Chi chiamo se il vicino fa rumore?
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6 Ott 2016
 
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Redazione
 


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Chi chiamo se il vicino fa rumore?

Inutile chiamare carabinieri e polizia se il vicino di notte ti sveglia e fa rumore; anche l’amministratore di condominio non ha potere di agire.

 

Molte persone vengono svegliate dai rumori del vicino di casa. Tacchi di scarpe, cassetti che si chiudono, sedie che si spostano, lavatrici, lavastoviglie, chiacchierio continuo. Che si fa in questi casi e chi si deve chiamare se il vicino fa rumore?

 

Tra i rumori più dannosi e molesti ci sono quelli notturni, tipici dei condomini di epoca non proprio moderna, dove i muri non sono spessi e isolati e i proprietari sono numerosi: la sera, quando scompare il rumore di fondo delle strade e degli elettrodomestici (televisione su tutti), è più facile sentire ogni singolo passo di chi vive sopra di noi.

 

Vittime dei rumori sono, in primo luogo, gli anziani che vanno a dormire presto la sera, e il baccano nelle ore tarde può provocare tachicardie, insonnie, malesseri.

 

Chi chiamare se di notte il vicino fa rumore? Una cosa è certa: se non si tratta di un baccano tale da dar fastidio all’intero quartiere (come quello, ad esempio, di un locale notturno, di cani tenuti in un canile in condizioni precarie, di un’auto parcheggiata in una piazza con l’autoradio al massimo volume, ecc.), non è possibile chiamare polizia o carabinieri. Questo perché le forze dell’ordine possono intervenire solo laddove vi siano ipotesi di reato e l’illecito penale del “disturbo della quiete e del riposo delle persone” non scatta quando il rumore è tale da dar fastidio solo ai vicini di casa, quelli dello stesso edificio. Insomma, per far scattare il reato è necessario molestare un numero indeterminato di persone e non uno o più specifici condomini.

 

Non è neanche possibile chiamare l’amministratore di condominio, il quale interviene solo quando c’è una violazione del regolamento condominiale. L’unico caso in cui l’amministratore può avere competenza a intervenire è quando una clausola del regolamento – approvato all’unanimità o in sede di firma dell’atto di acquisto dell’appartamento da parte di tutti i proprietari – contiene una precisa indicazione sugli orari in cui non è assolutamente possibile far rumore. I compiti, infatti, che il codice civile impone all’amministratore sono solo di due tipi: preservare e tutelare le parti comuni dello stabile e far rispettare il regolamento di condominio. Nelle beghe interpersonali tra i condomini, l’amministratore non ha potere.

 

Alla fine dei conti, cosa si deve fare se il vicino fa rumore la notte o durante le ore del riposo del giorno?

Bisogna rivolgersi a un avvocato affinché diffidi il proprietario con una raccomandata a.r. ed, eventualmente, intraprenda una causa ordinaria di tipo civile, volta a ottenere l’interdizione dal comportamento molesto ed, eventualmente, l’insonorizzazione dell’appartamento da cui provengono i rumori. Eventualmente si può agire con un ricorso d’urgenza, la cui durata è certamente inferiore alla causa ordinaria. Nel ricorso d’urgenza, però, non si può chiedere il risarcimento dei danni.

 

Quanto alla richiesta di risarcimento dei danni, secondo la Cassazione, il danno è sempre presunto (perché costituisce una limitazione della qualità della vita e del potere di godere del proprio appartamento). Dunque non c’è bisogno di dimostrarlo. È fatta però salva la possibilità di dimostrare ulteriori danni se sussistenti. È proprio il caso degli anziani che soffrano di tachicardia, i quali dovranno procurarsi un certificato medico che dimostri l’ulteriore lesione alla salute.


 


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