Ratei pensione arretrati per gli eredi, come richiederli
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12 Ott 2016
 
L'autore
Noemi Secci
 


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Ratei pensione arretrati per gli eredi, come richiederli

Domanda di pagamento dei ratei di pensione maturati e non riscossi: quali documenti deve presentare l’erede e con quali modalità?

 

Anche nel caso in cui non abbia diritto alla pensione di reversibilità, l’erede di un pensionato ha il diritto di ricevere tutti i ratei di pensione maturati e non ancora riscossi dal defunto. Tra i ratei è sempre compresa una quota della tredicesima, in quanto questa mensilità aggiuntiva matura ogni mese ma viene riscossa soltanto una volta all’anno, nel mese di dicembre.

Ma che cosa deve fare l’erede per ottenere i ratei arretrati di pensione? Vediamolo in questo breve vademecum.

 

 

Ratei arretrati di pensione: invio della domanda

L’erede avente diritto ai ratei arretrati di pensione deve inviare all’Inps il modulo AP23, cioè il modulo di domanda per il pagamento dei ratei di pensione maturati e non riscossi. Il modulo deve essere utilizzato da tutti gli eredi del pensionato, in assenza del coniuge: se gli eredi sono più di uno, le quote spettanti possono essere riscosse da un solo rappresentante, dietro conferimento di un’apposita delega, oppure da ciascun erede separatamente.

Il modulo AP23 può essere:

  • stampato dalla sezione modulistica on line del sito dell’Inps e consegnato a mano presso uno sportello dell’istituto o tramite patronato;
  • compilato ed inviato direttamente online dal sito dell’Inps, se l’interessato possiede il codice pin o l’identità unica digitale spid per l’accesso ai servizi web dell’istituto; in caso di invio via web, è necessario entrare nella sezione «cittadino», successivamente entrare nella sezione «domanda di prestazioni previdenziali: pensione, ricostituzione, ratei maturati» e, dalla sezione, inserire una nuova domanda di pensione, specificando che si tratta di una domanda di ratei arretrati, selezionando «ratei» dal menu a tendina.

 

 

Ratei arretrati di pensione: modulo di domanda

Vediamo ora quali dati devono essere inseriti all’interno del modulo AP23, sia cartaceo che telematico:

  • dati del richiedente: in questa sezione devono essere indicati i dati di chi inoltra la richiesta, cioè nome, cognome, codice fiscale, data e luogo di nascita, indirizzo di residenza, un recapito telefonico, mail o numero di cellulare e gli estremi del documento di riconoscimento;
  • dati del pensionato dante causa: in questa sezione vanno indicati i dati del defunto, cioè nome, cognome, codice fiscale, data e luogo di nascita, data della morte, categoria e numero di pensione per la quale si richiedono i ratei;
  • bisogna poi dichiarare:
    • se si ha diritto all’intera somma o qual è la propria quota di eredità (ad esempio, se gli eredi sono 2 sarà pari al 50%); nel caso in cui gli eredi siano più di uno, bisogna indicare tutti i loro dati nella sezione successiva, specificando, in finale, se esista, oltre alle persone indicate, un altro coniuge divorziato;
    • se il pensionato ha lasciato testamento e non è stato impugnato (in tal caso bisogna presentare all’Inps il testamento) o se non lo ha lasciato;
  • se è richiesta la riscossione unica in capo ad uno solo degli eredi, è necessaria la compilazione, all’interno del modulo, dell’apposita delega (una delega per ogni erede), indicante:
    • i dati del delegante e la sua relazione di parentela col defunto;
    • i dati del delegato;
    • la dichiarazione con la quale si esonerano l’Inps e la banca o le poste da ogni responsabilità al riguardo;
    • devono poi essere autenticate le firme apposte sulle deleghe alla riscossione da parte di un funzionario comunale; nella sezione relativa è riportata, a tal fine, l’attestazione che il funzionario deve compilare, contenente:
      • i suoi dati;
      • nome, cognome e documento d’identità di dichiaranti e testimoni;
      • la dicitura indicante che i dichiaranti hanno sottoscritto davanti al funzionario la dichiarazione di responsabilità e le deleghe alla riscossione e che sono stati ammoniti sulla responsabilità penale in caso di dichiarazione mendace, o di esibizione di atti e documenti falsi o non veritieri;
      • la data e la firma del funzionario;
    • successivamente, all’interno del modello AP23 deve essere compilata la richiesta di pagamento, che può avvenire presso:
      • una banca: allo sportello in contanti, sul libretto di risparmio nominativo, su conto corrente o carta prepagata;
      • un ufficio postale: allo sportello in contanti, sul libretto di risparmio nominativo, su conto corrente o Inpscard (una carta elettronica sulla quale è possibile ricevere la pensione o i voucher- buoni lavoro).
    • Infine, devono essere indicati i documenti eventualmente allegati:
      • copia di un documento d’identità;
      • copia della sentenza di separazione o divorzio;
      • modulo redditi/impresa;
      • modulo Red;
      • modulo prestazioni accessorie;
      • modulo delega al patronato o al sindacato;
      • modulo delega riscossione pensione;
      • modulo residenza;
      • modulo posta;
      • modulo banca;
      • modulo agevolazioni ex combattenti;
      • foglio matricolare;
      • autocertificazione periodi di malattia o maternità;
      • copia dei bollettini di pagamento di versamenti volontari, riscatto laurea, rendita vitalizia, ricongiunzione, lavoro all’estero, lavoratore domestico;
      • altra documentazione, da indicare liberamente.

È possibile allegare i documenti anche nella procedura d’invio della domanda online.

Bisogna, in ultimo, sottoscrivere la dichiarazione di responsabilità con la quale ci si impegna a comunicare all’Inps qualsiasi variazione dovesse intervenire nella situazione certificata entro 30 giorni dal cambiamento. L’interessato deve anche dichiarare che le notizie fornite nel modulo sono veritiere e si assume la responsabilità civile e penale derivante da false attestazioni.


 


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