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Lo sai che? Pubblicato il 11 ottobre 2016

Lo sai che? Come avviene la successione legittima

> Lo sai che? Pubblicato il 11 ottobre 2016

Quando chi muore non ha lasciato testamento, l’eredità viene divisa secondo i criteri dettati dalla legge a favore del coniuge e dei parenti più stretti.

Quando il defunto non ha fatto testamento, la sua successione viene regolata dalla norme previste dalla legge e per questo viene definita legittima, in contrapposizione alla successione testamentaria. I criteri legali si applicano anche nel caso in cui con il testamento l’interessato abbia attribuito solo alcuni dei suoi beni: tutti gli altri verranno attribuiti in base alla legge. La successione legittima tutela i componenti del nucleo familiare fino al sesto grado di parentela, oltre il quale i beni vanno allo Stato. Vediamo quali sono i principi fondamentali.

Si apre la successione legittima, in base alla quale i beni del defunto sono assegnati secondo la legge, quando:

  • non c’è testamento;
  • c’è un testamento che ha ad oggetto solo una parte del patrimonio lasciato al momento della morte;
  • il testamento c’è, ma viene dichiarato nullo o annullato giudizialmente perché invalido.

Dunque l’unico modo per evitare che si apra la successione legittima è fare testamento:

  • dal notaio, che può fornire la sua consulenza nel redigere il testamento nel modo tecnicamente più idoneo o semplicemente conservare il testamento;
  • scrivendolo interamente di proprio pugno, datandolo e firmandolo, nel qual caso si parla di testamento olografo.

Criteri della successione legittima

I congiunti che sono individuati quali possibili eredi dalla legge, con preferenza su tutti gli altri, sono il coniuge e i figli. Può diventare erede anche il coniuge separato giudizialmente, a condizione che non gli sia stata addebitata la separazione. Invece è escluso dalla successione il coniuge divorziato ed è del tutto escluso il convivente. I figli sono tutti posti sullo stesso piano, quindi hanno diritto alla stessa quota di eredità:

  • i figli nati durante il matrimonio da genitori sposati;
  • i figli nati da genitori non sposati che, dopo la nascita, contraggano matrimonio;
  • i figli nati da genitori non sposati, riconosciuti o dichiarati giudizialmente;
  • i figli adottati.

In base alla successione legittima i congiunti individuati dalla legge diventano eredi, quindi a loro passano anche i debiti del defunto. In ogni caso i successori legittimi possono rinunciare all’eredità, poiché l’acquisto della quota ereditaria non avviene automaticamente, ma solo dopo l’accettazione.

Quindi le quote che vengono prioritariamente attribuite in base alla successione legittima sono:

  • un mezzo ciascuno, se il defunto lascia coniuge e un figlio;
  • un terzo al coniuge e due terzi ai figli divisi in parti uguali, se il defunto lascia coniuge e due o più figli.

Nel caso in cui mancano i figli, entrano nella successione legittima i genitori e i fratelli e le sorelle del defunto.

In questo caso al coniuge vanno due terzi, il restante terzo va a genitori, fratelli e sorelle.

Se non ci sono figli, né genitori, fratelli o sorelle, tutta l’eredità va al coniuge.

Se non ci sono né coniuge né figli, ereditano i genitori e i fratelli e le sorelle:

  • un mezzo ciascuno ai genitori, se non ci sono fratelli e sorelle;
  • ai fratelli e alle sorelle in parti uguali, se non ci sono genitori;
  • un mezzo dell’eredità ai genitori o al solo genitore superstite, un mezzo ai fratelli e sorelle in parti uguali.

Se mancano coniuge, figli, nipoti, genitori, nonni, fratelli o sorelle, il patrimonio viene attribuito al parente più vicino, purché entro il sesto grado. Se ci sono più parenti di pari grado, l’eredità si ripartisce tra questi in parti uguali.

Se non c’è neanche un parente entro il sesto grado, tutta l’eredità va allo Stato, che ne diventa il proprietario a tutti gli effetti, ma è tenuto a pagare i debiti del defunto fino al limite del valore di ciò che ha ricevuto.

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