Pensione anticipata, cumulo gratuito per tutti
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3 Ott 2016
 
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Noemi Secci
 


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Pensione anticipata, cumulo gratuito per tutti

Cumulo dei contributi senza oneri e col calcolo retributivo per tutti i lavoratori iscritti a una gestione Inps, anche per chi matura la pensione anticipata.

 

Una via di mezzo tra ricongiunzione e totalizzazione, che consente di riunire i contributi previdenziali gratuitamente ma senza applicare il penalizzante ricalcolo contributivo: è questa la soluzione attualmente allo studio, per fronteggiare il sempre più diffuso problema di chi non riesce a pensionarsi perché i contributi sono accreditati in gestioni diverse.

Certamente, la soluzione migliore, per questi soggetti, sarebbe la ricongiunzione gratuita, in quanto consente di considerare tutti i contributi presenti nelle diverse casse come se fossero stati versati “da sempre” nella gestione di destinazione, cioè nel fondo in cui il lavoratore decide di far confluire i contributi. Con il cumulo retributivo, invece, ogni gestione liquida autonomamente la sua quota ed i contributi vengono sommati per raggiungere il diritto alla pensione, compresa la pensione anticipata.

Ma andiamo per ordine e cerchiamo di capire come funziona questa nuova possibilità di riunire i contributi.

 

 

Cumulo retributivo: chi può già utilizzarlo

Innanzitutto, va chiarito che il cumulo retributivo gratuito non è una completa novità, in quanto esiste già dal 2013, anche se con delle previsioni più limitative.

L’istituto, difatti, noto anche col nome di totalizzazione retributiva, è stato previsto dalla Legge di Stabilità 2013 [1]. Il suo funzionamento è simile a quello della totalizzazione (contributiva), ma risulta più vantaggioso: difatti, pur sommando i contributi a titolo gratuito, permette di determinare la quota di pensione maturata presso ciascuna gestione secondo le regole di quel fondo, e non obbligatoriamente col sistema contributivo.

Il metodo di computo utilizzato dipende, quindi, dall’anzianità del lavoratore: ricordiamo che vengono  conteggiati col sistema contributivo gli anni di assicurazione posteriori al 1996, per chi possiede meno di 18 anni di contributi al 31.12.1995; per chi ha, invece, oltre 18 anni di contribuzione accreditata alla stessa data, sono computati col contributivo i periodi dal primo gennaio 2012 in poi.

Bisogna però evidenziare che l’attuale cumulo retributivo può essere utilizzato solo se non si matura un autonomo trattamento di vecchiaia presso una delle gestioni nelle quali sono stati accreditati i contributi; inoltre, la totalizzazione retributiva non è consentita per la contribuzione versata nelle casse professionali e nella Gestione separata Inps.

I requisiti, per accedere alla pensione col cumulo, sono quelli più elevati, relativi alla pensione  di  vecchiaia o anzianità, tra i parametri di tutti gli ordinamenti che disciplinano le singole gestioni.

 

 

Cumulo lavoratori autonomi

Esiste poi un’ulteriore possibilità di cumulare gratuitamente i contributi senza dover effettuare il ricalcolo col sistema contributivo: si tratta del cosiddetto cumulo per i lavoratori autonomi, ed è utilizzabile da chi possiede versamenti accreditati presso la Gestione dei lavoratori dipendenti e presso la Gestione artigiani e commercianti. Questa possibilità di riunire i contributi esiste sin dal 1966, grazie alla nota Legge 613 [2], che ha esteso l’assicurazione obbligatoria per l’invalidità, la vecchiaia e i superstiti agli esercenti attività commerciali e ai loro familiari coadiutori. La norma, nel dettaglio,  ha stabilito che i periodi di contribuzione nella Gestione dei  lavoratori autonomi si cumulano sia con quelli coperti da contribuzione nell’Assicurazione generale obbligatoria (Ago, la gestione relativa, appunto, ai lavoratori subordinati), sia con quelli relativi ad altre attività di lavoro autonomo soggette all’obbligo assicurativo per invalidità, vecchiaia e superstiti. Pertanto, nel caso in cui siano presenti contributi da lavoro autonomo, assieme a contributi da lavoro subordinato, questi devono essere sommati  per  verificare il raggiungimento di un diritto a pensione secondo le regole della Legge 613.

Secondo l’Inps, il particolare cumulo tra contributi da lavoro autonomo (artigiani e commercianti) e da lavoro dipendente della Legge 613 dà vita ad un’autonoma pensione, anche se inerente a più gestioni, e preclude, pertanto, l’accesso al cumulo della Legge di Stabilità 2013.

 

 

Nuovo cumulo retributivo: come funzionerà

Il nuovo cumulo retributivo avrà lo stesso funzionamento di quello già esistente: consentirà, cioè, di sommare i contributi per il diritto a pensione, anche se ogni gestione liquiderà autonomamente la sua quota di trattamento, senza il totale ricalcolo contributivo dell’assegno. Per quanto riguarda l’applicazione del calcolo retributivo o contributivo, non è stato chiarito se si terrà conto dell’anzianità complessiva, cioè in considerazione di tutte le gestioni, oppure della sola anzianità presente nella singola gestione.

La questione ha un’importanza non indifferente, in quanto un lavoratore potrebbe aver diritto al calcolo retributivo sino al 31 dicembre 2011, considerando i contributi presenti in tutte le gestioni, oppure sino al 31 dicembre 1995, considerando ogni quota separatamente.

Facciamo un esempio per capire meglio:

  • Tizio possiede, prima del 31 dicembre 1995, 15 anni di contributi versati nell’Inps e 3 anni nell’Inpdap;
  • se consideriamo tutti i contributi, Tizio possiede 18 anni di contribuzione accreditata entro il 31 dicembre 1995, pertanto ha diritto al calcolo retributivo sino al 31 dicembre 2011;
  • se, invece, si considerano le singole contribuzioni, Tizio non possiede 18 anni di contributi in alcuna delle gestioni alla stessa data, pertanto ha diritto al calcolo retributivo solo sino al 31 dicembre 1995.

È dunque di fondamentale importanza che sia specificata quanto prima la facoltà, o meno, di sommare i contributi nelle diverse gestioni ai fini dell’applicazione del sistema di calcolo previsto.

Rispetto al cumulo retributivo attualmente già in vigore, sarà poi prevista la possibilità di raggiungere, attraverso questo istituto, anche la pensione anticipata (quella basata, cioè, sul possesso di un determinato ammontare di contributi, attualmente pari a 42 anni e 10 mesi per gli uomini e a 41 anni e 10 mesi per le donne). Inoltre, il cumulo retributivo non sarà più precluso a chi raggiunge un autonomo diritto a pensione in una delle gestioni.

 


[1] L.228/2012.

[2] L. 613/1966.

 


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