Badanti e ospizi, le agevolazioni fiscali per anziani disabili
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8 Nov 2016
 
L'autore
Noemi Secci
 


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Badanti e ospizi, le agevolazioni fiscali per anziani disabili

Detrazione delle spese di assistenza, deduzione dei contributi versati per i collaboratori domestici: i benefici tributari per gli anziani non autosufficienti.

 

Gli anziani non autosufficienti, in Italia, sono sempre di più, ma lo Stato prevede poche agevolazioni per loro, anche dal punto di vista fiscale. Sono davvero esigui, difatti, i benefici tributari previsti per chi è costretto a ricorrere all’assistenza personale: una detrazione Irpef pari al 19% delle spese di assistenza, ma non per tutti e con un tetto massimo di 2.100 euro annui e la deduzione dei contributi versati per i lavoratori domestici, sino a un massimo di 1.539,47 euro annui.

Vediamo, nel dettaglio, ciascuno di questi benefici.

 

 

Detrazione spese di assistenza

Le spese per l’assistenza personale degli anziani non autosufficienti beneficiano di una detrazione Irpef pari al 19%: in pratica, su 1.000 euro di costo è possibile scontare 190 euro dalle imposte.

La detrazione, però, può essere applicata sino a un tetto massimo annuo di 2.100 euro: ciò vuol dire che la detrazione massima è di 399 euro annui, a prescindere da quella che è stata la reale spesa per l’assistenza.

La detrazione può essere applicata soltanto per chi possiede un reddito annuo sino a 40.000 euro: entrano, nel limite di reddito, anche gli introiti derivanti da immobili affittati assoggettati alla cedolare secca e l’eventuale agevolazione Ace.

Possono rientrare tra le spese di assistenza personale, ad esempio, la prestazione lavorativa di una badante o i costi dell’ospizio (in questo caso, però, devono essere indicate separatamente le spese sostenute per l’assistenza e sono escluse dalla detrazione quelle per vitto e alloggio).

Per la detrazione delle spese per l’assistenza personale degli anziani non autosufficienti è necessario un certificato medico che attesti la condizione di non autosufficienza (intesa come necessità di assistenza per compiere gli atti quotidiani della vita, ad esempio per mangiare o deambulare).

Questo beneficio fiscale non deve essere confuso con la deduzione spettante per le spese di assistenza specifica dei disabili. Nel dettaglio, le spese mediche generiche e quelle di assistenza specifica sostenute dai disabili sono interamente deducibili dal reddito complessivo e sono quelle relative:

  • all’assistenza infermieristica e riabilitativa;
  • al personale in possesso della qualifica professionale di addetto all’assistenza di base o di operatore tecnico assistenziale esclusivamente dedicato all’assistenza diretta della persona;
  • al personale di coordinamento delle attività assistenziali di nucleo;
  • al personale con la qualifica di educatore professionale;
  • al personale qualificato addetto ad attività di animazione e di terapia occupazionale.

 

 

Deduzione delle spese per collaboratori domestici

L’anziano non autosufficiente, oltreché alla detrazione per le spese di assistenza, ha diritto anche alla detrazione dei contributi previdenziali a suo carico versati alla badante, sino a una soglia massima di 1.539,47 euro annui.

Quest’agevolazione, però, non è specifica per i soli lavoratori che prestano assistenza, ma per tutti i collaboratori domestici, a prescindere, dunque, delle condizioni di salute del datore di lavoro o dei suoi familiari.

Sino al tetto massimo di 1.539,47 euro l’anno, dunque, possono essere dedotti i contributi pagati nell’anno: poiché il criterio di deducibilità è per cassa (conta, cioè, l’anno in cui la spesa è effettuata e non l’anno di competenza), possono essere dedotti i contributi relativi al 4° trimestre dell’anno precedente a quello  cui si riferisce la dichiarazione dei redditi e del 1°, 2° e 3° trimestre dell’anno di riferimento.

Le scadenze per pagare i contributi previdenziali per i collaboratori domestici (colf e badanti) sono, difatti:

  • dal 1° al 10 aprile, per il primo trimestre;
  • dal 1° al 10 luglio, per il secondo trimestre;
  • dal 1° al 10 ottobre, per il terzo trimestre;
  • dal 1° al 10 gennaio, per il quarto trimestre.

 


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