Crisi economica: reato per l’evasione fiscale?
Lo sai che?
4 Ott 2016
 
L'autore
Sabina Coppola
 


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Crisi economica: reato per l’evasione fiscale?

Non sarai punito per evasione fiscale se non paghi perché le tue difficoltà economiche non ti consentono di fare diversamente.

 

Devi pagare le ritenute d’acconto per i tuoi dipendenti e non sai come fare, perché  le vendite sono diminuite ed a stento riesci a pagare gli stipendi?

Non preoccuparti, in alcuni casi l’evasione fiscale non è reato.

Lo ha stabilito una recente sentenza [1] con la quale la Cassazione ha precisato che non commette il reato di evasione fiscale chi non ha versato le imposte per esservi stato costretto dalla crisi economica.

È evidente, però, che per evitare di giustificare una dilagante evasione fiscale, la Cassazione ha precisato che non commette reato solo il contribuente che dimostri, con prove documentali:

  • che si è trovato in una situazione di crisi improvvisa e grave;
  • che la crisi non è stata da lui voluta;
  • che è stata tale da non poterla fronteggiare con le misure alternative previste dalla legge.

E, nel caso, di ritenute d’acconto e contributi previdenziali è molto difficile.

Ma andiamo per ordine e cerchiamo di capire cosa si intende per evasione fiscale.

 

 

Cos’è l’evasione fiscale?

Si parla di evasione fiscale ogni volta che un contribuente, tenuto al pagamento di determinate imposte, si sottrae in tutto (evasione totale) o in parte (evasione parziale) all’obbligo tributario, previsto espressamente dalla legge.

La violazione di un obbligo tributario comporta, come diretta conseguenza, l’applicazione di una sanzione, che sarà di tipo amministrativo o penale a seconda della gravità dell’illecito (cioè della quantità dell’imposta non pagata).

Come si può commettere l’evasione fiscale?

Le principali condotte che configurano il reato di evasione fiscale [2] sono:

  • la dichiarazione fraudolenta;
  • la dichiarazione infedele;
  • l’omessa dichiarazione;
  • l’omesso versamento (di cui ci occupiamo in questo caso).

 

 

In cosa consiste l’omesso versamento?

L’omesso versamento consiste nel non pagare le ritenute d’acconto (certificate) o l’Iva dovuta (in base alle risultanze della dichiarazione annuale), per un ammontare che superi i 50.000 euro [3].

Il reato è punito con la pena da uno a tre anni di reclusione.

 

 

Quando l’evasione fiscale non è reato?

L’evasione fiscale non è reato se è stata determinata da una causa di forza maggiore, come può essere una seria crisi economica.

È evidente che la crisi deve essere stata imprevedibile ed inevitabile e che tale circostanza deve essere dimostrata, onde evitare che sia solo una scusa per non pagare.

I giudici sono più severi con chi deve pagare i contributi o le ritenute d’acconto, in quanto si tratta di denaro che si presume essere già nella disponibilità dell’imprenditore che, invece di conservarlo o versarlo in favore del lavoratore, lo ha indebitamente speso.


In pratica

Se non hai adempiuto alle obbligazioni tributarie ma avresti potuto (anche ad esempio depauperando il  tuo patrimonio personale), per la legge sarai colpevole del reato di evasione fiscale e sarai soggetto alle sanzioni previste.

Per essere assolto dovrai solo dimostrare che non avevi alcuna possibilità di pagare e che ciò è dipeso da un evento imprevedibile ed improvviso.

La sentenza

Corte di Cassazione, sez. III Penale, sentenza 26 aprile – 19 settembre 2016, n. 38722

Presidente Grillo – Relatore Aceto

 

Il caso. La Corte d’appello di Campobasso riformava in peius la sentenza assolutoria del Tribunale di Isernia, e condannava C.M. alla pena ritenuta di giustizia per il reato di cui all’art. 10-bis del d.lgs. n. 74/2000, in quanto, secondo la prospettazione accusatoria, l’imputato avrebbe omesso di versare le ritenute operate sulle retribuzioni e gli emolumenti corrisposti a lavoratori dipendenti ed autonomi per un importo complessivo di oltre 280 mila euro nell’anno di imposta 2006. Avverso tale affermazione di penale responsabilità, C.M. ricorreva per cassazione, deducendo plurimi motivi di gravame sostanzialmente afferenti sia l’erronea applicazione della norma incriminatrice sotto il duplice profilo oggettivo e soggettivo, che il vizio motivazionale. La Suprema Corte, nel rigettare il ricorso de quo, ha avuto modo di ribadire alcuni importanti principi di diritto precipuamente afferenti il reato oggetto di imputazione.

L’elemento soggettivo del reato. Il reato di cui all’art. 10-bis del d.lgs. n. 74/2000 è punibile a titolo di dolo generico, consistente nella coscienza e volontà di non versare all’Erario le ritenute effettuate nel periodo

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[1] Cass. sent. n. 38722/16 del 19.9.2016

[2] DLgs. 74 del 2000, modificato dal D. L. 138 del 2011 e dal D. Lgs. n. 158/2015.

[3] Dal 6 febbraio 2016 (con l’introduzione del d.lgs. n. 8/2016) ,  il reato di omesso versamento dei contributi previdenziali è stato depenalizzato per i versamenti di importo inferiore a euro 10.000 annui.

 

 

 

 


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