Testamento digitale: che fine fanno le password dei social network
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9 Ott 2016
 
L'autore
Emanuele Carbonara
 


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Testamento digitale: che fine fanno le password dei social network

Qual è il destino dell’identità digitale di una persona dopo la morte? Esiste un sistema che consente di cancellare l’account o trasmettere le credenziali alle persone più care? Che fine fanno le credenziali di accesso al social network come Facebook e Twitter?

 

Nell’era di internet e dei social network, la quantità di dati personali che circola in rete è notevole. L’insieme di informazioni presenti online costituiscono la cosiddetta «identità digitale» di una persona, di cui si impone una tutela specifica anche dopo la sua morte. I grandi gestori di piattaforme online, infatti, diventano potenzialmente custodi di un’enorme mole di dati personali.

 

Di fronte all’assenza di una normativa tecnica e completa, è necessario sapere che sia Google che Facebook hanno predisposto un sistema che permette di scegliere il destino del patrimonio digitale dei propri utenti dopo la loro morte. Per quanto riguarda le altre piattaforme telematiche, occorre sempre di leggere attentamente le condizioni che si vanno ad accettare al momento della registrazione, cui troppo spesso si dà assenso senza una giusta analisi.

Il «Death manager» di Google

Il servizio di lascito digitale predisposto da Google è stato ribattezzato «Death manager». In poche parole, l’utente può decidere il destino dei suoi dati personali qualora rimanga inattivo, sulle piattaforme Google, per un certo periodo di tempo. Si può scegliere di:

  • cancellare definitivamente tutti i dati presenti negli archivi informatici;
  • in alternativa, trasmettere le proprie credenziali di accesso a parenti o amici fidati (massimo dieci persone).

 

Per tutelare il proprio patrimonio digitale, bisogna:

  1. accedere alla pagina del proprio account personale;
  2. selezionare «informazioni personali e privacy»;
  3. cliccare su «controlla i tuoi contenuti»;
  4. modificare le impostazioni della voce «gestione account inattivo», cliccando su «assegna un fiduciario all’account».

 

Dopodiché, occorre impostare il periodo di tempo dopo il quale si autorizza Google a trasmettere i dati alle persone scelte o a cancellarli del tutto (cosiddetto «periodo di timeout», che inizia a decorrere dall’ultimo accesso al proprio account). Si può scegliere da un minimo di tre a un massimo di 18 mesi. Alla scadenza dell’arco di tempo prescelto, Google provvederà ad eseguire la volontà espressa, eliminando il proprio patrimonio digitale o inviando un email con le credenziali dell’utente alle persone designate. È anche possibile chiedere al sistema di avvertire l’utente, tramite sms o email, che il periodo di timeout sta scadendo (il messaggio viene inviato un mese prima del termine previsto).

 

Il lascito digitale comprende i dati presenti nella mail personale, i post del proprio blog, i post pubblicati sul social e i video caricati su Youtube. Non sono compresi nella successione, invece, i file video e musicali acquistati dai servizi Google. Questi ultimi, infatti, non sono di proprietà dell’utente, che è titolare di una mera licenza d’uso. Essa scade automaticamente con la morte del soggetto, rendendo impossibile il trasferimento dei dati agli eredi.

Il testamento digitale di Facebook

Anche il sistema predisposto da Facebook consente di scegliere tra:

  • la cancellazione definitiva dei proprio dati;
  • per chi ha più di 18 anni, la trasmissione delle credenziali, questa volta ad un solo familiare o amico fidato (che Facebook chiama espressamente «contatto erede»).

 

Per esprimere le proprie volontà in caso di decesso, occorre:

  1. dopo aver effettuato l’accesso, cliccare sul triangolino rovesciato in alto a destra dello schermo;
  2. cliccare su «impostazioni»;
  3. nel menu a sinistra, selezionare «protezione»;
  4. cliccare su «contatto erede»;
  5. indicare il nome della persona designata oppure, se si vuole chiedere la cancellazione definitiva dei dati, cliccare su «richiedi l’eliminazione dell’account», in fondo alla pagina.

 

A differenza di quanto avviene su Google, su Facebook non si può preimpostare un periodo di timeout, perché il sistema è pensato esclusivamente per il caso di decesso dell’utente. Pertanto, al fine rendere effettive le suddette volontà, è necessario che i parenti più stretti comunichino a Facebook la morte del soggetto. In questo modo l’account diventa un «account commemorativo». Solo dopo che ciò è accaduto i dati verranno cancellati o l’erede sarà avvertito della sua designazione (ma si può scegliere comunque di inviargli subito un messaggio).

 

Il contatto erede potrà:

  • fissare un «post in alto» nel diario dell’utente (ad esempio in suo ricordo o per fornire informazione su una cerimonia commemorativa);
  • aggiornare l’immagine del profilo e di copertina;
  • rispondere a richieste di amicizia;
  • scaricare una copia dei contenuti condivisi sul social network.

 

Egli, invece, non potrà:

  • accedere all’account del deceduto;
  • creare nuovi post a nome dell’utente;
  • modificare o rimuovere post, foto, video e altri contenuti caricati;
  • vedere i messaggi privati dell’utente;
  • rimuovere amici.

 

Se non è stata fatta alcuna scelta dall’utente, i suoi parenti stretti, una volta comunicato il decesso a Facebook, possono chiedere la rimozione dell’account.


In pratica

Sia su Google che su Facebook è possibile impostare la sorte del proprio account dopo la morte. Si può scegliere tra:

la cancellazione definitiva dei dati;

la trasmissione delle credenziali a parenti o amici fidati (massimo dieci persone su Google, solo una su Facebook).

Autore immagine: Pixabay

 


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