Aziende in crisi: due tipi di assegni per chi non ha la Cig
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11 Ott 2016
 
L'autore
Carlos Arija Garcia
 


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Aziende in crisi: due tipi di assegni per chi non ha la Cig

Dal Fondo di integrazione (Fis) un assegno ordinario e uno di solidarietà per lavoratori di imprese con più di 5 dipendenti. Cosa sono e come ottenerli.

 

Un assegno ordinario e un assegno di solidarietà. Sono gli strumenti messi a disposizione dal Fondo di integrazione salariale (Fis) per i lavoratori di aziende in crisi che non sono destinatari della Cig, la cassa integrazione, come specificato dall’Inps [1]. Il Fis interviene sui datori di lavoro che appartengono ai comparti in cui non sono costituiti fondi di solidarietà bilaterale e che occupano più di 5 dipendenti.

 

 

Che cos’è l’assegno ordinario del Fis

L’assegno ordinario può essere richiesto dalle aziende che si trovano in una situazione di crisi non dovuta all’impresa o ai dipendenti, esclusi i fenomeni di intemperie stagionale, in situazioni di temporanea difficoltà del mercato, in fase di riorganizzazione o in una vera e propria crisi aziendale che non sia derivata dalla cessazione dell’attività produttiva o di un ramo d’azienda. Le cause, pertanto, devono essere le stesse che danno diritto alla Cigo o alla Cigs, cioè la Cassa integrazione guadagni ordinaria [2] o straordinaria [3].

Non basterà, dunque, tendere la mano per ricevere l’assegno, ma bisognerà farne richiesta al Fondo di integrazione salariale allegando un programma di interventi per far fronte alle inefficienze gestionali, commerciali o produttive così come disposto dalla legge: valore medio degli investimenti superiore a quello del biennio precedente, previsioni di recupero dei lavoratori, ecc.

L’assegno ordinario è previsto per chi dà lavoro almeno a 15 dipendenti, apprendisti inclusi, nel semestre precedente l’inizio delle sospensioni o la riduzione del lavoro.

Altro requisito importante è quello di avere rispettato i vincoli sulla consultazione sindacale [4]: se la procedura è stata rispettata, l’assegno ordinario può essere richiesto anche senza un accordo con i rappresentanti dei lavoratori.

Ogni assegno per riduzione o sospensione del lavoro può essere chiesto per un massimo di 26 settimane in un biennio mobile. Se nelle 103 settimane a ritroso dalla fine dei primi sette giorni di riduzione di orario si è già usufruito di 26 settimane di riduzione, la domanda verrà respinta.

 

La domanda va presentata per via telematica alla struttura territoriale Inps di competenza non prima di 30 giorni (la domanda sarebbe irricevibile) e non oltre 15 giorni dall’inizio della sospensione o riduzione dell’attività lavorativa (i termini di decorrenza slitterebbero). Occorre allegare:

  • l’accordo collettivo, sottoscritto da azienda e sindacati, che sancisce la riduzione con l’elenco dei lavoratori interessati;
  • l’elenco dei lavoratori in forza nell’unità produttiva con i rispettivi dati: qualifiche, orari contrattuali, ecc.

Inviato il file alla sede dell’Inps, la domanda è protocollata e il datore di lavoro può stampare la ricevuta di presentazione. L’Istituto invia l’elenco dei lavoratori a Regioni o Province autonome.

Inoltre, il datore di lavoro deve dimostrare di avere rispettato gli obblighi di informazione e consultazione sindacale. Pertanto, dovrà allegare la relativa documentazione.

 

 

Che cos’è l’assegno di solidarietà del Fis

L’assegno di solidarietà per le aziende in crisi è un aiuto ai dipendenti i cui datori di lavoro formano degli accordi di riduzione di orario con i sindacati per evitare o limitare delle eccedenze di personale durante la procedura di licenziamento collettivo o per evitare di lasciare a casa un certo numero di lavoratori per giustificato motivo oggettivo.  L’assegno riguarda anche i dipendenti delle aziende che occupano dai 5 ai 15 lavoratori.

 

L’assegno di solidarietà può essere erogato per un massimo di 12 mesi in un biennio mobile. A differenza dell’assegno ordinario, la domanda viene respinta se nelle 103 settimane a ritroso della fine dei primi sette giorni di riduzione di orario si è usufruito di 52 settimane di riduzione (il doppio rispetto all’altro assegno).

 

La procedura per la presentazione della domanda è simile a quella per ottenere l’assegno ordinario: va presentata per via telematica alla struttura territoriale Inps di competenza ma entro sette giorni dalla firma dell’accordo sindacale e trenta giorni prima dell’inizio della riduzione dell’orario di lavoro, allegando:

  • l’accordo collettivo, sottoscritto da azienda e sindacati, che sancisce la riduzione con l’elenco dei lavoratori interessati;
  • l’elenco dei lavoratori in forza nell’unità produttiva con i rispettivi dati: qualifiche, orari contrattuali, ecc.

Inviato il file alla sede dell’Inps, la domanda è protocollata e il datore di lavoro può stampare la ricevuta di presentazione. L’Istituto invia l’elenco dei lavoratori a Regioni o Province autonome.


[1] Circ. Inps 176/2016.

[2] DM 95442/2016.

[3] DM 94033/2016.

[4] Art. 14, Dlgs 148/2015.

 


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