Apprendistato senza limiti di età per i disoccupati
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6 Ott 2016
 
L'autore
Noemi Secci
 


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Apprendistato senza limiti di età per i disoccupati

Non si applica il limite dei 29 anni di età per assumere come apprendista chi percepisce ammortizzatori sociali come Naspi, Dis-Coll, Asdi e mobilità.

 

Chi percepisce l’indennità di disoccupazione ha una carta in più per essere assunto: non molti sanno, difatti, che l’azienda può utilizzare il contratto di apprendistato professionalizzante, anche se il lavoratore ha compiuto 30 anni di età.

Il contratto di apprendistato professionalizzante comporta delle agevolazioni notevoli per l’azienda: dal pagamento di minori contributi previdenziali, all’inquadramento più basso del lavoratore, o alla sua retribuzione in misura percentuale rispetto ai dipendenti specializzati, al mancato computo nell’organico per l’obbligo di assunzione di disabili. Vediamo i principali incentivi e gli adempimenti che questo contratto comporta.

 

 

Contratto di apprendistato: che cos’è

Il contratto di apprendistato è un contratto di lavoro che comporta, oltre allo scambio della retribuzione con la prestazione del dipendente, anche l’erogazione della formazione da parte dell’azienda e di enti esterni, con la finalità che il lavoratore consegua una determinata qualifica al termine del contratto. Il contratto, difatti, prevede un primo periodo nel quale il dipendente, oltre a lavorare, deve attuare quanto previsto nel piano formativo (allegato obbligatoriamente al contratto di apprendistato), cioè frequentare i corsi previsti per lui, oltre alla formazione durante il servizio: al termine del periodo formativo, entrambe le parti sono libere di recedere. Se nessuna delle parti si avvale del recesso, il rapporto diventa a tempo indeterminato.

 

 

Tipi di apprendistato

L’apprendistato può essere di tre tipologie:

  • apprendistato per la qualifica e il diploma professionale, il diploma di istruzione secondaria superiore e il certificato di specializzazione tecnica superiore: questo contratto può essere attivato per i giovani dai 15 ai 25 anni ed è finalizzato a conseguire una delle qualificazioni elencate;
  • apprendistato per la ricerca e l’alta formazione: questo contratto può essere attivato per conseguire:
    • laurea e altri titoli di studio universitari;
    • dottorati di ricerca;
    • diplomi relativi ai percorsi degli istituti tecnici superiori;
    • praticantato per l’accesso alle professioni ordinistiche;
  • apprendistato professionalizzante: si tratta della tipologia contrattuale attualmente più utilizzata ed anche di quella che comporta il minor numero di ore di formazione; serve per ottenere una qualificazione professionale ai fini contrattuali; questo contratto può essere attivato per lavoratori:
    • tra i 18 e i 29 anni;
    • tra i 17 anni e i 29 anni, se in possesso di una qualifica professionale, conseguita anche attraverso il sistema duale;
    • oltre i 29 anni, se beneficiari di indennità di mobilità o di un trattamento di disoccupazione.

 

 

Contratto di apprendistato professionalizzante per disoccupati: quando si può attivare

Come già esposto, è possibile attivare il contratto di apprendistato professionalizzante senza limiti di età [1], se il lavoratore è beneficiario di un qualsiasi trattamento di disoccupazione (Naspi, Asdi, Dis-Coll) o della mobilità. Non è possibile attivare il contratto, però, se l’interessato è già in possesso della qualifica che dovrebbe essere raggiunta al termine dell’apprendistato: in questo caso, il contratto è da considerare nullo per l’impossibilità di formare il lavoratore rispetto a competenze di cui è già in possesso. Tuttavia, un rapporto di lavoro preesistente di durata limitata, anche di apprendistato, non pregiudica la possibilità di instaurare un successivo contratto di apprendistato.

 

 

Contratto di apprendistato professionalizzante: i principali vantaggi

I vantaggi che l’apprendistato comporta per l’azienda sono molteplici:

  • le ore di formazione interna all’azienda sono retribuite nella misura del 10%;
  • le ore di formazione esterna non sono retribuite;
  • la retribuzione è dovuta in misura ridotta con inquadramento sino a 2 livelli inferiori, o in misura percentualizzata, secondo quanto stabilito dai contratti collettivi;
  • i lavoratori assunti con contratto di apprendistato sono esclusi dal computo dei limiti numerici previsti da leggi e contratti collettivi per l’applicazione di particolari normative e istituti (ad esempio, gli apprendisti non sono contati nella quota di riserva a favore di lavoratori disabili);
  • contribuzione ridotta, con aliquote pari a:
    • 1,61% a carico del datore di lavoro, 5,84% a carico dell’apprendista (per i primi 3 anni di apprendistato, per le assunzioni sino al 31 dicembre 2016, se l’azienda ha meno di 9 dipendenti; diversamente le aliquote a carico del datore sono pari al 3,11% per il primo anno, 4,61% per il secondo e 11,61% per il terzo e gli anni successivi);
    • 11,61% a carico del datore di lavoro, 5,84% a carico dell’apprendista (per i primi 3 anni di apprendistato, in caso di assunzione di lavoratori che percepiscono la mobilità o per le aziende con oltre 9 dipendenti).

Oltre ai vantaggi propri del contratto di apprendistato professionalizzante, per l’assunzione di lavoratori in mobilità si aggiunge il vantaggio della percezione, da parte del datore di lavoro, del 50% dell’indennità residua; lo stesso vantaggio è previsto per la Naspi residua, ma la percentuale è pari al 20%.


 


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