Avvocati, tornano le tariffe minime
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9 Ott 2016
 
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Avvocati, tornano le tariffe minime

Equo compenso: le parcelle emesse nei confronti dei clienti più forti, come banche e assicurazioni, non potranno scendere al di sotto di un limite prestabilito dalla legge.

 

Di Equo Compenso degli avvocati se ne parlava ormai da diverso tempo e in Parlamento era ormai filtrata, da più parti, la necessità di approvare una legge che mettesse fine all’eccessivo ribasso delle parcelle dei legali: ora però è ufficiale e a dirlo è stato proprio il ministro della Giustizia al congresso del Cnf che si sta tenendo in questi giorni. Orlando ha annunciato un disegno di legge sull’equo compenso degli avvocati da lui stesso già inviato, in questi giorni, al Consiglio dei ministri.

 

La normativa sanziona come nulle tutte le clausole vessatorie contenute nei contratti tra avvocati e clienti forti. Il tutto per impedire un appiattimento dei prezzi delle prestazioni legali a danno di una categoria ormai fortemente penalizzata non solo – come tutte le altre – dalla crisi economica, ma anche dall’aumento dei costi della giustizia, dei tempi e, soprattutto, delle nuove “punizioni” nei confronti di chi perde (il che ha reso molto più prudente il ricorso alla tutela dei diritti).

Il testo del provvedimento, nello stabilire la nullità di ogni accordo contrattuale che fissi delle parcelle non eque, mira così a riequilibrare i rapporti contrattuali tra legali e alcuni clienti forti come banche, imprese e assicurazione. Una sorta di tariffe minime, ma solo nei confronti di alcuni soggetti economici i cui requisiti dimensionali dovranno però essere chiariti.

 

Anche sul concetto di “equità” ci sarà da chiarire ancora molti aspetti: di certo si sa che, nel caso di contrasto tra avvocato e cliente, il primo potrà recarsi dal giudice il quale determinerà il compenso tenendo conto degli ordinari parametri. Siamo però nuovamente di fronte al gatto che si morde la coda: quali professionisti, dopo prima aver accettato una convenzione a “prezzi stracciati” ricorreranno dopo in tribunale contro il proprio stesso cliente, e verosimilmente perderlo il giorno dopo?

 

Ma “clausole vessatorie” non saranno solo quelle inerenti al corrispettivo; potranno essere dichiarate nulle anche quelle che attribuiscono al committente la facoltà di recedere dal contratto senza congruo preavviso e quelle che impongono al professionista di anticipare le spese della controversia.

 

Il ministro ha poi preannunciato un tavolo di confronto per l’innalzamento delle tutele a favore delle donne avvocato e sottolineato come nei palazzi di giustizia di nuova costruzione dovrebbero esserci spazi dedicati ai figli di chi frequenta il palazzo.


 


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