Falso incidente: reato anche se l’assicurazione non paga
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12 Ott 2016
 
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Falso incidente: reato anche se l’assicurazione non paga

Basta tentare di frodare l’assicurazione, anche se poi questa non paga il risarcimento, a far scattare il reato.

 

Simulare un incidente stradale per ottenere il risarcimento dall’assicurazione è un reato: la punizione, però, scatta anche se la compagnia «non ci casca» e non versa neanche un euro di indennizzo al truffatore. È quanto chiarito dalla Cassazione con una sentenza di poche ore fa [1].

 

Falsi incidenti stradali: additati dalle assicurazioni come la vera causa dei premi elevati delle polizze, hanno creato per anni una vera e propria “barriera” tra assicurati e compagnie. I primi che pretendono giustamente un risarcimento pari ai danni subiti, le seconde che, invece, diffidenti, intravedono a volte truffe che non sussistono. Di fatto, però, quando c’è un incidente tra due auto, non basta la firma dei conducenti sul modulo di constatazione amichevole (il cosiddetto Cai) a obbligare l’assicurazione a pagare: il modellino vincola solo gli automobilisti, ma non la compagnia, legittimata a fare gli accertamenti del caso e a verificare che l’incidente non sia invece simulato.

 

Secondo la Cassazione, poi, il reato di frode assicurativa [2] scatta già solo per una denuncia presentata all’assicurazione di un falso incidente stradale (più propriamente si parla di «fraudolento danneggiamento dei beni assicurati e mutilazione fraudolenta della propria persona»).

 

Chi mette in scena un falso incidente stradale rischia la reclusione da 1 a 5 anni. Ma ad essere punito è anche il semplice tentativo, senza bisogno che l’assicurazione caschi nel tranello e versi i soldi del risarcimento. La semplice richiesta di risarcimento fa scattare il reato, le indagini e il procedimento penale a carico del truffatore [3].

 

È chiaro, però, che deve prima risultare la falsità della denuncia di sinistro. Il che può essere accertato da una perizia che indaghi sui punti di contatto tra le auto, la compatibilità degli stessi rispetto ai fatti narrati dalle parti e dai segni delle gomme delle auto lasciate sulla strada.

 

Nel caso di specie, a inchiodare gli imputati era stata «la sottoscrizione delle parti del modulo Cai nel quale erano indicati con delle croci i punti d’urto tra i rispettivi mezzi, la successiva richiesta di danni del legale dell’imputato in cui si faceva riferimento all’inevitabile collisione, la dichiarazione manoscritta del conducente relativa all’urto subito sulla fiancata sinistra, in occasione del sinistro, dall’ambulanza da lui guidata».

 


La sentenza

Corte di Cassazione, sez. II Penale, sentenza 31 maggio – 12 ottobre 2016, n. 43095
Presidente Prestipino – Relatore Cammino

Ritenuto in fatto

1. Con sentenza in data 27 aprile 2015 la Corte di appello di Torino ha confermato la sentenza emessa il 22 marzo 2013 con la quale F.G. era stato dichiarato colpevole del reato previsto dall’art. 642 cod.pen. per aver denunciato un sinistro stradale mai avvenuto all’Allianz Subalpina s.p.a. (oggi Allianz s.p.a.) al fine di ottenere l’indennizzo assicurativo sottoscrivendo, unitamente al coimputato A.S. (conducente di un’autoambulanza che aveva urtato, secondo la denuncia, la motocicletta condotta dal F. ), un falso modulo CAI (Constatazione Amichevole di Incidente) con la richiesta di risarcimento dei danni al motoveicolo e al conducente. L’imputato era stato condannato, con le circostanze attenuanti generiche, alla pena di mesi otto di reclusione nonché, in solido con il coimputato, al risarcimento dei danni in favore della parte civile Allianz s.p.a. cui veniva assegnata una provvisionale di 5.000,00 Euro.
2. Avverso la predetta sentenza l’imputato, tramite il difensore, ha proposto ricorso per cassazione

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[1] Cass. sent. n. 43095/16 del 12.10.2016.

[2] Art. 642 cod. pen.

[3] L’art. 642 cod. pen. è un reato «a consumazione anticipata che si esaurisce, con riferimento alla fattispecie contestata, con la denuncia di falso sinistro e prescinde dall’effettiva riscossione dell’indennizzo assicurativo».

 


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