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Lo sai che? Pubblicato il 7 ottobre 2016

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Lo sai che? Il fermo tecnico dell’auto è risarcibile?

> Lo sai che? Pubblicato il 7 ottobre 2016

In caso di incidente automobilistico oltre al costo per le riparazioni dell’auto deve essere risarcito anche il danno causato dal non utilizzo del mezzo.

Il fermo tecnico è il periodo di tempo che si rende strettamente necessario per riparare un veicolo che sia stato coinvolto in un incidente. L’auto resta infatti “ferma” presso l’officina.

Per calcolare il tempo del fermo tecnico non si fa riferimento alle giornate effettive in cui l’auto non viene usata in caso di incidente, ma invece alle ore necessarie ad un meccanico o carrozziere per riparare l’auto. Ai fini del calcolo vengono conteggiate le ore di manodopera necessarie per le riparazioni divise per le ore di una giornata lavorativa di otto ore. Non si fa riferimento alla durata solare della giornata. Di conseguenza se si considera un danno che richiede 16 ore per le riparazioni i giorni di fermo tecnico saranno due e non una sola giornata.

Il fermo di un veicolo in officina oltre a causare un disagio è anche causa di un danno che può essere diviso in due parti. La prima parte del danno è causata dal dover pagare le spese di mantenimento dell’auto nonostante l’impossibilità di poterla utilizzare. La seconda parte del danno riguarda la necessità di cercare mezzi di locomozione alternativi alla propria auto che si trova in riparazione. Queste due facce del danno sono risarcibili a diverse condizioni.

La prima parte di danno causato dal fermo tecnico considera le spese di gestione e mantenimento per un’auto non utilizzabile per i giorni in cui si trova in riparazione. Nel conteggio di queste spese vengono considerate le seguenti voci:

  • il costo sostenuto per l’assicurazione
  • il costo per il bollo auto
  • il costo del deprezzamento del veicolo per il tempo delle riparazioni durante il fermo tecnico.

Per ottenere il risarcimento di queste voci di danno non è necessario provarle nel loro preciso ammontare, è sufficiente provare l’inutilizzabilità del veicolo per un determinato numero di giorni [1]  che verranno calcolati sulla base dei criteri descritti prima. Il giudice risarcisce sulla base di una sua valutazione [2]. Visto che i giorni di lavorazione solo raramente sorpassano la settimana si tratta solitamente di cifre piuttosto modeste. I costi di mantenimento giornalieri variano considerevolmente a seconda del modello di auto, della cilindrata e della classe del veicolo. Ai fini di una valutazione dei costi giornalieri che sia il più possibile corrispondente ai costi che si sono sostenuti  è opportuno, anche se non necessario, mostrare al giudice i reali costi di esercizio dell’auto.

La seconda parte del danno causato dal fermo tecnico riguarda i costi da doversi sostenere per la necessità di cercare un mezzo alternativo all’auto che si trova in fermo tecnico e quindi di sostenere i relativi costi. In questa categoria si considerano voci di danno quali:

  • il noleggio di un’auto sostitutiva;
  • l’utilizzo dei mezzi pubblici;
  • la necessità di utilizzare taxi.

Per ottenere il risarcimento di questi costi aggiuntivi non basta provare l’inutilizzabilità dell’auto per un determinato periodo di tempo, ma deve fornirsi la prova della reale necessità di dover disporre di tale mezzo alternativo. Necessario è provare che il ricorso a mezzi sostitutivi sia stato assolutamente necessario e che quindi sia legittimo ottenere il risarcimento dei costi sostenuti [3]. In pratica, per valutare la necessità del ricorso a mezzi sostitutivi si fa riferimento a criteri quali il tipo di lavoro del proprietario dell’auto in riparazione ed anche al luogo di abitazione dello stesso. La scelta del tipo di mezzo di trasporto sostitutivo deve essere proporzionata alla destinazione d’uso del mezzo che è sottoposto a fermo tecnico. Come esempio si pensi all’importanza fondamentale dell’auto per un rappresentante di commercio rispetto a chi è impiegato in un centro cittadino. Il rappresentante di commercio se vuole continuare a lavorare è nelle condizioni di dover affittare un’auto sostitutiva mentre un impiegato può usufruire dei mezzi pubblici per raggiungere il luogo di lavoro con costi molto diversi l’uno dall’altro. Altro esempio è il confronto tra chi abiti in città e chi in zone isolate di campagna dove l’auto sia l’unico mezzo per raggiungere il posto di lavoro. Deve quindi esserci un collegamento logico tra il non poter usare la propria auto e l’utilizzo del mezzo alternativo.

In conclusione, quando la propria auto è in riparazione si ha diritto ad ottenere il risarcimento dei costi di esercizio dell’auto limitatamente ai giorni di fermo tecnico. Per tale risarcimento basta provare che l’auto non sia stata utilizzabile per un determinato numero di giorni. Invece per quanto riguarda il risarcimento dei costi sostenuti per il ricorso a mezzi sostitutivi bisogna provare la necessità di quel tipo di soluzione e non semplicemente affermare di non poter fare uso dell’auto per il periodo del fermo tecnico.

note

[1] Cass. Sent. n. 6907/2012

[2] Art. 1226 cod.civ.

[3] Cass. Sent. n. 20620/2015

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2 Commenti

LOTTI Giancarlo

8 ottobre 2016 alle 07:32

In caso di incidente stradale quando l’auto viene tamponata e, per i danni subiti, viene dichiarata da demolire spetta il pagamento del fermo tecnico e se si fino a quando.

Matteo Cavasin
Matteo Cavasin

8 ottobre 2016 alle 08:08

Viene risarcito il periodo di fermo tecnico solo se l’auto possa essere riparata. Nel caso di auto da demolire viene risarcita la perdita del bene ossia l’auto.

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