Affitto, che rischio se do soldi in nero al padrone di casa
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12 Ott 2016
 
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Affitto, che rischio se do soldi in nero al padrone di casa

L’inquilino che paga il canone di affitto mensile in nero o solo parte di esso ha diritto alla restituzione dei soldi.

 

In tema di contratto di locazione, qualora il padrone di casa pretenda tutto o una parte dell’affitto in nero, l’inquilino ha diritto alla restituzione dei soldi così versati; la domanda può essere presentata al giudice entro 6 mesi dal rilascio dell’appartamento. La novità, introdotta con l’ultima legge di Stabilità [1], è stata di recente ribadita dalla Cassazione [2]. Ma procediamo con ordine.

 

In caso di affitto non registrato, le sanzioni di carattere tributario per il pagamento di un canone in nero vanno a finire solo in capo al proprietario dell’appartamento, non all’inquilino. Quest’ultimo, dunque, non rischia nulla. L’Agenzia delle Entrate può chiedere al conduttore solo il pagamento dell’imposta di registro: difatti, benché la nuova normativa stabilisca che a dover registrare l’affitto sia (solo) il locatore (adempimento che va regolarizzato entro 30 giorni dalla firma del contratto e successivamente comunicato al conduttore e all’amministratore di condominio entro i successivi 60 giorni), il fisco può imporre tale versamento, in via subordinata, anche all’affittuario.

 

Invece, per quanto riguarda l’evasione fiscale vera e propria, quella conseguente al ricevimento del canone di affitto in nero, in quanto non dichiarato al fisco, le sanzioni vengono imputate solo al padrone di casa e vanno dal 240% al 480% dell’imposta evasa, oltre interessi. Egli, però, può correre ai ripari entro il primo anno, attraverso il cosiddetto ravvedimento operoso, che gli consente di limitare le sanzioni. In particolare, se il ravvedimento avviene entro 90 giorni, il locatore subisce una sanzione ridotta del 12% dell’imposta di registro dovuta. Invece, dal 91° giorno fino a un anno, la sanzione ridotta ammonta al 15%. Se si supera l’anno la sanzione è pari al 120% dell’imposta dovuta.

 

 

La restituzione dell’affitto in nero

Il proprietario dell’appartamento – come sostenuto dalla sentenza in commento – deve restituire al conduttore la parte di affitto che era stata concordata verbalmente con lui e gli era stata da lui pagata in nero.

Così, il locatore che non abbia indicato nel contratto regolarmente registrato tutto il canone, non potrà ottenere un decreto ingiuntivo dal tribunale o un’ordinanza di sfratto per le somme celate al fisco. Al contrario, è l’inquilino che può pretendere la restituzione delle somme pagate “sottobanco”. E può farlo fino a sei mesi dopo la riconsegna dell’immobile.

 

A salvare l’accordo non regolarizzato non può essere neanche la presenza di un documento scritto, firmato dall’inquilino. Difatti la legge stabilisce la sanzione dell’inesistenza di tutti i contratti di affitto che non siano stati registrati. Con l’inesistenza del contratto, va da sé che il canone di affitto non dichiarato non può mai essere preteso.


In pratica

Affitto: in caso di inadempimento da parte del conduttore, il locatore – in presenza di un accordo per una parte del canone da pagare in nero – non può pretendere che gli venga versato anche ciò che resta fuori dal contratto ufficiale.

[1] L. n. 208/2015.

[2] Cass. sent. n.20395/16 dell’11.10.2016.

 


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Commenti
14 Ott 2016 CECILIA LOLIVA PINTO

COMPLIMENTI PER L’ARTICOLO,POICHE’ A ME PER CIRCA anni19 (DICIANNOVE) E’ CAPITATO IL COMPLETO CONTRARIO,E NONOSTANTE IL TORTO MARCIO DELLE PADRONE DI CASA HANNO COMBINATO SVARIATI PASTICCI IN ACCORDO CON I LORO MICI,MICI,MICI,MICI,”PARDON AMICI”,
DIFATTI,LE PROPRIATERI,OLTRE 20 ANNI SCRISSERO IL CONTRATTO DI AFFITTO A MODO LORO,IO VOLEVO FAR REGISTRARE TALE CONTRATTO,MA LORO INSISTETTERO DI NON REGISTRARE TALE CONTRATTO POICHE’ TRATTASI DI SOMMA INFERIORE A DUMILIONI E MEZZO,MA LA SOMMA IN PIU’ LA PRETESERO A PARTE;(ALL’EPOCA CERA ANCORA LA LIRA),MENTRE CIRCA DUE ANNI FA’ LE PROPRIETARIE,LO STESSO CONTRATTO LO FECERO REGISTRARE FUORI PROVINCIA,POICHE’ TRAMITE ACCORDI CON QUALCUNO DELL’ENEL,E’ CON ALCUNE LORO FAMIGLIE MICIE,”PARDON” AMICHE AVEVANO DECISO DI FARE L’ENNESIMA BRVATA.
DIFATTI,TRAMITE SVARIATI IMBROGLI TRAMATI E’ MESSI IN ATTO, TRA ATTI FALSIFICATI,FIRME FALSIFICATE,E’ VIA DICENDO, DACCORDO CON DUE AVVOCATI,VOLEVANO FAR FIGURARE CHE ESEGUIVANO LO SFRATTO POICHE’ IO “MOMENTANEAMENTE” BLOCCAIO DI EROGARGLI LA PIGIONE,POICHE’ DA CIRCA DIECI ANNI,SIA LE BOLLETTE DEL LIQUIDO IDRICO,SIA LE BOLLETTE DELL’ENERGIA ELETTRICA AUMENTARONO A DISMISURA;AVENDO PORTATO A CONOSCENZA I PADRONI DEL LOCALE,PRIMA NEGARONO,DOPO APPROVARONO CHE REALMENTE LE BOLLETTE DELL’ACQUA ERANO ESAGERATE NEI CONFRONTI DI QUANDO ERA IN VIAT IL LORO GENITORE,COSI’ MI RIMBORSARONO € 70.00,(SETTANTA),TRATTENUTI PER ACCONTO PIGIONE;MENTRE A RIGUARDO DI OLTRE € 10.000.00,(DIECI MILA) DI ENERGIA ELETTRICA DA ME MAI CONSUMATA E’ PIU’ VOLTE MINACCIATA DI PAGARE,IN CASO CONTRARI MI STACCAVANO LA FORNITURA;CASO REALMENTE UNA VOLTA ACCADUTO,POICHE’ NON POTENDO PAGARE L’ENNESIMA ESOSA BOLLETTA,ANCHE’ PERCHE’ SI TRATTAVA DI € 626.00,(SEI CENTO26) VISTO CHE ATTENDEVO RISPOSTA IN MERITO ALLE ALTRE NUMEROSE ESOSE BOLLETTE CHE VARIE VOLTE SUPERAVANO LA SOMMA DELLA MIA PENSIONE,E’ TRAMITE MINACCE MI COSTRINGEVANO FARE “DEBITI” E’ PAGARE I CONSUMI “ALTRUI”,E’ NELL’ATTESA CHE L’ENEL RICEVERE IL DANARO MI LASCIAVA UNA SOLA FASE,E’ VARIE VOLTE IO NEANCHE ME NE ACCORGEVO POICHE’ I MIEI CONSUMI SONO REALMENTE SUPER MINIMI;ATTUALMENTE SIAMO IN CAUSA,POICHE’,COME PREDETTO,NONOSTANTE MI ABBIANO COSTRETTO AD INDEBITARMI BEN BENE,PRETENDONO ANCORA TANTO DANARO,NONOSTANTE CHE SONO LORO IN NUMERO DEBITO CON ME,POICHE’ REALMENTE TRA ENERGIA ELETTRICA,NUMEROSI DANNI PROCURATI,E QUANT’ALTRO RELATIVO ALLA LORO CRUDELTA’,CATTIVERIA,E’ DISUMANA INCIVILTA’,DETTAGLIATAMENTE FACENDO TUTTI I CALCOLI SUPERANO LA SOMMA DI OLTRE € 30.000,00 (TRENTAMILA).
A TITOLO INFORMATIVO,RENDO NOTO CHE TRATTASI DELLE SORELLE STEFANIA MARIA MADDALENA E STEFANIA GIUSEPPINA,I LORO CONIUGI,CRISCUOLI MICHELE DI MARIA MADDALENA E ALDO TROMBETTA DI GIUSEPPINA,LE FAMIGLIE DI MASSARO ANTONIO,DELLA SORELLA MASSARO EMILIA,LA LORO MADRE GROSSI MICHELA,ALCUNI DIPENDENTI DELL’ENEL,E’ GLI AVVOCATI CRISCUOLI MARIA ANTONIETTA E DI NAUTA MATTEO CHE HANNO COLLABORATO A FALSIFICARE ATTI E’ FIRME E’ CHISSA’ QUANT’ALTRO,E’ CHISSA’ QUANTI ALTRI ESSERI HANNO TRAMATO E’ MESSO IN ATTO QUANTO NARRATO E’ PORTATO A CONOSCENZA,;RIBADISCO,POICHE’,COME PREDETTO, NONOSTANTE SONO LORO IN DEBITO CON ME,HANNO AVUTO ANCHE IL BARBARO CORAGGIO DI PRETENDERE E’ FAR PIGNORARE ANCHE ALCUNI BUONI DI € 50 (CINQUANTA) DEI MIEI NIPOTINI;INOLTRE E’ NON DA MENO,L’AVVOCATO DI NAUTA MATTEO,RIFIUTO’ € 4.800,00,(QUATTROMILA800), POICHE’ PRETENDEVA CHE FACESSI UN ASSEGNO NON TRASFERIBILE INTESTATO ALLE SORELLE STEFANIA,PERO’ SENZA CONFERMA DI AVVENUTO PAGAMENTI DEI MESI RIMASTI,(RIBADISCO MONMENTANEAMENTE INSOLUTI),OLTRE SEI MESI DI PIGIONE IN ANTICIPO,OLTRE LA PRETESA DEL SUO ONORARIO; DIFATTI, NONOSTANTE IL “LORO” TORTO MARCIO,IO PER NON LITIGARE E’ RISOLVERE L’INCRESCIOSO E’ CRUDELE CASO,FECI ANCORA DEBITI POICHE’ VOLEVO RISOLVERE L’ASSURDO E’ IMBROGLIATO CASO DA PERSONE CIVILI;NON ACCETTO LA MIA BUONA INDOLE; PER MEGLIO DIRE;SI’ VOLEVANO IL DANARO SIA LUI E’ SIA LE SORELLE STEFANIA,”PERO PRIVA'” DI QUALUNQUE SCRITTO;PER CUI SIAMO IN CAUSA.
CHIEDO SCUSA DEGLI EVENTUALI ERRORI GRAMMATICALI E ORTOGRAFICI POICHE’ O FREQUENTATO SOLO FINO ALLA IV E. PER CRUDELTA’ E’ IGNOBILTA’ DEI MIEI DEFUNTI GENITORI ADOTTIVI E’ LA MAREA DEI LORO PARENTI-SERPENTI
IN FEDE PRESIDENTE ASSOCIAZIONE A.N.I.O.P.A.
P.S.AGGIUNGO:PER CORTESIA PRENDETE SERI E’ CONCISI PROVVEDIMENTI ED EMANATE CONCISE LEGGI,MEGLIO DIRE “LOGICHE” NEI CONFRONTI DI SVARIATI AVVOCATI E’ ALTRI INDIVIDUI DI QUALUNQUE CETO SOCIALE,POICHE’ SVARIATA GENTE SENZA SCRUPOLI,CREDE DI AVER TROVATO LA “MANNA” TRATTANDO CITTADINI ONESTI LAVORATORI.
SONO DISPOSTA ELARGIRE PORTANDO A CONOSCENZA ALTRI CASI “ANOMALI” CHE CONOSCO TRAMITE “TANGIBILI” PROVE.
COLGO L’OCCASIONE PER PORGERE DISTINTI SALUTI CECILIA LOLIVA PINTO

 
14 Ott 2016 CECILIA LOLIVA PINTO

AGGIUNGO AL MIO PRIMO SCRITTO;SE SVARIATI AVVOCATI SI COMPORTERANNO “ANCORA IN MANIERA ANOMALA,ECC.,ECC.”,IN TANTI PRENDEREMO SERI E’ CONCISI PROVVEDIMENTI IN MERITO POICHE’ SVARIATI DI NOI CITTADINI ONESTI LAVORATORI;SIAMO “ARCISTUFI” POICHE’,NONOSTANTE VITTIME DI IGNOBILTA’,SIAMO PRESI ANCHE A BEFFE E’ PER I FONDELLI DA GENTE CHE NON A MAI LAVORATO E’ CON CAPISCE IL SENSO E IL SIGNIFICATO DELLA “GIUSTIZIA” E DEL SERIO ED ONESTO LAVORO CHEBISPGNA ESPLETARE;PER CUI SE SVARIATI DI LORO ANCORA CONTINUERANNO A “CAPOVOLGEGE” I CASI,L’UNICA COSA DA FARE E’ MANDARLI A ZAPPARE POICHE’ REALMENTE C’E’ TANTO LAVORO DA ESPLETARE,PER CUI,COLTIVANDO LA TERRA,SI POTRANNO MANDARE I VIVERI A QUEI BAMBINI E’ FAMIGLIE CHE MUOIONO DI FAME,MENTRE A QUEI POVERETTI SI TOLGONO ANCHE LE SPNONTANEE OFFERTE CHE INVIAMO I PURI DI CUORE;PER CUI,I MANGIA PANE A TRADIMENTO,(cosi svariati cittadini chiamano gli avvocati),COSI’ TALI FANNULLONI E’ IMBROGLIONI SI RENDERANNO CONTO DI COSA VUOL DIRE SERIAMENTE FATICARE E’ SUDURE.
AGGIUNGO,POICHE’,PER SVARIATI ESSERI SENZA SCUPOLI,IL MONDO E’ PRECIPITATO NELL’ATTUALE LURIDUME E COMPLETO CAOS;DIFATTI,”COME E’ STATO DETTO PIU’ VOLTE,”RIBADISCO”,SI E’ SCOPERTO CHE FINE FANNO I SOLDI CHE SI INVIANO AI POVERI,ANZICCHE’ AIUTARLI AD AFFRONTARE IL PERCORSO DEL LORO CAMMINO. IN FEDE CECILIA LOLIVA PINO