Supercondominio: chi revoca l’amministratore
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7 Ott 2016
 
L'autore
Carlos Arija Garcia
 


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Supercondominio: chi revoca l’amministratore

Una sentenza del Tribunale di Milano toglie questo potere all’assemblea dei rappresentanti e lo conferisce ai condòmini. Ma non tutti sono d’accordo.

 

L’amministratore del supercondominio poco diligente può perdere il posto? Sì, se l’assemblea ordinaria decide, in qualsiasi momento, di revocare la sua carica anche senza giusta causa. Uniche condizioni: che a licenziare l’amministratore sia la maggioranza degli intervenuti all’assemblea se rappresentano almeno la metà del valore millesimale dell’edificio. Insomma, una sorta di referendum vinto dal 50% + 1 dei voti.

Diciamo, innanzitutto, che per supercondominio la Corte di Cassazione intende «una pluralità di edifici, costituiti o meno in distinti condomini, ma compresi in una più ampia organizzazione condominiale, legate tra loro da impianti e servizi comuni» (viale di accesso, zone verdi, impianto di illuminazione, guardiola del portiere, ecc.) [1] . Insomma, immaginate di entrare da un cancello all’interno del quale si trovano una serie di condomini con dei viali e delle aiuole in comune. Ecco, quello è il supercondominio. E chi lo gestisce è l’amministratore del supercondominio.

 

 

Chi licenzia l’amministratore del supercondominio

La composizione dell’assemblea del supercondominio con più di 60 unità immobiliari è stabilita dalla legge [2]. Vengono attribuiti ai soli rappresentanti di ogni condominio il diritto di decidere su tutto ciò che riguarda la gestione ordinaria e la nomina dell’amministratore. Questo vuol dire che non ha potere di revoca, in quanto questo è un atto di straordinaria amministrazione.

A Milano, infatti, un amministratore di supercondominio aveva visto revocata la sua nomina a favore di un suo successore. Il Tribunale di Milano ha annullato questa revoca perché decisa dai rappresentanti di condominio e non dalla maggioranza dei condòmini [3]. La revoca, ha osservato il giudice, «denota momenti di fibrillazione della vita assembleare e del rapporto negoziale intercorrente tra amministratore e condomini». Ecco perché il Tribunale ha ritenuto opportuno escludere la revoca dell’amministratore del supercondominio dai poteri dei rappresentanti e lasciare invece tale compito all’assemblea dei condòmini in quanto di natura straordinaria.

 

Ma chi nomina il nuovo amministratore del supercondominio per evitare che ci sia un vuoto di gestione?  Qui la legge non è precisa, anzi: secondo alcuni pareri, la sentenza del Tribunale di Milano non mantiene l’equilibrio tra il potere di nomina e la facoltà di revoca. L’opinione contraria si basa sul fatto che se l’assemblea dei rappresentanti ha il potere di nomina dell’amministratore, non può non avere quello di revoca, pena il rapporto di fiducia tra entrambi.


[1] Cass. sent. 19939/2012.

[2] Art. 67 legge 220/2012.

[3] Sent. Trib, Milano 9844/2016.

 


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