Abuso sessuale: come si dimostra
Lo sai che?
6 Ott 2016
 
L'autore
Sabina Coppola
 


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Abuso sessuale: come si dimostra

Le dichiarazioni della vittima sono, anche da sole, sufficienti a determinare una sentenza di condanna.

 

Se la tua ex fidanzata ti ha denunciato sostenendo che tu l’abbia costretta ad avere un rapporto sessuale contro la sua volontà, fai attenzione perché la sua testimonianza è sufficiente a farti condannare.

È quanto ha ribadito (per l’ennesima volta) la Cassazione [1] precisando che, nel caso di reati sessuali, le dichiarazioni fornite dalla vittima si ritengono attendibili fino a prova contraria.

Ciò significa che, se vuoi dimostrare che l’accusa è falsa, devi prima provare che la tua ex fidanzata sta mentendo e cercare di spiegare perché lo sta facendo.

Ma cerchiamo di capire meglio.

 

 

Quanto contano le dichiarazione dei testimoni?

Avrete sentito dire spesso che, nel processo penale italiano, la prova si forma in contraddittorio tra le parti.

Ciò significa che il pubblico ministero può svolgere le indagini, ascoltare i testimoni nel chiuso dei suoi uffici, ma poi tutto ciò che ha fatto deve essere ripetuto in tribunale, alla presenza dell’avvocato dell’imputato, del difensore della vittima (se c’è) e del giudice.

Il testimone, di solito, è una persona estranea ai fatti che si vogliono accertare con il processo, per cui le informazioni che riferisce si considerano sempre vere, fino a prova contraria.

 

 

Quanto conta la dichiarazione della vittima di un reato?

Se la testimone è la denunciante, la situazione cambia.

La vittima del reato, infatti, ha un interesse personale a dichiarare che l’imputato è colpevole.

Le sue parole, quindi, saranno ritenute credibili dal giudice solo se saranno confermate anche da qualche altro testimone.

 

 

Se il testimone è la vittima di un abuso sessuale?

Se la testimone ha denunciato una violenza sessuale (anche se è vittima del reato e, quindi, ha un interesse personale al processo) il giudice dovrà considerare vere le sue dichiarazioni.

Poichè, infatti, nel corso di un abuso sessuale, di solito, la vittima è sola con il suo carnefice, non ci sarà nessun altro testimone oculare che potrà smentire la sua dichiarazione.

Questo è il motivo per cui, in alcuni casi, il giudice crederà alla testimonianza della vittima addirittura quando  altri testimoni (non oculari) daranno una versione dei fatti diversa dalla sua.

 

 

Cosa posso fare se sono innocente?

Nei reati di natura sessuale, se la vittima insiste nel dire che sei stato tu, è davvero difficile dimostrare la tua innocenza.

L’unica possibilità è:

  • spiegare di avere un alibi;
  • o cercare di chiarire per quale ragione (di lite, di odio) la vittima stia dichiarando il falso per farti condannare.

La sentenza

Corte di Cassazione, Sezione III Penale, sentenza 30 marzo – 4 ottobre 2016, n. 41467
Presidente Grillo – Relatore Aceto

Ritenuto in fatto

1 G.R. ricorre per l’annullamento della sentenza del 16/06/2015 della Corte di appello di Milano che, in parziale riforma di quella del 11/02/2009 del Tribunale di Monza, ha dichiarato non doversi procedere nei suoi confronti in ordine al reato di minacce continuate e aggravate, di cui agli artt. 81, cpv., 612, cpv., cod. pen. (capo B), consumato in (omissis) nei mesi di (omissis) ai danni di S.A. , perché estinto per prescrizione, rideterminando la pena nella misura di cinque anni e sei mesi di reclusione per il residuo reato di violenza sessuale continuata, di cui agli artt. 81, cpv., 609-bis, cod. pen. (capo A), commesso ai danni della cognata E.A.M. dal (omissis) al mese di ottobre di quello stesso anno, oltre pene accessorie e statuizioni civili relative ad entrambi i reati.
1.1. Con il primo motivo reitera, ai sensi dell’art. 606, lett. c), cod. proc. pen., l’eccezione di nullità del capo A della rubrica per mancanza della indicazione del giorno in cui avrebbero avuto inizio le condotte abusanti, mancanza non ricavabile nemmeno “aliunde“.
1.2. Con il secondo eccepisce, ai sensi dell’art. 606, lett. e), cod. proc. pen., che la tesi difensiva dell’esistenza

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[1] Cass. sent. n. 41467 del 4.10.2016.

 


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Commenti
8 Ott 2016 msn

“la sua testimonianza è sufficiente a farti condannare. È quanto ha ribadito (per l’ennesima volta) la Cassazione”
Potrebbe indicare in quali altre occasioni questo principio è stato affermato?
Se è già un principio acquisito e non solo da questa sentenza, potrebbe chiarire come mai il processo per la presunta violenza della Fortezza da Basso si è concluso con l’assoluzione degli imputati in quanto l’accusatrice è stata considerata non credibile, contrariamente a quanto previsto nei punti 5.4 e 5.5 di questa sentenza?
Grazie per una sua cortese delucidazione.

 
19 Ott 2016 bob

Perchè ci furono testimoni oculari del comportamento della ragazza. Perchè lei si contraddisse più volte.
Per molti altri motivi.