Come ottenere i buoni mensa
Lo sai che?
2 Nov 2016
 
L'autore
Maura Corrado
 


Leggi tutti gli articoli dell'autore
 

Come ottenere i buoni mensa

I buoni pasto sono erogati ai lavoratori quando nell’azienda non è presente il servizio mensa. Importi, tassazione, casi in cui vengono sostituiti con l’indennità sostitutiva di mensa.

 

Buoni pasto: cosa sono e come averli?

I buoni pasto o ticket restaurant sono dei mezzi di pagamento – in formato cartaceo o elettronico (contenuti in una card da usare come un bancomat o collegati direttamente al Pos o al cellulare) – che il datore di lavoro fornisce ai propri dipendenti, sia full-time che part-time, quando presso l’azienda non è presente il servizio di mensa (né interno né esterno) oppure non è previsto per una categoria di lavoratori. Si possono usare, quindi, presso bar, ristoranti e supermercati convenzionati. Chiaramente, se si usano i buoni non si può usufruire anche della somministrazione del vitto.

 

A distribuirli, controllarli e organizzarne la gestione sono le aziende emettitrici, mentre i settori in cui vengono utilizzati prevalentemente sono le amministrazioni pubbliche, centrali o periferiche, e le aziende private. Ad usarli sono anche i lavoratori autonomi, che possono dedurli dal reddito imponibile, fino a un massimo del 2% sul fatturato totale. I lavoratori hanno diritto ad un buono pasto giornaliero, per ogni giorno di lavoro effettuato.

 

Come, quindi, si può comprendere, il datore di lavoro si obbliga già al momento della stipulazione del contratto a erogare o meno i buoni al lavoratore, cedendogli il blocchetto o la card. Il buono va speso interamente e non dà diritto a resto.

 

 

Buoni pasto: come funzionano per i lavoratori part-time?

I lavoratori part-time, che non prestano servizio per l’intera giornata non hanno generalmente diritto ai buoni pasto, a meno che non ricorrano le seguenti condizioni:

  • orario di lavoro che copre la fascia oraria di un pasto: ad esempio, se Tizio ha un turno di 4 ore dalle 11.00 alle 15.00 e l’orario fissato dall’azienda per la pausa pranzo è dalle 12.00 alle 12.30, Tizio ha diritto ai buoni mensa;
  • distanza tra l’abitazione e l’azienda, che rende impossibile, per il lavoratore, consumare il pasto a casa propria.

 

 

Buoni pasto: quanto valgono?

Il valore assegnato ad ogni buono mensa è compreso tra i 2 e i 10 euro, importo sufficiente per acquistare un pasto da consumare durante l’orario di lavoro presso bar, ristoranti e supermercati convenzionati.

 

Da sottolineare che essi non sono tassati – se riconosciuti a tutti i dipendenti o a una intera categoria -, non danno diritto a nessun tipo di contribuzione ma solo fino al valore di 5,29 euro per singolo buono nel caso di voucher cartacei e di 7 euro se emessi in formato elettronico. Se è presente la mensa aziendale, invece, l’esenzione è totale.

 

La normativa stabilisce che non è più possibile accumulare i ticket per fare la spesa: ogni lavoratore può utilizzare un solo voucher al giorno e solo nelle giornate lavorative.

 

 

Buoni pasto: cos’è l’indennità sostitutiva di mensa?

Non sempre il lavoratore può sfruttare i buoni mensa: pensiamo a quei casi in cui vicino la sede dell’azienda non ci sono bar, ristoranti e supermercati convenzionati. In casi di questo genere, si ricorre all’indennità sostitutiva di mensa: si tratta, in pratica, di una vera e propria monetizzazione dei buoni pasto, corrispondendo al dipendente la somma in denaro pari al valore del buono che dovrebbe ricevere dall’azienda.

Anche l’indennità sostitutiva di mensa è esente da tassazione (fino ad un valore pari a 5,29 euro), ma solo a condizioni ben precise:

  • un orario di lavoro che comporti la pausa per il vitto;
  • stabile assegnazione ad una unità produttiva;
  • unità produttiva situata in un luogo che non consente di recarsi, senza l’utilizzo di mezzi di trasporto, al più vicino luogo di ristorazione per l’utilizzo di buoni pasto.

 


 


richiedi consulenza ai nostri professionisti

 
 
Commenti