Ape, anticipo pensionistico da maggio 2017
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13 Ott 2016
 
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Noemi Secci
 


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Ape, anticipo pensionistico da maggio 2017

A partire dal 1° maggio 2017 sarà possibile attivare l’Ape volontaria e l’Ape social: tutto sulle nuove misure.

 

Dal 1° maggio 2017 parte il biennio di sperimentazione dell’Ape, il nuovo anticipo pensionistico: inizialmente sarà aperto ai nati dal 1951 al 1953, poi sarà progressivamente esteso ai nati negli anni successivi. L’operatività dell’anticipo sarà prevista sia per l’Ape volontaria, sia per l’Ape social, cioè quella gratuita, garantita ad alcune categorie di lavoratori: ma andiamo per ordine e facciamo chiarezza su tutte le nuove misure.

 

 

Ape: che cos’è

L’Ape, sigla che sta per anticipo pensionistico, è la possibilità di uscita anticipata dal lavoro grazie a un prestito-ponte, che garantisce un trattamento sino alla data di maturazione dei requisiti per la pensione di vecchiaia. Il trattamento può arrivare sino al 95% della futura pensione ed è erogato da una banca o, per alcune categorie di lavoratori, direttamente dallo Stato: si tratta della cosiddetta Ape social, che non ha costi per l’interessato, al contrario di quanto avviene per l’Ape volontaria, dato che per restituire il prestito sono applicate delle penalizzazioni sulla pensione.

L’Ape può avere, comunque, un onere ridotto per altre categorie di lavoratori, come gli esuberi e gli aderenti alla previdenza complementare.

L’Ape consente di uscire dal lavoro a partire da 63 anni di età, quindi con un anticipo massimo di 3 anni e 7 mesi (considerando che il requisito d’età necessario per la pensione di vecchiaia, dal 2018, sarà uguale per tutti e pari a 66 anni e 7 mesi): deve essere già posseduto al momento della domanda, però, il requisito contributivo necessario alla pensione di vecchiaia, pari a 20 anni di contributi.

 

 

Ape volontaria: le penalizzazioni

Per i lavoratori non appartenenti a particolari categorie svantaggiate, che richiedono volontariamente l’Ape, il trattamento anticipato sarà interamente coperto da un prestito bancario: le rate del prestito dovranno essere restituite in 20 anni e comporteranno una penalizzazione media sulla pensione del 4,6-4,7% annuo, dovuta alla restituzione del capitale, degli interessi e al pagamento di un’assicurazione sul rischio di premorienza.

Il prestito non dovrà essere richiesto direttamente alla banca, in quanto l’Inps farà da intermediario.

Sarà possibile godere di una detrazione fiscale sugli interessi.

 

 

Ape social

Sarà invece interamente a carico dello Stato il costo dell’Ape per alcune particolari categorie di lavoratori:

  • invalidi;
  • soggetti che assistono un familiare disabile (beneficiari della Legge 104);
  • disoccupati di lungo corso che non ricevono ammortizzatori sociali;
  • addetti a lavori gravosi: nella categoria dovrebbero essere compresi operai, meccanici, marittimi, infermieri, operatori sociali e maestre d’asilo.

Non si sa ancora, tuttavia, se lo Stato sosterrà il costo del prestito-ponte attraverso erogazioni dirette o attraverso bonus fiscali volti ad azzerare l’impatto delle rate.

 

 

Ape ridotta

Una via di mezzo tra l’Ape social e l’Ape volontaria è la cosiddetta Ape ridotta, i cui costi saranno parzialmente sostenuti dall’azienda o dalla previdenza complementare: nel primo caso parliamo dell’Ape aziendale, nel secondo caso della Rita.

 

 

Ape aziendale

L’Ape aziendale sarà rivolta ai lavoratori in esubero. Attraverso il pagamento di contributi aggiuntivi, che saranno incentivati da bonus fiscali, l’azienda coprirà parte del prestito-ponte necessario all’uscita anticipata dal lavoro: in questo modo, l’azienda potrebbe coprire anche il 50% del prestito, dimezzando così le penalizzazioni sulla pensione, che non supererebbero il 2,5% annuo.

 

 

Rita

Potrebbe dimezzare le penalizzazioni, se non annullarle, anche la Rita: la sigla sta per rendita integrativa anticipata e consisterà in un anticipo della pensione complementare, che consentirà di coprire una parte del prestito o, in certi casi, l’intero prestito. La misura sarà riservata a chi aderisce alla previdenza integrativa.


 


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Commenti
13 Ott 2016 Danilo Menotti

non riesco a capire perchè si continua a scrivere che si inizia con gli anni 1951-53 (soprattutto se la si fà partire da maggio 2017) visti gli accordi sindacati-governo con i quali si è stabilito di estendere a chi ha 63 anni, ricordo che i nati nel 1954 nel 2017 compiono 63 anni!!

 
13 Ott 2016 marianna battaglia

Non capisco perchè si parli del 53 e non del 54, chi è nato nel 53 già sta andando in pensione con salvaguardie..incredibile!

 
13 Ott 2016 zorica malesevic

buon giorno, sono infermiere dipendente settore privato 14 anni(contributi versati al INPS) e 15 anni ho lavorato in Serbia,nata 1961 , malata da artrite reumatoide,adesso lavoro in sala operatoria,e per la malattia e tipo di lavoro ho qualche posibilita di uscire prima?
grazie mille!

 
13 Ott 2016 silvano chiocci

Sono sicuro che nella dicitura 51/53 si nasconde un diabolico trabocchetto…!!! E’ del tutto evidente che nel 2017 i nati nel 54 compiono 63 anni, così come i nati nel 53 ne compiranno 64 e i nati nel 52 ne compiranno 65 ecc. ecc. …!!! Ma allora di cosa stiamo parlando….????? La fregatura è dietro l’angolo,..alla Renzi..

 
15 Ott 2016 Alberto Vesce

E’ veramente incredibile! Ma,Nannicini, Poletti e gli altri rappresentanti del governo e dei sindacati, hanno conseguito la licenza elementare?!? Ape a 63 anni per i nati nel 51/53 !! Ergo, Ape a 63 anni per tutti tranne che per quelli del ’54…essendo questi, come noto, tutti extracomunitari. Ma nelle mani di chi siamo? E, poi, chi compie 63 anni deve chiedere 3,7 anni di anticipo Ape (cioè sino alla maturazione della pensione di vecchiaia) anche se, per es. , gli mancano solo 2 anni alla pensione anticipata raggiungendo prima i 42 anni e 10 mesi di contributi! (così è scritto nel verbale d’accordo governo sindacati del 27 settembre). E meno male che sono mesi e mesi che “lavorano” sull’ Ape!!!

 
16 Ott 2016 Savi Stefano

C’è qualcosa di stonato !
Chi nel 2017 potrà chiedere l’APE compiendo 63 anni ,
visto che sarà consentito solo ai nati fino al ’53 ?
E ancora : ma se io a 63 anni avrò già 42 anni contributivi
perché dovrò chiedere 3 anni e 7 mesi , quando maturo il diritto dopo solo 14 mesi ?
Siamo alle solite farse ! Ma ci vogliono tutti cretini ?

 
24 Ott 2016 Fabio P

Ma i nati a febbraio del 1954 nel maggio 2017 avranno già 63 anni. Non capisco perche si parla di 1951/53. Aspetto una risposta