Nasce il Registro nazionale degli innocenti

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Un registro per restituire la dignità ai condannati ingiustamente dai tribunali e che, poi, sono riusciti a ottenere l’annullamento della sentenza di colpevolezza; ma, soprattutto, per mostrare a tutto il mondo che l’errore giudiziario è possibile e che, quindi, la pena di morte è ontologicamente sbagliata. Lo hanno appena creato gli studenti della facoltà di legge dell’Università del Michigan ed è raggiungibile a questo indirizzo www.exonerationregistry.org.

 

Il “Registro Nazionale degli Esonerati” cataloga i processi per reati gravi dal 1989 ad oggi: una data storica, perché è da allora che è entrato, nelle aule giudiziarie, il test del Dna. Tale riscontro probatorio ha evitato, nel 37% dei casi, la condanna capitale; ma, nonostante esso, in circa 25 anni sono stati ben 2000 i casi catalogati come “errori giudiziari” (di cui 891 sono stati inseriti nel Registro Nazionale degli Esonerati). La metà degli “assolti” aveva ricevuto una condanna a morte o all’ergastolo per stupro o per omicidio. Di questi, ben dieci sono stati riconosciuti innocenti solo dopo la morte avvenuta per esecuzione o per cause naturali.

 

Negli Stati Uniti, i detenuti sono circa 2,3 milioni. I 2.000 casi di errori giudiziali potrebbero, dunque, apparire come una percentuale molto bassa, a dimostrazione dell’efficienza del sistema giudiziario anglosassone. Ma, come lo stesso direttore della Northwestern University (Illinois) ha precisato, si tratta solo dei casi di cui si è venuti a conoscenza e di cui si è potuto dimostrare lo sbaglio dei tribunali. Ma dietro di essi, vi potrebbe essere un numero di tragedie molto più elevato, delle quali non si sa assolutamente nulla.

 

Lo studio condotto dagli studenti del Michigan ha dimostrato quali siano le cause principali determinanti le ingiuste condanne: in primo luogo le testimonianze oculari gestite male. Una incidenza determinante l’hanno giocata anche le forzature processuali della pubblica accusa (come nascondere elementi favorevoli alla difesa o il nascondere accordi premiali con i testimoni).

Il tempo medio tra la condanna e il suo annullamento è di circa undici anni: undici anni di avvocati, detenzione, lacrime…

 

 

 

 

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