Imbrattare un muro non sempre è reato
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3 Ott 2016
 
L'autore
Carlos Arija Garcia
 


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Imbrattare un muro non sempre è reato

Una scritta su un condominio comporta una multa. Su un edificio storico anche la reclusione. Ma chi la nasconde con un graffito non è punibile. Chi paga?

 

Se un maleducato imbratta il muro di un condominio per la prima volta commette reato, quindi merita una multa. Se un writer ci dipinge un disegno sopra la scritta del maleducato di prima fa un’opera d’arte, quindi merita un applauso. Questa, in parole estremamente semplici, la sentenza della Corte di Cassazione secondo cui non è punibile chi usa le bombolette spray sulla facciata di un condominio già sporcata da un altro [1].

 

La Suprema Corte si era pronunciata sul caso di un writer sardo, tale Manuinvisibile (che tanto invisibile, a quanto pare, non era) al quale andrebbe riconosciuto il merito di aver trasformato in un’opera d’arte la nefandezza lasciata precedentemente da qualche sconsiderato. Nella speranza che ai vicini del condominio sia piaciuto il disegno finale.

Dunque, l’artista della “mano invisibile” non è punibile. Ma cosa avrebbe rischiato (se trovato con le mani nella bomboletta) il graffitaro originale?

 

Imbrattare o deturpare i muri altrui è un reato punito dalla legge [2] con multa fino a 103 euro, purché la persona offesa presenti querela. Peggio ancora per chi si vuole “divertire” su immobili o mezzi di trasporto: qui la querela non è necessaria perché il graffitaro sarà perseguito d’ufficio e, se beccato, dovrà pagare una multa da 300 a 1.000 euro. Non gli basta? Provi a lasciare una scritta su un bene di interesse storico o artistico (dalla facciata del Duomo di Milano alla Fontana di Trevi): in questo caso la legge prevede da tre mesi a un anno di reclusione e la multa da 1.000 a 3.000 euro. Vuol riprovarci? La recidiva viene punita con la reclusione fino a due anni e una multa che può arrivare fino a 10.000 euro.

 

Fin qui abbiamo parlato di muri o mezzi imbrattati o deturpati ma che, con un po’ di olio di gomito, possono essere ripuliti. Che succede, invece, se il bene viene danneggiato in modo permanente?

Se viene imbrattato il muro di un condominio, dietro querela della persona offesa si rischia un anno di reclusione e una multa fino a 309 euro [3]. Se l’edificio è di interesse storico, artistico o destinato al culto, oppure compreso nel centro storico di una città o, ancora, è in fase di costruzione, ristrutturazione, recupero o risanamento, la reclusione è compresa tra i sei mesi ed i tre anni.

Il graffitaro può ottenere la sospensione condizionale della pena se si presta ad effettuare lavori socialmente utili, magari ripulire i muri imbrattati dei condomini.

 

 

 

Muri imbrattati del condominio: chi paga la pulizia?

Preso e punito il colpevole sorpreso ad imbrattare un muro del condominio, i vicini si chiedono: “Bene, e ora chi paga la pulizia?” Alcune amministrazioni comunali, particolarmente colpite dagli sfoghi “artistici” dei graffitari, si sono attrezzate. E’ il caso del Comune di Bologna che, d’accordo con una società operante nei servizi ambientali, propone agli amministratori di condominio un abbonamento di 100 euro l’anno per ripulire i muri dai graffiti. La prima pulizia è gratuita.

 

Altrove, alcune associazioni ambientaliste propongono di incentivare le amministrazioni comunali che adottano attività di ripulitura di facciate di pregio storico o artistico e di agevolare da un punto di vista fiscale le spese sostenute dai condòmini per cancellare scritte o graffiti sui loro muri. Perché, alla domanda “chi paga?” si può solo rispondere: chi ha subìto il danno. A meno che non venga trovato il responsabile, sempre che non sia stato troppo furbo da coprirsi il volto per ripararsi da eventuali telecamere di sorveglianza. Se ci sono: anche queste le pagano i condòmini.


[1] Cass. sent. 16731/2016.

[2] Art. 639 cod. civ.

[3] Art. 635 cod. civ.

 


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