Posso usare il congedo Legge 104 per frequentare un corso?
Lo sai che?
6 Nov 2016
 
L'autore
Noemi Secci
 


Leggi tutti gli articoli dell'autore
 

Posso usare il congedo Legge 104 per frequentare un corso?

Utilizzo del congedo straordinario per l’assistenza dei disabili per finalità diverse: è possibile o il lavoratore rischia il licenziamento?

 

Sulla legittimità dell’utilizzo dei cosiddetti permessi e congedi Legge 104, ossia sulle assenze retribuite finalizzate all’assistenza dei lavoratori disabili, i controlli sono notevolmente severi. In particolare, per quanto riguarda il congedo straordinario retribuito per l’assistenza di un familiare disabile, la giurisprudenza di legittimità, negli ultimi anni, ha adottato un comportamento piuttosto rigido nei confronti di chi si assenta per tale motivazione e utilizza anche solo una minima parte della giornata per scopi che non riguardino l’assistenza del disabile.

La Corte di Cassazione, infatti, con diverse sentenze [1], riconosce la legittimità del licenziamento disciplinare nei confronti del lavoratore che abbia utilizzato anche solo una parte delle ore del congedo per soddisfare interessi meramente personali.

 

 

Utilizzo del congedo Legge 104 per interessi personali

Certamente è necessario definire in modo preciso che cosa intende la giurisprudenza per interessi meramente personali: si tratta di interessi estranei al disabile. I motivi di natura assistenziale alla base dell’assenza, però, possono essere interpretati in senso ampio ed includere tutte quelle situazioni nelle quali il lavoratore che fruisce del congedo si allontani dal luogo in cui presti assistenza al disabile per soddisfare un interesse sia proprio che di quest’ultimo: così, ad esempio, non può essere licenziato per motivi disciplinari chi si assenta per acquistare i generi alimentari o i medicinali sia per sé che per la persona assistita.

In mancanza di precedenti giurisprudenziali, deve dunque essere utilizzato il principio di ragionevolezza nel valutare i motivi dell’allontanamento dal disabile: l’allontanamento è legittimo quando risulta finalizzato al compimento di tutte quelle attività quotidiane necessarie alla sopravvivenza e ad una vita dignitosa del disabile, dato che l’assistenza dell’invalido non implica soltanto il mero soccorso materiale e morale.

In altre parole, per assistenza non s’intende necessariamente il comportamento consistente nell’accudire fisicamente il familiare, ma tutte le attività che si rendano indispensabili per la sua cura.

Nei casi, invece, in cui il motivo che determina l’allontanamento del lavoratore dall’assistito non corrisponda, neppure in parte, all’interesse di quest’ultimo, l’utilizzo del congedo si considera improprio e il dipendente può essere licenziato: questo perché un simile comportamento integra un abuso del diritto e si riflette sulla fiducia che caratterizza il rapporto di lavoro.

In parole semplici, la giurisprudenza condanna non solo il comportamento del lavoratore che chiede un permesso o un congedo per l’assistenza di un familiare disabile, ma in realtà lo utilizza per soddisfare interessi esclusivamente personali, ma anche la condotta di chi utilizza anche solo poche ore del permesso o del congedo per motivi diversi da quelli di natura assistenziale.

Questo vale anche se la maggior parte delle ore del permesso o del congedo è stata dedicata all’assistenza della persona affetta dalla disabilità.

 

 

Congedo straordinario e frequenza corsi di formazione

Nel caso in cui il lavoratore che ha richiesto il congedo straordinario debba assentarsi per frequentare un corso formativo, il motivo dell’allontanamento dal disabile non corrisponde a un interesse, neppure parziale, di quest’ultimo.

In questo caso, dunque, anche se le ore di formazione da svolgere durante il congedo straordinario risultassero esigue, il dipendente potrebbe comunque correre il rischio di subire un procedimento disciplinare per abuso della finalità del congedo. Tuttavia, nei casi in cui la formazione sia richiesta dall’azienda o sia indispensabile per lo svolgimento di una determinata professione, anche se non vi sono pronunce specifiche in merito, facendo leva sul principio di ragionevolezza si ritiene non applicabile la sanzione del licenziamento disciplinare, in quanto la formazione, pur non rispondendo a un interesse del disabile, risponderebbe comunque a un interesse dell’azienda.

Per evitare qualsiasi contestazione, ad ogni modo, il consiglio è quello di utilizzare la massima cautela ed evitare, per quanto possibile, qualsiasi assenza dal luogo in cui si trova il disabile che possa risultare estranea alle finalità di assistenza.

Per quanto riguarda la formazione, è poi possibile, per i dipendenti del comparto pubblico, richiedere un apposito congedo: bisogna però sottolineare che il congedo per formazione non è compatibile [2] con altre tipologie di assenze, come le ferie, le malattia, etc.; in pratica, il congedo per la formazione è incumulabile con tutte le altre forme di assenza del lavoratore, ammesse dalla legge o dalla contrattazione collettiva. La finalità è quella di evitare il prolungarsi indefinitamente dell’assenza dal servizio del lavoratore.

 


[1] Cass. sent. n.8784/2015.

[2] Art. 5 Co. 3 L. n. 53/2000.

 


richiedi consulenza ai nostri professionisti

 
 
Commenti