Bollette luce acqua e gas: meglio evitare i consumi stimati
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10 Ott 2016
 
 

Bollette luce acqua e gas: meglio evitare i consumi stimati

Le società che forniscono energia, se mancano le letture effettive dei contatori, ricorrono ai conteggi stimati dei consumi, spesso con rincari in bolletta.

 

Il conteggio dei consumi effettuati dagli utenti, nonostante i costi fissi, l’Iva e le accise, è sicuramente l’elemento che incide di più sul calcolo delle somme addebitate in bolletta. La maggior parte dei contratti di fornitura di luce, acqua e gas prevedono diverse modalità di verifica e comunicazione dei consumi.

Accanto alla lettura reale, effettuata da un incaricato della società fornitrice, c’è l’autolettura, ovvero quella fatta autonomamente dall’utente, che poi la comunica periodicamente alla società fornitrice.

Tuttavia, secondo le stime dell’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato,  fra il 2014 ed il primo trimestre del 2015, in alcuni casi, il numero di utenti per i quali, per oltre un anno o addirittura per due anni, non sono state effettuate né letture reali né autoletture, ha sfiorato il milione. In tutti questi casi le società fornitrici hanno utilizzato i consumi stimati ed i conguagli [1].

 

 

Cosa sono i consumi stimati

Nei contratti di fornitura di gas, luce o acqua di solito ci sono delle clausole in base alle quali, se non viene effettuata, entro un termine stabilito, né la lettura reale, né l’autolettura, le società fornitrici emettono le bollette in base al conteggio dei consumi stimati.

Si tratta di consumi conteggiati in via presuntiva, mediante parametri di riferimento predeterminati, quali ad esempio l’andamento storico dei consumi del singolo utente, l’andamento climatico delle varie zone geografiche o la distinzione fra utilizzo domestico dell’energia e quello industriale o commerciale [2].

 

 

Conseguenze dell’applicazione dei consumi stimati

L’applicazione di queste stime sui consumi può avere duplici conseguenze per gli utenti:

  • il consumo stimato può essere inferiore a quello reale ed allora la bolletta periodica sarà d’importo più basso di quanto dovuto;
  • il consumo stimato può essere superiore a quello reale ed allora la bolletta periodica sarà d’importo più alto di quanto dovuto.

Nel primo caso l’utente sarà chiamato a corrispondere la differenza mediante un conguaglio, inserito nella prima bolletta utile. Questi conguagli possono essere anche d’importo molto elevato, soprattutto se sono riferiti a più periodi di fatturazione o a più annualità [3].

Nel secondo caso, invece, il cliente dovrebbe ottenere la restituzione di quanto già pagato, cosa che può avvenire mediante accredito diretto, con assegno o bonifico. Non sono da escludersi, però, ipotesi di mancata o ritardata restituzione all’utente, delle somme di cui è creditore [4].

Molto più spesso la restituzione avviene, invece, con sconti applicati sulle successive bollette. In questo caso, però, va considerato che, se anche queste bollette dovessero nuovamente risultare d’importo più elevato del dovuto, per via dei consumi stimati, lo sconto andrebbe sostanzialmente sprecato.

 

 

Le pratiche di recupero del credito

Se il gestore ha maturato crediti, nei confronti dell’utente, anche se fondati esclusivamente su consumi stimati, di solito si attiverà per il recupero del credito, prima con semplice sollecito, poi con intervento di società di recupero dei crediti esterne, ed infine mediante decreti ingiuntivi, precetti e pignoramenti [5].

 

 

Come tutelarsi dall’autoconsumo

In relazione a tutti gli aspetti fin qui esaminati, è opportuno che l’utente adotti alcune cautele.

Innanzitutto è molto importante effettuare puntualmente l’autolettura, ovvero la lettura dei consumi indicati sul proprio contatore. Questa poi va comunicata alla società che fornisce l’energia con una delle modalità che essa mette a disposizione della clientela: ad esempio telefonando ai numeri appositi oppure mediante registrazione sul sito dell’operatore.

Sulla bolletta è sempre indicato un periodo entro il quale il cliente può comunicare l’autolettura. È consigliabile comunicarla anche più di una volta e soprattutto in prossimità della data di emissione della bolletta, perché in tal caso si lascerà un minor margine ai consumi stimati.

 

In ogni caso l’utente deve sempre verificare che i consumi indicati in bolletta corrispondano a quelli effettivi. In caso contrario potrà chiedere comunque la rettifica, con una delle modalità che l’operatore gli mette a disposizione.

Mai trascurare eventuali inesattezze nell’indicazione dei consumi o nelle fatture, ma contestarle prima possibile, chiedendone la rettifica. Se necessario ricorrere all’assistenza di un legale.

Prediligere, se possibile, la contestazione in forma scritta, perché questa ha il vantaggio di fornire prova certa della propria data e contenuto, a differenza della contestazione in forma orale, più difficilmente dimostrabile.

Anche se il gestore ha già intrapreso una procedura di recupero crediti, l’utente può ancora contestare i consumi stimati e le bollette emesse, purché lo faccia entro i termini di legge e con gli strumenti adatti. In questo caso sarà il gestore a dover provare la corrispondenza fra le somme richieste ed i consumi reali.


[1] Delibera Agcm numero PS9542 del 11.05.2016

[2] Glossario della bolletta per la fornitura di gas naturale, allegato alla deliberazione 610/2015/R/COM.

[3] In realtà i conguagli pluriennali non dovrebbero essere ammissibili. Bisogna tener presente infatti che, a seconda della fascia di consumo annuo in cui si colloca l’utenza, il gestore può dividere l’anno di fatturazione in periodi trimestrali (con 4 bollette all’anno) o quadrimestrali (con 3 bollette all’anno). Durante l’anno, inoltre, il gestore è chiamato ad effettuare un certo numero di tentativi di lettura reale del contatore, proprio al fine di ridurre il ricorso alle letture stimate.

[4] Delibera Agcm numero PS9354 del 11.05.2016 secondo cui l’operatore ha omesso d’informare l’utente del proprio diritto al rimborso di somme per rettifica di bollette, cessazione del servizio o doppio pagamento oppure addirittura ne ha ostacolato, sotto un profilo procedurale, il rimborso.

[5] In tali casi, potrebbe esserci un aggravio di costi, a carico dell’utente, dovuto al conferimento dell’incarico di riscossione a soggetti esterni o a legali fiduciari.

 


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Commenti
11 Ott 2016 Maria Albertoni

Sono decenni che comunico puntualmente le letture elle utenze ma i gestori, qualunque essi siano, seguono sempre le stese regole e in bolletta aggiungono sempre un anticipo del consumo. In particolare la bolletta dell’acqua ACEAATO 2 (Lazio). Mi è stato fatto pagare un consumo comprensivo di fognature e via di seguito nel periodo in cui non abitavo e non risiedevo dove ora sono e non c’erano fabbricati. Ho fatto reclamo ma la risposta è stata molto, molto evasiva. Ho lasciato perdere per 10,00euro perché avevo problemi più importanti, ma a forza di 10 euro di quà, 10 euro di là, ACEAATO2 si arricchisce e arricchisce i loro dirigenti. E’ semplicemente una mafia.