I concorsi per esami
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7 Ott 2016
 
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Edizioni Simone
 


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I concorsi per esami

Concorsi: le prove preselettive, prova scritta e par condicio, prova orale, concorsi per titoli ed esami.

 

I concorsi per esami sono selezioni nelle quali gli elementi preponderanti, anzi unici, sono le capacità tecnico­scientifiche dei candidati che le Commissioni giudicatrici, composte in modo da assicurare un’adeguata preparazione nelle diverse sfere dello scibile, possono valutare in sostituzione dell’Amministrazione che ha bandito il concorso.

Anche in questo caso possono distinguersi diversi subprocedimenti, che differiscono fra loro a seconda del tipo di concorso per esami che si vuole svolgere.

I concorsi per esami concorsi possono comprendere una prova preselettiva, una prova scritta, con o senza prova pratica, e una prova orale, oppure la sola prova scritta o pratica o il solo colloquio.

 

 

Le prove preselettive e il sindacato del G.A.

L’art. 7, co. 2, 2bis e 3, D.P.R. 487/1994 prevede che «I bandi di concorso possono stabilire che una  delle prove scritte per l’accesso ai profili professionali della settima qualifica o categoria superiore consista in una serie di quesiti a risposta sintetica. Per i profili professionali delle qualifiche o categorie di livelli inferiori al settimo, il bando di concorso relativo può stabilire che le prove consistano in appositi tests bilanciati da risolvere in un tempo predeterminato, ovvero in prove pratiche attitudinali tendenti ad accertare la maturità e la professionalità dei candidati con riferimento alle attività che i medesimi sono chiamati a svolgere».

«Le prove di esame possono essere precedute da forme di preselezione predisposte anche da aziende specializzate in selezione di personale. I contenuti di ciascuna prova sono disciplinati dalle singole amministrazioni le quali possono prevedere che le prove stesse siano predisposte anche sulla base di programmi elaborati da esperti in selezione».

«Il punteggio finale è dato dalla somma della media dei voti conseguiti nelle prove scritte o pratiche o teoricopratiche e della votazione conseguita nel colloquio». La predisposizione di questionari vertenti sugli “elementi” delle diverse materie impone, da un lato, e consente, dall’altro, all’Amministrazione di formulare domande idonee a verificare la preparazione dei candidati sulle nozioni e sugli elementi fondamentali delle materie indicate.

 

Inoltre, la suddetta predisposizione di determinati questionari, utili per selezionare i candidati che aspirino a risultare vincitori in un concorso pubblico, può essere oggetto di sindacato da parte del giudice amministrativo, almeno al fine di verificare se l’amministrazione abbia o meno operato nel rispetto di quanto dalla stessa stabilito nel bando di concorso, in osservanza del principio di effettività della tutela ricavabile dagli artt. 24 e 113 Cost.

In altre parole, non è contestabile che la Commissione giudicatrice disponga di un’ampia discrezionalità tecnica nella formulazione delle domande da sot- toporre ai candidati nell’espletamento delle prove di concorso, ma questa attività è sindacabile dal giudice amministrativo per irrazionalità, manifesta illogicità dei quesiti ovvero per estraneità degli stessi alle materie d’esame.

Pertanto, in un concorso pubblico, la predisposizione di questionari vertenti sugli “elementi” delle diverse materie impone all’amministrazione di formulare domande idonee a verificare la preparazione dei candidati sulle nozioni e sugli elementi fondamentali delle materie indicate, ma non consente, come nella specie, di formulare e imporre domande che richiederebbero in modo eclatante una preparazione e una profondità ben superiori e appartenenti ad altre professionalità.

 

 

La prova scritta: le singole tappe per garantire la par condicio dei concorrenti

La prova scritta consiste in un tema che la Commissione predispone per i candidati, seguendo un metodo che garantisca la genuinità degli elaborati e la segretezza della loro paternità. A tal fine, in primo luogo, il giorno in cui deve svolgersi la prova scritta, la Commissione giudicatrice predispone tre temi e successivamente un candidato viene chiamato a sorteggiarne uno, che è quello poi che dovrà essere svolto. Da questo momento, è vietato ogni contatto fra i candidati, fra questi e i membri della Commissione, salvo che per ragioni attinenti al procedimento concorsuale e naturalmente con l’esterno.

Per quanto riguarda, poi, lo svolgimento della prova, regola generale è che quella secondo la quale non è ammessa la consultazione di testi, ad eccezione di quelli che siano ritenuti utili a giudizio della Commissione; in questo modo, viene garantita la genuinità degli elaborati, la cui mancanza può dare origine all’esclusione dal concorso stesso.

Ultimato l’elaborato, esso deve essere inserito in una busta appositamente predisposta e priva di ogni elemento che possa rendere individuabile l’autore dello stesso; all’interno della busta, è poi inserita un’altra busta chiusa contenente le generalità del candidato.

Successivamente, la Commissione predispone tutto quanto è necessario per la valutazione della prova scritta; quindi, apre, una per volta, le singole buste e procede alla loro valutazione senza aprire la busta nella quale sono contenute le generalità del candidato. La valutazione, per la quale ogni membro della Commissione dispone di una certa quantità di voti, viene trascritta sull’elaborato e sulla busta contenente le generalità. Questi documenti sono tutti sottoscritti e numerati con lo stesso numero, in maniera da poter individuare successivamente l’autore dell’elaborato. infine, ultimata la valutazione di tutti gli elaborati, possono aprirsi le buste contenenti le generalità dei candidati e, quindi, può procedersi all’attribuzione della valutazione precedentemente data a ciascuno di essi. in questo modo, risulta garantita la segretezza degli elaborati e quindi l’assoluta imparzialità dei giudizi.

 

 

La prova orale

La prova orale riguarda soltanto i candidati che nella prova scritta abbiano superato una valutazione minima, generalmente fissata dalla Commissione in precedenza e può riguardare le materie stabilite per la prova scritta o anche materie diverse.

Qualora il bando preveda che la prova orale consista in un colloquio interdisciplinare sulle materie indicate dal bando non è necessario che la prova riguardi tutte le materie (Cons. Stato 4348/2014).

Compito specifico della Commissione è quello di valutare la preparazione dei candidati attraverso un sistema che garantisca la migliore disponibilità della Commissione e, nel contempo, le migliori condizioni psicologiche dei candidati, considerando che il giudizio della Commissione deve vertere sulla conoscenza delle materie e non su elementi di ordine meramente mnemonico.

Ciò vale soprattutto per le materie che, per loro natura, possano dare origine a differenti opinioni; in questo caso, infatti, i membri della Commissione non devono privilegiare le loro personali posizioni, ma devono valutare la preparazione del candidato nella sua globalità e nel modo in cui essa viene manifestata, poiché la capacità espressiva assume particolare importanza nell’evidenziare la personalità del concorrente.

È fenomeno ricorrente in ogni procedura concorsuale che il suo esito possa essere negativo per il candidato, il quale, in un limitato lasso di tempo, deve dimostrare la propria preparazione e le proprie capacità professionali acquisite in anni di studio e di attività lavorativa, ma ciò non giustifica la ripetizione della prova stessa, laddove ciò non sia espressamente previsto dalla disciplina del concorso e non si radichi in situazioni articolari (ad es. la comprovata infermità del candidato nel giorno dell’esame), perché gli interessi dei candidati sono fra loro confliggenti e ognuno si avvantaggia dell’insoddisfacente andamento delle prove altrui (Cons. Stato 5107/2013).

 

 

I concorsi per titoli ed esami

Questo genere di concorso ha le caratteristiche combinate dei due tipi che abbiamo descritto. infatti, questi concorsi consistono in una selezione nella quale i candidati vengono valutati, da un lato, in relazione alle loro capacità tecniche di stretta preparazione; dall’altro, in rapporto alle capacità professionali che derivano o possono essere rivelate dalla professionalità di ognuno.

I due momenti non sono distinti e completamente autonomi, ma vanno invece individuati in una ponderata correlazione fra di loro.

In ordine a tale genere di concorso, la giurisprudenza amministrativa ha enucleato alcuni principi-guida:

 

  • ragioni di imparzialità di giudizio, la Commissione dovrebbe procedere all’esame degli aspetti connessi alla valutazione dei titoli in una delle prime sedute, cioè quando ancora non si conoscono i nominativi dei concorrenti. in tal modo, la predisposizione dei criteri di massima, la suddivisione dei titoli in categorie e le altre determinazioni necessarie sono compiute in un momento in cui non può neanche sorgere il sospetto che la Commis sione giudicatrice abbia parametrato i presupposti del concorso in vista del perseguimento dell’interesse di ben individuati concorrenti;

 

  • successivamente sono esaminate le singole domande, per verificare l’esistenza dei requisiti soggettivi generali;

 

  • quindi, si procede allo svolgimento delle prove d’esame;

 

  • prima di valutare le prove d’esame, la Commissione deve procedere alla valutazione dei titoli e all’attribuzione del punteggio a ogni singolo candidato.

 

 

Dunque, tale modo di operare taglia in radice ogni eventuale contestazione in ordine alla possibilità che la valutazione delle prove d’esame e la successiva attribuzione del punteggio vengano condizionate dalla posizione dei singoli candidati in relazione al punteggio ottenuto in sede di valutazione dei titoli. Questo meccanismo evidenzia la delicatezza del procedimento di valutazione delle prove d’esame e dei titoli, poiché un sistema diverso potrebbe dare origine al sospetto che la Commissione non abbia operato con imparzialità.

 

Deve sussistere, inoltre, un equilibrio quantitativo fra il punteggio stabilito per gli esami e quello previsto per i titoli. Ogni ingiustificata determinazione in ordine a tale equilibrio, infatti, può incidere sulla regolarità e, quindi, sulla legittimità del concorso.

Appare evidente, comunque, che la Commissione, nell’ambito della sua potestà discrezionale, potrebbe stabilire una ripartizione non paritetica del punteggio tra titoli ed esami qualora, con congrua motivazione, possa dimostrare che tale discrepanza è una caratteristica del concorso in esame. in particolare, il maggior rilievo attribuito ai titoli potrebbe essere giustificato dalla necessità di accertare una più elevata professionalità, mentre il riconoscimento di un maggior peso alle prove d’esame è normalmente finalizzato a privilegiare la preparazione tecnica. Queste considerazioni non sono in contrasto con la logica dei concorsi per titoli ed esami; infatti, i posti a concorso nella Pubblica Amministrazione riguardano attività ampiamente eterogenee, in ordine alle quali una classificazione rigida offrirebbe un panorama differente da quello reale.

in conclusione, nel concorso per titoli ed esami l’interesse dell’amministrazione è quello di poter disporre di personale dotato di una buona preparazione tecnico-scientifica e di una professionalità già acquisita in altre attività.

L’importante è che la Commissione, nell’individuare il sistema ottimale per la distribuzione del punteggio fra titoli ed esami, sia in grado di garantire che tale distribuzione corrisponda perfettamente all’interesse dell’amministrazione e risulti da una congrua e logica motivazione.

 

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