Avvisi di addebito Inps: sempre impugnabili anche se definitivi
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4 Ott 2016
 
L'autore
Maria Monteleone
 


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Avvisi di addebito Inps: sempre impugnabili anche se definitivi

L’Inps chiarisce che è sempre possibile chiedere in autotutela l’annullamento/sgravio degli avvisi di addebito o cartelle esattoriali aventi ad oggetto contributi non dovuti: l’autotutela non è invece possibile per eccepire la prescrizione anteriore alla notifica del titolo.

 

Il contribuente può impugnare in autotutela l’avviso di addebito anche se sono già decorsi i termini per il ricorso al Giudice (40 giorni dalla notifica) ed esso è divenuto definitivo. A dirlo è proprio l’Inps in un recente messaggio [1].

 

Contro l’avviso di addebito il contribuente può proporre opposizione al giudice del lavoro entro il termine di quaranta giorni dalla notifica [2]. In assenza di proposizione di ricorso giudiziario nel termine previsto, la cartella (nonché l’avviso di addebito) diventa inoppugnabile.

 

La disposizione che sancisce la definitività in assenza di ricorso deve però essere coordinata con la possibilità per l’Inps di intervenire in autotutela riconoscendo le ragioni dei contribuenti e annullando in tutto o in parte la pretesa creditoria, pur in presenza di una cartella o di un avviso di addebito inoppugnabili.

 

Secondo l’Inps, dunque, deve sicuramente essere riconosciuta la possibilità di intervenire in autotutela:

 

a) in presenza di una sentenza dell’autorità giudiziaria che, nonostante il decorso del termine per impugnare la cartella/avviso di addebito notificati, abbia accertato l’inesistenza, totale o parziale, dell’obbligo contributivo. Se il giudice ha riconosciuto la fondatezza delle ragioni sostanziali del contribuente, la struttura dell’Istituto territorialmente competente darà seguito alla sentenza anche intervenendo sul titolo inoppugnabile e quindi operando uno sgravio/annullamento, a seconda dei casi totale o parziale.

 

b) pur in assenza di una sentenza di accertamento dell’autorità giudiziaria, deve essere ammessa la possibilità di intervento in autotutela laddove la sede Inps competente verifichi, sulle base delle disposizioni esistenti, la fondatezza delle ragioni sostanziali del contribuente, pur di fronte ad un titolo non più impugnabile (anche allo scopo di evitare la soccombenza dell’Istituto in un eventuale giudizio di accertamento).

Anche in questo caso, l’Inps, analizzata l’istanza del contribuente e verificata l’infondatezza delle ragioni sostanziali che hanno determinato l’emissione del titolo, dovrà intervenire in autotutela sgravando/annullando il titolo indebitamente emesso.

 

Secondo l’Inps non è invece possibile intervenire in autotutela in presenza di un titolo inoppugnabile (cartella o avviso di addebito) qualora il contribuente eccepisca l’avvenuta prescrizione del credito previdenziale prima della notifica del titolo stesso. In questo caso, infatti, la pretesa del contribuente non sarebbe basata su motivazioni che legittimino l’attivazione dell’Inps per ragioni di giustizia sostanziale.

 


[1] Messaggio Inps n. 3913 del 29.09.2016.

[2] Art. 24, D.Lgs. n. 46/1999.

 


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