Come aprire un agriturismo
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9 Ott 2016
 
L'autore
Carlos Arija Garcia
 


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Come aprire un agriturismo

Non basta mettere a disposizione una camera in campagna: bisogna lavorare la terra, allevare animali e offrire i propri prodotti. Ecco tutti i requisiti.

 

Per aprire un agriturismo non basta solo la voglia di cambiare vita e di lavorare all’aria aperta anziché chiusi otto ore in un ufficio con giacca e cravatta addosso. Ci vuole anche quello, certo, ma è necessario anche rispettare certi requisiti affinché l’attività sia considerata tale.

Come aprire un agriturismo, allora? La prima cosa da fare è sapere che cos’è esattamente l’agriturismo, per evitare di intraprendere quest’attività con il solo romanticismo della natura in testa. Per agriturismo si intende l’attività di ricezione e di ospitalità esercitata da un imprenditore agricolo attraverso l’uso della propria azienda in connessione con la coltivazione della terra, con la silvicoltura (o selvicoltura, insomma la coltivazione del bosco) e con l’allevamento degli animali [1]. In altre parole: chi decide di aprire un agriturismo non si deve limitare a fare l’albergatore (per quello, al massimo, ci sono gli hotel o i bed & breakfast di campagna) ma deve anche avere un’attività agricola e/o di bestiame. Queste condizioni vengono disciplinate dalle Regioni, che rilasciano il certificato di abilitazione all’esercizio dell’attività agrituristica. E’ possibile aprire un agriturismo in forma individuale, in società di capitali o di persone.

 

 

Aprire un agriturismo: cosa comporta

Aprire un agriturismo comporta questi impegni:

  • offrire ospitalità in alloggi o in spazi aperti destinati alla sosta di campeggiatori;
  • fornire ai pasti prodotti prevalentemente propri o di aziende agricole della zona, possibilmente tipici e contraddistinti con marchi Dop, Igp, Igt, Doc e Docg;
  • organizzare degustazioni di prodotti aziendali e, all’esterno del proprio agriturismo, attività ricreative, culturali, didattiche, sportive o escursionistiche (anche tramite convenzioni con enti locali) che mettano l’ospite a contatto con il territorio, allo scopo di valorizzare il patrimonio rurale della zona.

Possono lavorare in un agriturismo, oltre all’imprenditore agricolo e ai suoi familiari, anche dipendenti a tempo determinato, indeterminato o parziale, questi ultimi regolarmente disciplinati da un punto di vista assicurativo, fiscale e previdenziale.

Da un punto di vista fiscale, il ricavato dall’attività agrituristica viene considerato reddito agricolo. L’imponibile si calcola secondo un regime forfettario, nella misura del 25% dei ricavi al netto dell’Iva. Quest’ultima verrà versata in forma forfettaria nella misura del 50% di quella incassata con quanto pagato dagli ospiti [2]. C’è, comunque, la possibilità di scegliere per tre anni l’applicazione delle norme fiscali ordinarie. La differenza tra il sistema forfettario e quello ordinario è che il primo non prevede alcun costo nel calcolo, mentre nel secondo i costi di avvio dell’attività incideranno in negativo sul reddito imponibile e sull’Iva da versare.

In entrambi i casi, l’aliquota Iva per pernottamenti e ristorazione è del 10%, mentre per tutti gli altri servizi è del 20%.

 

 

I requisiti per aprire un agriturismo

Per aprire un agriturismo è necessaria l’autorizzazione del Comune in base alle disposizioni stabilite da ogni Regione. Queste ultime, di solito, istituiscono degli elenchi dei soggetti idonei ad aprire un agriturismo, cioè quelli in possesso dei requisiti necessari.

L’iscrizione avviene presso le Commissioni provinciali per gli agriturismi. Fatto questo passo, si parte con l’allestimento della struttura (alloggi, zona ristorazione, servizi ricreativi, ecc.). A lavori completati si chiede l’autorizzazione al Comune allegando l’iscrizione ottenuta presso la Commissione e la documentazione richiesta dalla rispettiva Regione. E’ plausibile che venga chiesto un parere dell’autorità sanitaria. Se tutto fila liscio, la domanda si intende accolta (si applica il principio del silenzio-assenso).

Per ovvi motivi, aprire un agriturismo significa anche essere in possesso di alcuni requisiti igienico-sanitari delle strutture e delle attrezzature, anche in questo caso stabiliti dalle singole Regioni. Di solito si tengono in considerazione le caratteristiche architettoniche e di ruralità degli edifici, specie per quanto attiene l’altezza e il volume dei locali in rapporto alla luce e all’aria che ricevono.

In sintesi, ecco i requisiti per aprire un agriturismo:

  • partita Iva;
  • conto fiscale;
  • iscrizione al Registro delle Imprese della Camera di Commercio;
  • iscrizione al registro regionale degli operatori agrituristici e alle associazioni di categoria;
  • autorizzazioni del sindaco e dei vigili del fuoco;
  • posizioni Inps e Inail in regola;
  • permesso per l’installazione di insegne e cartelli stradali;
  • libretto di idoneità sanitaria;
  • tassa sui rifiuti.

[1] Legge n. 96/2006.

[2] Art. 5 legge 413/91.

 

Autore immagine: Pixabay

 


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