Blocco dei pagamenti della pubblica amministrazione
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13 Ott 2016
 
 

Blocco dei pagamenti della pubblica amministrazione

Prima di eseguire un pagamento superiore a diecimila euro, gli enti pubblici devono verificare l’assenza di debiti del beneficiario con Equitalia.

 

La pubblica amministrazione, prima di eseguire un pagamento di importo superiore a diecimila euro, è tenuta a verificare la posizione debitoria del beneficiario presso Equitalia. Se risulta un debito per cartelle non pagate, il pagamento viene bloccato e le somme dovute dall’ente pubblico vengono pignorate da Equitalia. Vediamo più nel dettaglio cosa succede.

 

Il legislatore ha previsto una procedura agevolata per la riscossione dei debiti erariali. A tale scopo la pubblica amministrazione deve informare Equitalia prima di procedere a un pagamento superiore a diecimila euro nei confronti di un cittadino o di una impresa [1]. Gli enti tenuti a inoltrare tale comunicazione in via telematica ad Equitalia sono:

  • le amministrazioni dello Stato;
  • gli istituti educativi, le scuole e le università;
  • le aziende ed amministrazioni dello Stato ad ordinamento autonomo;
  • le Regioni, le Province, i Comuni, le Comunità montane e i loro consorzi e associazioni;
  • gli Istituti autonomi case popolari, le Camere di commercio, tutti gli enti pubblici non economici, le aziende del Servizio sanitario nazionale, le Agenzia fiscali;
  • le società a prevalente partecipazione pubblica.

 

Gli enti elencati sono tenuti a informare preventivamente l’agente della riscossione solo quando il pagamento che devono eseguire sia:

  • complessivamente superiore a diecimila euro;
  • adempimento di un obbligo contrattuale e quindi di natura privatistica, qual è il pagamento di forniture e servizi prestati da imprese.

Dunque non rientrano nel campo di applicabilità della normativa in questione i pagamenti che la pubblica amministrazione sia tenuta a fare ad altro titolo, come ad esempio per il rimborso di tributi, contributi o spese sanitarie, per risarcimento danni, per sussidi di maternità, malattia o sostentamento [2].

 

Come funziona il blocco dei pagamenti

Se riscontra l’esistenza di un debito scaduto almeno pari a diecimila euro, Equitalia comunica alla pubblica amministrazione interessata entro cinque giorni:

  • l’ammontare del debito inadempiuto iscritto a ruolo;
  • l’intenzione di procedere al pignoramento presso terzi.

Conseguentemente la pubblica amministrazione sospende il pagamento per un importo corrispondente al debito erariale per i trenta giorni successivi alla comunicazione. Nel contempo versa al contribuente la parte eccedente.

 

Nel suddetto termine di trenta giorni, in cui il pagamento è sospeso, Equitalia deve notificare al debitore il pignoramento presso terzi. Solo dopo tale notifica la pubblica amministrazione può eseguire il pagamento direttamente nelle mani dell’agente della riscossione, che provvederà a cancellare i ruoli per un importo corrispondente.

Per debito scaduto si intende il mancato pagamento di una o più cartelle di pagamento nel termine di sessanta giorni dalla loro notifica. Se il contribuente ha chiesto e ottenuto la rateazione dei ruoli, il blocco dei pagamenti non opera e Equitalia non può pignorare il credito nei confronti della pubblica amministrazione.

 

La pubblica amministrazione può effettuare il pagamento nel caso in cui Equitalia:

  • non risponde entro il termine di cinque giorni dalla richiesta inoltrata in via telematica;
  • risponde dando atto dell’inesistenza di debiti scaduti superiori a diecimila euro;
  • non notifica al debitore il pignoramento presso terzi entro il termine di trenta giorni.

 


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