Incidenti: la moglie del conducente va risarcita?
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6 Ott 2016
 
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Incidenti: la moglie del conducente va risarcita?

L’assicurazione deve risarcire il danno al passeggero, trasportato dall’automobilista, anche se si tratta del coniuge in comunione dei beni e proprietario dell’auto.

 

Il marito o la moglie, comproprietario dell’auto e che, al momento dell’incidente stradale, si trovava sulla stessa in qualità però di passeggero, ha comunque diritto al risarcimento dei danni fisici riportati, anche se la polizza con l’assicurazione esclude tale diritto. È quanto chiarito dalla Cassazione con una sentenza di poche ore fa [1]. Ma procediamo con ordine.

 

In caso di incidente stradale, l’assicurazione risarcisce il proprietario dell’automobile solo se ha ragione; invece, l’eventuale passeggero viene sempre risarcito, a prescindere dalle colpe del conducente. Ad esempio, se Tizio guida e commette un incidente violando il codice della strada, la sua assicurazione non lo risarcirà per il danno riportato all’automobile, ma se in macchina erano presenti altre persone, queste saranno sempre indennizzate.

 

Questo principio vale anche se la persona trasportata è il coniuge del conducente, con lui in comunione dei beni. Così, ad esempio, se il marito, proprietario dell’auto che sta guidando, fa un incidente e la colpa dell’urto è suo, la moglie eventualmente seduta sul sedile accanto del passeggero, se si fa male e riporta lesioni fisiche ha diritto all’indennizzo da parte dell’assicurazione. Non importa che quest’ultima sia anch’essa proprietaria (pro quota) dell’automobile perché in regime di comunione dei beni.

 

La Suprema corte ha specificato che il proprietario dell’automobile, che si trova all’interno del mezzo in qualità però di trasportato (ossia sul sedile dei passeggeri), ha diritto al risarcimento del danno fisico da parte della sua assicurazione. Se la polizza firmata con l’assicurazione prevede diversamente, ed esclude tale risarcimento, detta clausola è nulla perché contraria al diritto comunitario [2]. È infatti dall’Europa che viene questa tutela a favore dei coniugi trasportati nelle auto di cui sono proprietari.

 

Pertanto «devono considerarsi coperti dall’assicurazione obbligatoria anche i danni sofferti dal coniuge, trasportato sulla vettura assicurata, comproprietario del veicolo in regime di comunione legale di beni con il conducente».

 


La sentenza

Corte di Cassazione, sez. III Civile, sentenza 16 marzo – 6 ottobre 2016, n. 19986
Presidente Vivaldi – Relatore Scarano

Svolgimento del processo

Con sentenza del 27/9/2012 la Corte d’Appello di Bologna ha respinto il gravame interposto dalla sig. G.B. in relazione alla pronunzia Trib. Rimini n. 1325/04 di rigetto della domanda dalla medesima proposta nei confronti dei sigg. M. e L.M. nonché della compagnia assicuratrice Lloyd Adriatico s.p.a. di risarcimento dei danni lamentati in conseguenza di sinistro stradale avvenuto il 28/4/1991 lungo la SP Taverna di Montecolombo, direzione monte mare, allorquando l’autovettura Lancia Dedra 1600 tg. F0812582- di proprietà del marito sig. R. (in sentenza a volte indicato come B.) M. e dal medesimo condotta- a bordo della quale viaggiava come trasportata, nell’affrontare una curva destrorsa usciva di strada finendo contro un’abitazione.
Avverso la suindicata pronunzia della corte di merito la B. propone ora ricorso per cassazione, affidato a 3 motivi, illustrati da memoria.
Resiste con controricorso la società Allianz s.p.a., che ha presentato anche memoria.
Gli altri intimati non hanno svolto attività difensiva.

Motivi della decisione

Con il 1° motivo la ricorrente denunzia «violazione e

Mostra tutto

[1] Cass. sent. n. 19986/16 del 6.10.2016.

[2] Direttiva Cee 84/5 del 30.12.1983 attuata con L. n. 142/992.

 


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