Esame avvocato: col solo voto numerico non si boccia
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9 Ott 2016
 
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Esame avvocato: col solo voto numerico non si boccia

Esame di abilitazione alla professione forense: per bocciare il praticante avvocato oltre al voto c’è bisogno di una sintetica motivazione.

 

Non si boccia la prova scritta presentata dal candidato all’esame di avvocato solo con un voto numerico: se l’atto o il parere sono insufficienti, la Commissione deve accompagnare, al classico numerino, anche un’espressione lessicale che, quanto meno, seppur sinteticamente, faccia comprendere gli aspetti critici e/o deficitari dell’elaborato. È quanto chiarito dal Tar Sicilia, sezione di Catania, con una recente sentenza che, così facendo, cambia opinione rispetto ai propri precedenti [1].

Solo se al voto numerico si accompagna una sintetica motivazione è possibile comprendere l’iter valutativo della Commissione locale e vagliare la congruità e la logicità del suo giudizio onde, eventualmente, procedere con un eventuale ricorso. Pertanto l’aspirante avvocato – secondo la pronuncia in commento – può impugnare la correzione dei compiti scritti (effettuata dalla Commissione a seguito della sessione d’esame) per assenza di motivazione.

 

Il Tar rileva come i criteri per effettuare le correzioni delle prove siano stati di recente aggiornati [2] e integrati con altri parametri: dimostrazione della padronanza lessicale (lingua italiana e linguaggio giuridico), degli istituti, dei fondamenti giuridici, della prassi, della dottrina, delle tecniche di persuasione e di difesa, capacità di sintesi, saper cogliere profili d’interdisciplinarietà, soprattutto saper far riferimenti al diritto costituzionale e comunitario, corretto uso delle fonti (le massime prese dai codici devono essere virgolettate e deve essere citata correttamente la fonte giurisprudenziale citata nel testo) etc.

 

La giurisprudenza tuttavia è attualmente divisa in merito all’onere di motivare il giudizio sulle singole prove d’esame; secondo l’orientamento accolto dal Tar Sicilia, il solo voto numerico, senza le dovute osservazioni, glosse e/o motivazioni che facciano comprendere l’iter logico seguito dalla Commissione, sì da dedurne o meno il rispetto dei sopra menzionati parametri, risulterebbe «opaco ed incomprensibile» [3].

 

La Commissione, dunque, in sede di correzione degli elaborati, deve utilizzare parametri di riferimento ai quali ricondurre analiticamente e specificamente il proprio giudizio negativo. Inoltre, al fine di rendere palesi e comprensibili le ragioni di tale giudizio, nonché di consentire un effettivo e necessario sindacato giurisdizionale (altrimenti impossibile), la Commissione locale deve chiarire, a sostegno dell’unico complessivo voto numerico attribuito, gli aspetti del singolo elaborato ritenuti più o meno gravemente deficitari in relazione ai criteri fissati dalla Commissione Centrale.

In pratica, è necessario indicare i criteri di valutazione non rispettati dal candidato e se necessario, perché non immediatamente evidenti, le ragioni che hanno spinto la Commissione a formulare il voto.


La sentenza

TAR Sicilia – Catania, sez. IV, sentenza 22 – 30 settembre 2016, n. 2371
Presidente Pennetti – Estensore Savasta

Fatto e diritto

I. La ricorrente ha partecipato alla sessione degli esami per l’iscrizione nell’Albo degli Avvocati indetta per l’anno 2015, tra le altre, presso la sede della Corte d’Appello di Catania.
I relativi elaborati scritti sono stati valutati dalla Sottocommissione di esami nominata presso la Corte d’Appello di Torino.
In esito a detta valutazione, gli elaborati della ricorrente hanno riportato i seguenti punteggi: diritto civile 25, diritto penale 25, atto giudiziario 30, per un punteggio complessivo di 80.
Tale risultato non ha consentito l’ammissione della stessa alle prove orali.
Con ricorso notificato il 5.8.2016 e contestualmente depositato, la ricorrente ha impugnato il provvedimento di non ammissione alle prove orali e gli atti ad esso connessi, affidandosi a varie censure.
L’Amministrazione, costituitasi, ha concluso per l’infondatezza del ricorso.
All’Udienza camerale del 22.9.2016 la causa è stata trattenuta in decisione.
II.Il ricorso, essendo stato dato apposito avviso alle parti all’udienza camerale di trattazione, può essere deciso con sentenza in forma semplificata.
Il Collegio esamina con

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[1] TAR Sicilia – Catania sent. n. 2371/16 del 30.09.2016.

[2] Art. 46 l. n. 247/12.

[3] Cons. St. sent. nn. 222/11 e 6941/11. Tar Lombardia sent. n. 253/16.

 


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