Vincita lotteria Sisal: stop al redditometro
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13 Ott 2016
 
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Maria Monteleone
 


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Vincita lotteria Sisal: stop al redditometro

La vincita Sisal non legittima l’avviso di accertamento fiscale tramite redditometro.

 

L’avviso di accertamento notificato dall’Agenzia delle Entrate è illegittimo se il contribuente riesce a dimostrare che il presunto scostamento di reddito si giustifica con una vincita al gioco Sisal.

È quanto affermato da una recente ordinanza della Cassazione [1].

 

L’accertamento sintetico del reddito tramite redditometro avviene analizzando i beni e le spese affrontate dal contribuente (per esempio auto e viaggi di lusso, investimenti finanziari ecc.). Da tale analisi il fisco può presumere una maggiore capacità reddituale rispetto a quella dichiarata ai fini Irpef, Iva, ecc.

 

A fronte di tale presunzione, il contribuente può difendersi dimostrando, con prove documentali, che i beni e servizi acquistati provengono invece da redditi esenti o soggetti a ritenuta alla fonte che non necessitavano dunque di dichiarazione. Una possibile entrata soggetta a ritenuta alla fonte è la vincita alla lotteria.

 

I giudici hanno chiarito che, in tema di accertamento in rettifica delle imposte sui redditi delle persone fisiche, la determinazione effettuata con metodo sintetico, sulla base degli indici presuntivi riguardanti il cosiddetto redditometro, dispensa l’amministrazione da qualunque ulteriore prova rispetto all’esistenza dei fattori-indice della capacità contributiva.

 

Di conseguenza è legittimo l’accertamento fondato sui predetti fattori-indice, provenienti da parametri e calcoli statistici qualificati, restando, però, a carico del contribuente, posto nella condizione di difendersi dalla contestazione dell’esistenza di quei fattori, l’onere di dimostrare che il reddito presunto non esiste o esiste in misura inferiore.

 

Nel caso di specie, al fine di escludere uno scostamento «rilevante» tra il reddito dichiarato e quello accertato, è stata ritenuta decisiva la vincita Sisal, documentalmente provata dal ricorrente e pertanto idonea a giustificare il miglior tenore di vita e ad escludere l’omessa dichiarazione.


La sentenza

Corte di Cassazione, sez. VI Civile – T, sentenza 11 maggio – 11 ottobre 2016 n. 20488
Presidente Iacobellis – Relatore Crucitti

Ritenuto in fatto

C.M. impugnò gli avvisi di accertamenti emessi D.P.R. n. 600 del 1973, ex art. 38, e portanti irpef ed addizionali regionali per gli anni 2006 e 2007.
La Commissione di prima istanza accolse il ricorso, annullando entrambi gli avvisi di accertamento, riconoscendo, quanto all’anno di imposta 2006, che il contribuente aveva incassato una vincita SISAL, oggetto di ritenuta alla fonte e che il reddito così integrato risultava superiore alla differenza massima consentita (1/4) rispetto al reddito accettabile. I primi giudici rilevavano che la mancanza del requisito dello scostamento di almeno un quarto per il reddito 2006, oltre ad inibire l’accertamento per quell’anno, trascinava con sè anche l’accertamento per il 2007, facendo venire meno l’ulteriore requisito della mancanza di congruità per due periodi di imposta.
La decisione, appellata dall’Agenzia delle Entrate è stata confermata dalla Commissione Tributaria Regionale della Lombardia la quale, con la sentenza in epigrafe, ha ribadito la nullità degli avvisi di accertamento impugnati perchè si risolvevano nella mera applicazione dei coeffictenti

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[1] Cass. ord. n. 20488/2016.

 


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