Affitto, l’inquilino può disdire in anticipo il contratto?
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8 Nov 2016
 
L'autore
Noemi Secci
 


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Affitto, l’inquilino può disdire in anticipo il contratto?

Contratto di locazione a uso abitativo transitorio e 4+4: il conduttore può recedere prima del termine?

 

L’inquilino, nei casi in cui il contratto di affitto non sia transitorio, ma sia ad uso abitativo ordinario, cioè della durata di 4 anni, rinnovabile per altri 4 anni (cosiddetto contratto 4+4), non è sempre vincolato ad abitare nell’immobile affittato per un intero quadriennio, ma può recedere anticipatamente: deve, però, fornire un preavviso almeno pari a 6 mesi, in caso contrario è tenuto a pagare una penale. Il recesso anticipato, però, deve essere previsto nel contratto da un’apposita clausola, nella quale può essere stabilito un termine maggiore. Inoltre, il recesso può avvenire anche senza la previsione di alcuna clausola contrattuale, al verificarsi di gravi motivi.

Ma andiamo per ordine e  facciamo chiarezza su tutte le ipotesi in cui l’inquilino, in termini legali il conduttore, può disdire il contratto di affitto, in termini legali locazione.

 

 

Disdetta contratto d’affitto: clausola convenzionale

Come appena esposto, l’inquilino può recedere dal contratto di affitto anticipatamente se la facoltà di disdetta è prevista dal contratto stesso.

La disdetta può essere effettuata in qualsiasi momento, se non sussistono gravi motivi, solo se nel contratto è presente la clausola di recesso convenzionale: in pratica, la clausola prevede la possibilità, per l’inquilino, di recedere in qualsiasi momento, ma fornendo almeno 6 mesi di anticipo.

Le parti possono comunque accordarsi per un termine differente a favore dell’inquilino, ad esempio pari a 3 mesi. Se il termine di preavviso non è specificato, vale il termine previsto dalla legge, pari a 6 mesi.

 

 

Disdetta contratto d’affitto: gravi motivi

In assenza della clausola convenzionale, l’inquilino può comunque recedere dal contratto, dando un preavviso minimo pari a 6 mesi, in presenza di gravi motivi. È quanto previsto dalla legge che regolamenta il rapporto di locazione [1]. I motivi devono essere specificati nella lettera di disdetta che l’inquilino deve inviare al proprietario: la legge non prevede un elenco tassativo delle ragioni alla base della disdetta, ma sono considerate gravi tutte quelle ragioni che rendono impossibile la prosecuzione del rapporto, ad esempio il trasferimento dell’inquilino in un’altra città.

 

 

Disdetta contratto d’affitto: mancato preavviso

Se l’inquilino disdice il contratto senza rispettare i termini di preavviso, ha l’obbligo di versare al locatore un importo pari a sei canoni mensili per il mancato rispetto dei termini, anche se rilascia l’immobile. Inoltre, il conduttore che recede senza il dovuto preavviso può essere condannato al risarcimento dei danni subiti dal locatore a causa dell’anticipata restituzione dell’immobile.


[1] Art. 3, L. n. 431/1998.

 


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