Se l’ufficiale giudiziario non trova nessuno a casa
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3 Ott 2016
 
 

Se l’ufficiale giudiziario non trova nessuno a casa

Anche se non ti trovano in casa, l’ufficiale giudiziario o il messo notificatore possono validamente notificarti l’atto giudiziale o la cartella di pagamento.

 

Quando il soggetto incaricato della notifica di un atto giudiziario o di una cartella di pagamento non ti trova in casa, l’atto viene notificato ugualmente mediante il deposito di una copia in Comune, adempimento di cui tu devi essere prontamente avvisato. Vediamo qual è la procedura.

 

Il legislatore disciplina l’attività di notifica in modo molto articolato, per tutelare da un lato chi ha la necessità di notificare un atto e dall’altro chi lo deve ricevere. Per tale motivo, al fine di evitare che il destinatario della notifica possa facilmente sottrarsi alle sue responsabilità, la legge ha previsto una speciale procedura per i casi di irreperibilità momentanea. A riguardo gli avvocati usano la seguente definizione: irreperibilità relativa: con tale espressione tecnica si indica il caso in cui l’ufficiale giudiziario o il messo ricerchino il destinatario dell’atto presso la casa di abitazione, l’ufficio o l’azienda, senza trovarlo. In pratica ciò avviene quando la persona è temporaneamente assente da casa e non ci sono altre persone abilitate a ritirare l’atto in sua vece.

 

Può accadere che il destinatario risulti trasferito dall’indirizzo conosciuto dal soggetto notificatore, cioè quello che gli è stato inizialmente indicato da chi ha chiesto la notifica. In questo caso l’ufficiale giudiziario e i soggetti equiparati a questo devono ricercare il nuovo indirizzo del destinatario. Conseguentemente la notifica deve essere correttamente eseguita presso tale nuovo indirizzo, purché lo stesso rientri all’interno del Comune di residenza del contribuente.

Solo nel caso in cui l’ufficiale giudiziario non riesca in alcun modo a venire a conoscenza dell’indirizzo del destinatario, ossia né dell’abitazione, né dell’ufficio o della azienda, è possibile ricorre ad una diversa procedura: si ricade nell’ipotesi della irreperibilità assoluta. È il giudice a decidere se le ricerche fatte dal messo sono state sufficienti oppure no, e quindi se è stato legittimo il ricorso alla procedura prevista per l’irreperibilità assoluta.

 

Gli adempimenti necessari in caso di irreperibilità relativa

La disciplina riguardante i casi di irreperibilità relativa è identica per gli atti giudiziari [1], per gli atti tributari in genere [2] e per le cartelle di pagamento [3]. Infatti la disciplina tributaria rinvia per questo aspetto integralmente a quella prevista dal codice di procedura civile.

 

Dunque l’ufficiale giudiziario, accertata la temporanea assenza del destinatario dalla casa, dall’ufficio o dall’azienda, deposita l’atto nel Comune dove deve essere eseguita la notifica. In altre parole, la copia dell’atto che normalmente viene consegnata al contribuente viene depositata per il successivo ritiro in un apposito ufficio presso il Comune, mentre rimane nelle mani dell’ufficiale giudiziario l’originale dell’atto. Sull’originale infatti deve essere stesa la relata di notifica, che attesta le operazioni compiute dall’ufficiale giudiziario e che sarà la prova per chi ha richiesto la notifica che la procedura è stata eseguita correttamente. Il deposito dell’atto deve essere effettuato nella sede principale della casa comunale e non presso sedi secondarie o presso la sede di una frazione del Comune, altrimenti la notifica è viziata.

 

Contestualmente l’agente notificatore deve informare il destinatario della notifica affiggendo sulla porta della abitazione, ufficio o azienda un avviso, nel quale è specificato che l’atto è stato depositato in Comune. Tale avviso deve essere lasciato in una busta chiusa e sigillata. L’affissione può essere validamente fatta anche sul cancello esterno di una abitazione privata (si pensi a una casa con giardino, dove materialmente l’ufficiale giudiziario non può raggiungere la porta) o immettendo l’avviso nella cassetta della posta.

 

Inoltre l’ufficiale giudiziario deve inviare al destinatario una raccomandata con avviso di ricevimento, allo scopo di informarlo delle attività compiute. Questa raccomandata informativa viene definita Cad ovvero comunicazione di avvenuto deposito. Infatti sta ad indicare che ancora la notifica non si è perfezionata, ma che è stato compiuto uno degli adempimenti previsti dalla legge, ovvero il deposito dell’atto al Comune. L’avviso di ricevimento di tale raccomandata, firmato dal destinatario, viene restituito a chi ha chiesto la notifica e fornirà a quest’ultimo la prova, insieme alla relata, che la notifica è stata completata.

 

È bene sapere che la notifica si perfeziona per il destinatario nel momento in cui riceve la raccomandata informativa o, comunque, decorsi dieci giorni da quando tale raccomandata viene inviata. La notifica si perfeziona al decimo giorno anche quando il destinatario si rifiuta di firmare l’avviso di ricevimento della raccomandata informativa.

Solo con il corretto espletamento dei tre adempimenti sopra indicati  – deposito, avviso e raccomandata informativa – la procedura di notifica è completa e il destinatario non potrà sostenere di non aver mai avuto conoscenza dell’atto. I tre adempimenti devono essere svolti nel più breve arco temporale possibile, preferibilmente nello stesso giorno.

 

La giurisprudenza ritiene che l’impugnazione dell’atto comporti la sanatoria dell’eventuale vizio di notifica. Pertanto con riferimento agli atti tributari, qualora questo vizio sia serio ed effettivamente sussistente, conviene in alcuni casi attendere l’atto successivo. Infatti quest’ultimo potrà essere impugnato proprio a causa dell’omessa valida notifica dell’atto che per legge lo deve precedere [4].


[1] Art. 140 cod. proc. civ.

[2] Art. 60 D.P.R. n. 600/1973 del 29.09.1973.

[3] Art. 26 D.P.R. n. 602/1973 del 29.09.1973.

[4] Cass. SS.UU. sent. n. 16412/2007 del 03.07.2007.

 


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Commenti
4 Ott 2016 vincenzo mangiaracina

Solo con il corretto espletamento dei tre adempimenti sopra indicati – deposito, avviso e raccomandata informativa – la procedura di notifica è completa e il destinatario non potrà sostenere di non averla mai ricevuta.
Purtoppo in Italia la magistratura è lenta ed anche se denunci
l’ufficiale giudiziario x omissioni d’atti d ufficio (x la sua lentezza) non risolvi nulla.
Il cittadino ci rimette sempre.