Quali rischi per chi usa Pokémon Go guidando?
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10 Ott 2016
 
L'autore
Antonio Salerni
 


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Quali rischi per chi usa Pokémon Go guidando?

Chi viene sorpreso a giocare al cellulare con l’app Pokémon Go, mentre è al volante, va incontro a numerose conseguenze legali.

 

Pokémon Go è l’ormai nota app per smartphone, targata Niantic, che ha appassionato grandi e piccoli di ogni parte del mondo. Un successo mondiale che ha portato nel giro di pochi mesi ad una diffusione capillare di tale gioco per cellulari. Chi non ha notato in tempi recenti almeno una persona con il volto chino sul proprio smartphone, intenta a scorrere il dito ripetutamente sullo schermo per cercare di catturare uno dei mostricciatoli appena avvistato per strada? Contestualmente all’affermazione di questo gioco non sono mancati tuttavia gli utilizzi distorti, legati principalmente a quando si è alla guida della propria automobile.

L’ordinamento stradale già prevede una serie di cautele. Restrizioni necessarie perché è stato scientificamente dimostrato che l’uso di dispositivi elettronici alla guida riduce la soglia di attenzione a livelli pressoché simili a quelli di un conducente con un tasso alcolemico di 0,8 g/l, portando fino ad un dimezzamento dei tempi di reazione. E gli italiani sembrano essere sempre più refrattari alle regole della strada: si pensi che, secondo i dati forniti da polizia e carabinieri, l’anno scorso ben 48.524 infrazioni al codice della strada erano legate all’uso del telefonino, con un aumento del 20,9% rispetto al 2014.

 

 

Le sanzioni amministrative

Il codice della strada [1] prescrive ai conducenti il divieto generale di utilizzare durante la marcia ogni apparecchio telefonico. Ciò è escluso solo per chi sta guidando veicoli delle forze dell’ordine. Chi viene fermato da una pattuglia intento ad utilizzare Pokémon Go subirà innanzitutto la decurtazione di 5 punti dalla patente ed una multa di importo variabile da 161 a 646 euro. Qualora nel corso di due anni lo stesso soggetto dovesse violare nuovamente il medesimo divieto, è prevista come sanzione accessoria anche la sospensione della patente di guida per un periodo variabile da 1 a 3 mesi.

Chi paga la sanzione entro 5 giorni ha comunque diritto ad uno sconto del 30%. Tale termine decorre dal momento in cui l’automobilista ha avuto conoscenza della contravvenzione, e quindi dalla data in cui è stato elevato il verbale (se è stato contestato immediatamente dalla pattuglia), oppure dalla notifica presso il domicilio (se il verbale è stato spedito).

Secondo la giurisprudenza [2] la multa legata all’utilizzo improprio del cellulare può essere valida anche laddove il guidatore non sia stato fermato da una pattuglia, e cioè in assenza di contestazione immediata al trasgressore. Solo per questo tipo di multe, non contestate immediatamente, il proprietario del veicolo può almeno evitare la decurtazione dei punti dalla patente comunicando entro 60 giorni all’autorità i dati dell’effettivo conducente al momento dell’infrazione.

Occorre precisare che l’utilizzo del cellulare per il conducente è vietato anche qualora l’auto fosse ferma al semaforo. Ciò perché, come chiarito dalla giurisprudenza, lo scopo della norma del codice della strada è quello di prevenire ogni potenziale distrazione alla guida, non essendo essenziale che l’auto sia in movimento. È sufficiente che il motore della vettura sia acceso. Quindi anche mentre si attende che scatti il verde, la fugace cattura di un pokemon potrebbe bastare per giustificare l’intervento sanzionatorio delle autorità.

Una copia del verbale deve essere consegnata immediatamente al conducente fermato. Per la validità della multa occorre che il verbale contenga:

  • l’indicazione del fatto accertato;
  • l’identificazione del trasgressore;
  • la targa del veicolo;
  • i dati dell’agente accertatore.

 

 

I rischi penali e civili

Conseguenze ben più gravi possono accadere laddove la distrazione derivante dall’uso di Pokémon Go porti il conducente ad investire un passante o un’altra vettura. A seconda del tipo di danno provocato alle persone coinvolte dall’incidente, il conducente sarà chiamato a rispondere dei reati di omicidio stradale o lesioni personali stradali [3], recentemente introdotti.

Il primo delitto si ha quando violando una regola del codice della strada si cagiona la morte di una persona, sempre che la condotta non sia volontaria (in quel caso si risponderà del comune reato di omicidio doloso). L’omicidio stradale comporta la reclusione da 2 a 7 anni, salvo ulteriori aggravanti.

Il secondo reato scatterà invece laddove dalla violazione delle norme stradali siano provocati danni fisici implicanti più di 40 giorni di prognosi: la pena base varierà in base alla gravità delle lesioni causate, toccando fino ad un massimo di 3 anni di reclusione per le ipotesi più gravi. Per le lesioni più lievi, con non più di 40 giorni di prognosi, si applicherà un altro reato (lesioni personali colpose [4]).

Infine, una condanna per un reato stradale comporterà anche la sospensione della patente di guida, fino ad un massimo di dieci anni. Resta fermo che in caso di incidente stradale, a prescindere dalla condanna penale, il responsabile sarà chiamato, assieme all’assicurazione, a risarcire tutti i danni cagionati a cose e persone.


[1] Art. 173 cod. str.

[2] Cass. sent. n. 26204, del 14.12.2009.

[3] Art. 589-bis cod. pen. e art. 590-bis cod. pen.

[4] Art. 590 cod. pen.

 


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