavoro senza alcun vincolo di età.

 

 

Lavoratori precoci, benefici per chi?

Non tutti coloro che hanno iniziato a lavorare prima del diciannovesimo anno di età, comunque, potranno fruire di queste agevolazioni. Secondo quanto reso noto, potranno fruire dei benefici legati al lavoro precoce soltanto coloro che si trovano in una delle seguenti situazioni:

  • lavoratori addetti a mansioni particolarmente faticose e pesanti;
  • lavoratori disabili;
  • lavoratori disoccupati di lungo corso che non percepiscono ammortizzatori sociali.

Dunque, la quota 41 non sarà per tutti ma sarà prevista soltanto per queste categorie, se quanto annunciato dal Governo sarà confermato nella prossima Legge di stabilità. Secondo altre proposte, invece, la quota 41 sarà per tutti coloro che hanno iniziato a lavorare prima dei 19 anni, ma con l’applicazione delle penalizzazioni per chi si pensiona prima dei 62 anni, se non appartenente alle categorie svantaggiate.

Le precedenti proposte rese note, invece, parlavano della possibilità di ottenere un bonus contributivo da un minimo di 3 a un massimo di 6 mesi per ogni anno lavorato da minorenni: la quota 41 amplia sicuramente il beneficio contributivo, così come la previsione di includere anche i lavoratori fino al diciannovesimo anno di età. Tuttavia, la restrizione alle tre categorie elencate determina una forte riduzione della platea dei soggetti agevolabili.


 


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