Come cambiare domicilio fiscale
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9 Ott 2016
 
L'autore
Emanuele Carbonara
 


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Come cambiare domicilio fiscale

Cos’è il domicilio fiscale? Cosa bisogna fare per cambiarlo o per ricevere le comunicazioni dell’Agenzia delle entrate in un luogo diverso?

 

Per le persone fisiche, il domicilio fiscale coincide con la residenza anagrafica. Qualora ci si trasferisca in un comune diverso, il domicilio fiscale varierà automaticamente decorsi 60 giorni dal cambiamento di residenza. I contribuenti, inoltre, possono decidere di ricevere le notifiche e le comunicazioni del fisco ad un indirizzo diverso dal domicilio fiscale (ad esempio, quello del proprio commercialista). In questo caso occorre comunicare la variazione all’Agenzia delle entrate tramite posta o in via telematica.

Cos’è il domicilio fiscale

Il domicilio fiscale è il luogo in cui il contribuente riceve tutte le notificazioni e le comunicazioni da parte dell’amministrazione tributaria (Agenzia delle entrate). Esso, inoltre, serve a stabilire qual è l’ufficio tributario territorialmente competente ai fini del controllo e dell’accertamento fiscale [1]. In poche parole, l’esistenza del domicilio fiscale consente di agevolare l’attività di accertamento in materia di imposte dirette (ad esempio, Irpef). Inoltre, il domicilio fiscale determina la competenza territoriale del giudice penale in caso di commissione di reati tributari [2], nonché quella delle Commissioni tributarie.

 

Secondo la legge [3], le persone residenti in Italia hanno il domicilio fiscale nel comune alla cui anagrafe sono iscritte. Quelle non residenti, invece, hanno il domicilio fiscale nel comune in cui si è prodotto il reddito (o il reddito più elevato, se è stato prodotto in comuni diversi). Le persone giuridiche (società, imprese, enti, associazioni ecc.), hanno il domicilio fiscale nel comune in cui è stabilita la sede legale o, in mancanza, la sede amministrativa. Se anche quest’ultima manca, si considera il comune in cui è presente la stabile organizzazione o in cui è svolta l’attività prevalente.

 

Il concetto di domicilio fiscale è diverso da quello di residenza fiscale [4], che serve invece ad individuare quali sono i soggetti passivi d’imposta (in altri termini, i soggetti tenuti a pagare le tasse in Italia).

Cambio di domiciliazione: come fare per ricevere le notifiche ad un altro indirizzo

Come si è visto, le notificazioni di avvisi e altri atti al contribuente avvengono presso il domicilio fiscale di quest’ultimo [5]. Per le persone fisiche il domicilio fiscale coincide con la residenza anagrafica (ossia il luogo in cui il soggetto ha la dimora abituale). Ciò significa che le comunicazioni dell’Agenzia delle entrate giungono all’indirizzo di residenza.

 

Succede spesso, però, che il contribuente voglia ricevere le suddette notifiche ad un indirizzo diverso dal proprio domicilio fiscale (ad esempio, presso lo studio del proprio commercialista). Il contribuente ha questa possibilità, a patto che la persona o l’ufficio indicati si trovino nello stesso comune in cui egli ha il domicilio fiscale. Per i residenti all’estero, è possibile indicare un indirizzo estero, purché non se ne sia già indicato uno italiano o si sia nominato un rappresentante fiscale in Italia.

 

In ogni caso, è necessario comunicare il nuovo indirizzo all’Agenzia delle entrate, che predispone sul proprio sito internet un apposito modulo, molto facile da compilare e gratuitamente scaricabile. Sul sito è presente anche un modello editabile (cioè compilabile al computer). Il modulo, compilato e firmato, va inviato tramite raccomandata con avviso di ricevimento all’ufficio dell’Agenzia delle entrate competente in base al domicilio fiscale del contribuente.

 

In alternativa, è possibile effettuare la comunicazione in via telematica, attraverso un’apposita applicazione, anch’essa presente sul sito. Occorre in primo luogo registrarsi ai servizi telematici dell’Agenzia delle entrate. Dopodiché, si potrà compilare e inviare on line il modello in questione, senza che sia necessario scaricare alcun software.

 

La variazione richiesta ha effetto dal trentesimo giorno successivo alla data di ricevimento della comunicazione. La Cassazione ha affermato che, decorso tale periodo, ogni comunicazione recapitata al domicilio fiscale (e non al nuovo indirizzo comunicato) è nulla [6].

La variazione del domicilio fiscale

Se ci si trasferisce in un comune diverso e si cambia formalmente l’indirizzo di residenza, cambierà anche il domicilio fiscale del contribuente. In questo caso, non c’è l’obbligo di comunicare la variazione all’amministrazione tributaria: il cambiamento diverrà efficace dal sessantesimo giorno successivo alla data di avvenuto spostamento [7].

 

Ciò significa che, prima di tale periodo, il domicilio fiscale continuerà ad essere quello precedente e non ci si potrà opporre alle notificazioni ricevute presso tale indirizzo (affermando, ad esempio, di non averle conosciute). Tuttavia, la Cassazione ha stabilito che se il contribuente indica il nuovo domicilio nella dichiarazione dei redditi, ciò è idoneo a rendere edotta l’Agenzia delle entrate dell’avvenuta variazione [8].


[1] Art. 31, comma 2, D.P.R. n. 600/1973.

[2] Art. 18, comma 2, D.Lgs. n. 74/2000.

[3] Art. 58, D.P.R. n. 600/1973.

[4] Art. 2, D.P.R. n. 917/1986.

[5] Art. 60, D.P.R. n. 600/1973.

[6] Cass. sent. n. 6114/2011 del 16/03/2011.

[7] Art. 58, comma 5, D.P.R. n. 600/1973.

[8] Cass. sent. n. 11170/2013 del 10/05/2013.

 


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