Buoni postali, il rendimento non ha tassi retroattivi
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6 Ott 2016
 
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Redazione
 


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Buoni postali, il rendimento non ha tassi retroattivi

Poste Italiane deve rimborsare i buoni postali secondo il calcolo di interessi pattuito in origine.

 

Buoni postali a rendimento pieno: gli interessi, infatti, devono essere calcolati applicando i tassi di interesse originariamente pattuiti, senza che successive modifiche possano avere effetti retroattivi. A dirlo è il tribunale di Cassino in una recente sentenza [1] che si inserisce in un contenzioso ormai seriale: quello tra i detentori di buoni postali emessi nell’epoca d’oro (1974-86) e Poste Italiane. E il verdetto del giudice laziale è a favore dei consumatori: il rimborso deve tenere conto degli interessi originari, anche se il rendimento era a due cifre.

 

Al centro della contesa ci sono, ancora una volta, i buoni postali della serie dorata, vale a dire quelli O, che – insieme a M, N e P – sta creando diversi problemi di interpretazione tra i vari tribunali.

I rendimenti per tali serie speciali garantivano per 30 anni (a causa di una svista dell’ente emittente) interessi pari all’inflazione di metà anni ’70, cioè il 16% annuo. Nel 1986 il Governo ha approvato un decreto correttivo alla luce del mutato tasso di inflazione al 4,2%. Ma intanto per il passato “quel che è stato, è stato”, e ora i risparmiatori vogliono vedere i soldi loro promessi.

 

È vero: il Codice Postale [2] prevedeva che i tassi di interesse potessero essere modificati da decreti ministeriali anche con effetto retroattivo; tuttavia i consumatori/risparmiatori rivendicano ugualmente il diritto a vedersi riconosciute le condizioni contrattuali pattuite al momento della sottoscrizione. E i giudici stanno dando loro ragione. In conformità, del resto, a quanto stabilito dalle Sezioni Unite della Cassazione dieci anni fa che, prendendo le parti dei cittadini, ha detto che «il vincolo contrattuale tra emittente e sottoscrittore dei titoli si forma sulla base dei dati risultanti dal testo dei buoni di volta in volta sottoscritti» [3]. In pratica, in conformità dell’affidamento contrattuale, vale ciò che è stato firmato all’atto dell’acquisto dei buoni. Ma nonostante ciò le cause sulla liquidazione degli interessi sono continuate in diversi tribunali della penisola.

 

Il tribunale di Cassino conferma questo indirizzo e avverte: i saggi di interesse dei buoni postali non possono avere effetto retroattivo.


La sentenza

R.G. 974/2014

TRIBUNALE DI CASSINO

Repubblica Italiana

In nome del popolo italiano

Il Tribunale di Cassino, nella persona del Giudice dott. Federico ERAMO, ha pronunciato la seguente

SENTENZA

nel proc. 974/2014 rg promosso da:

Domenico Vi. T. n.q. procuratore di A. M. (c.f. DMRMTN29M20I676R), rappresentato e difeso dall’avv. T. e presso lo studio di quest’ultima domiciliato in ….. Attore

CONTRO

Poste Italiane SpA (p. iva 01114601006), rappresentata ed elettivamente domiciliata in Cassino. Convenuta

CONCLUSIONI DELLE PARTI

Le parti hanno concluso come da verbale dell’udienza del 9 maggio 2016 che qui s’intende

integralmente richiamato e trascritto

FATTO E DIRITTO

Con atto di citazione, regolarmente notificato in data 11.03.2014, il Vi. ha citato in giudizio la società Poste Italiane s.p.a., innanzi a questo Tribunale, chiedendo, in via principale, di accertare e dichiarare il diritto dell’attore al rimborso dei titoli in conformità alle condizioni riportate sul retro dei buoni postali serie O n. 000.923 e n. 000.045 e per l’effetto condannare Poste Italiane s.p.a. al pagamento, alla scadenza dei titoli, della somma di € 107.400,23 o alla somma maggiore o minore verrà ritenuta di giustizia; in relazione ai

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[1] Trib. Cassino sent. n. 974/14, del 9.09.2016.

[2] Dpr 156/1973, come modificato dalla legge 588/1974.

[3] Cass. sent. n. 13979/2007.

 


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